Polignano a Mare Città della Musica chiude l’edizione 2026 questa sera, lunedì 7 settembre, con una serata dedicata a Domenico Modugno e il cinema. Avere Domenico Modugno come concittadino è un privilegio ma in Italia quanti luoghi ci sono che hanno dato i natali a persone diventate poi celebri e che vengono abbandonate alla polvere della dimenticanza? Polignano a Mare avrebbe potuto vivere di rendita sul nome di Modugno senza troppi sforzi, la statua che lo rappresenta a braccia larghe mentre offre le spalle al mare basterebbe già a trasmettere una idea di…meraviglioso. Qui invece hanno scelto di declinarlo in tutte le sue grandezze. L’edizione 2026 è stata strutturata su quattro giorni, ognuno con una sua identità. Sul palco si sono alternati, tra gli altri, artisti eterogenei quali Syria, Peppe Voltarelli, Gaia Gentile, Carolina Bubbico, Daniele Silvestri, Frankie hi-nrg mc e l’Orchestra Sinfonica di Sanremo che ha fatto da accompagnamento a tutti. Una rassegna di questo tipo può nascere solo se le volontà e gli obiettivi convergono. Ho assistito, nei miei quattro giorni a Polignano, a una perfetta alchimia tra politica, istituzioni e musica. Bianca Bronzino, vulcanica Assessora alla Cultura (con altre deleghe), mi ha spiegato che “crediamo che in quattro giorni avviciniamo meglio la comunità alle iniziative ed esploriamo le diverse anime di Modugno. L’intenzione è di non legarci troppo alla memoria e di esplorare il cantautorato. Questo è un Festival diffuso che segue una strategia ad ampio spettro per quanto la la statua di Domenico Modugno attragga di per sé. Politicamente invece puntiamo a coinvolgere tutti i quartieri”. La direzione artistica della manifestazione è affidata a Stefano Senardi, mentre Luca Bernini cura il coordinamento artistico e la direzione della comunicazione. L’evento è promosso dall’Amministrazione comunale di Polignano a Mare, il cui sindaco è Vito Carrieri coadiuvato dal suo vice Joana Grasso (anche assessore alle Politiche Sociali, Giovanili, abitative e Pari Opportunità), Regione Puglia e Puglia Culture a valere sulle risorse del Fondo di Rotazione POC 2021-2027 nel quadro dell’accordo tra Puglia Culture e Regione Puglia Sezione Turismo e su fondi del Comune di Polignano a Mare.
POLIGNANO A MARE E DOMENICO MODUGNO, BINOMIO MERAVIGLIOSO
Luca Bernini, che in questi giorni ha macinato chilometri affinché tutti i pianeti fossero allineati, mi ha spiegato che “rispetto a una impostazione Modugno-centrica qui teniamo insieme più elementi, sappiamo che è una scommessa ma questo è il bello, l’elemento Modugno che diventa un punto di riferimento. Ristampiamo con Sony Con l’affetto della Memoria, un suo album del 1971, riscoprendo un mondo contadino, riscoprendo infanzia e adolescenza. Lui è il progenitore del cantautore moderno e qui allarghiamo il raggio d’azione”. Polignano a Mare è città viva, è baluardo di cultura e di accoglienza, è una città col sorriso, a partite da Giorgia Tarantino che col supporto della sua famiglia gestisce Incentro Rooms, fino ai ristoranti e alle gelaterie, che qui sono una eccellenza. E poi i gatti che passeggiano tra i turisti con fierezza, le signore che aspettano una illusione di frescura per spostare le sedie dal tinello alla strada, tra odori di bucato e di cibo, tra panni stesi e sguardi curiosi, mai infastiditi. Polignano è bellezza e vestigia storiche, è un mare blu che si confonde con i pensieri. E se questa rassegna funziona è perché ci sono persone che ci mettono un’anima che va oltre il sudore e la stanchezza, le poche ore dormite, i pasti consumati frettolosamente nel backstage (uno tra i più deserti mai visti in tanti anni di musica vissuta dietro le quinte) combattendo con un signore di nero vestito che ti insulta per una bottiglia di acqua e scrive sul suo gazebo “no open bar” a spregio di un manipolo di persone che non guarda l'orologio e per garantire la buona riuscita della serata sacrifica il tempo che andrebbe dedicato alla famiglia e gli si presenta con educazione. Quel che avanza tornerà al mittente o terminerà in un frigorifero? Resilienti e resistenti sono il già citato Luca Bernini, i film-maker Raoul Ventura e Gianfranco Gironimo, la social media manager Alessia Castiglioni, Arianna Manzotti che cura la logistica e Roberta Rifezzo che tesse le trame della comunicazione. Altri resistenti sono Antony Drago e Carmine De Marco che gestiscono una etichetta musicale ribattezzata LA Riot Survival mentre Carmine, in solitaria, ha creato una factory che si chiama Faccia di Culto- Un luogo per la Cultura dove quotidianamente musica, pittura e scultura sono protagoniste. Quell’illuminato di Giacomo Bologna, grande maestro della Barbera con la sua azienda Braida, un tempo scrisse questa frase: “Costruitevi una cantina ampia, spaziosa, ben areata e rallegratela di tante belle bottiglie, queste ritte, quelle coricate, da considerare con occhio amico nelle sere di Primavera, Estate, Autunno e Inverno sogghignando al pensiero di quell’uomo senza canti e senza suoni, senza donne e senza vino che dovrebbe vivere una decina d’anni più di noi”. La Rassegna su Domenico Modugno andrà avanti e ci renderà sempre più felici nonostante quell’uomo che gestisce il backstage con protervia. Dimenticavo, piazza Trinità di sera è un film di Pupi Avati: le ragazze sedute sulle panchine e i ragazzi in piedi, sguardi e sorrisi a distanza, tenera complicità, qualche adulto che sbircia e vigila su ancillari passioni, il miagolio di un gatto: tutto questo è...meraviglioso.