Muore in casa a un anno, babysitter indagata per omicidio colposo - Notizie - Ansa.it

2026/10/03

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Tragedia nel Trevigiano, a Mogliano Veneto, dove un bambino di un anno è morto all'improvviso nella notte tra giovedì e venerdì. Sul corpo del piccolo è stata disposta l'autopsia mentre la sua babysitter di 21 anni è indagata per omicidio colposo, dopo aver cercato inutilmente di rianimarlo in attesa dell'arrivo del 118.

    L'allarme è scattato poco dopo la mezzanotte, quando il Suem 118 della Marca è stato allertato dai familiari del piccolo. Ad accorgersi che non respirava è stata la babysitter, l'unica adulta in casa in quel momento: lo aveva messo a letto poco prima e poi, in compagnia di una sorella di 13 anni del bambino, si era recata in un'altra stanza. Qui, a quanto ricostruito con la sua legale, la babysitter lo aveva ancora sentito piangere.

    Dopo un po', è entrata nella cameretta per controllare che fosse tutto a posto. Ed è stato uno shock, perché lo ha visto blu.

    Subito, in contatto con i sanitari del 118, ha cercato di praticare le manovre di rianimazione, che conosce perché si sta per laureare in Infermieristica.

    A seguire, sono arrivati i soccorritori. Il piccolo, che non aveva patologie pregresse diagnosticate, era in arresto cardiaco. I sanitari hanno a loro volta avviato le manovre di rianimazione e proceduto all'intubazione e poi lo hanno portato al pronto soccorso dell'ospedale Ca' Foncello di Treviso, dove sono proseguite a lungo le manovre rianimatorie con l'assistenza di anestesisti e pediatri. Tutto inutile: all'una e mezza i medici hanno constatato il decesso.

    È stata disposta l'autopsia per capire che cosa abbia causato l'arresto cardiocircolatorio. Ed è stata aperta un'inchiesta, affidata alla pm Gabriella Cama, con l'iscrizione della babysitter nel registro degli indiziati di reato. Un atto dovuto, spiega l'avvocata Lisa Caldato, essendo la 21enne l'unica adulta presente nell'abitazione al momento della tragedia.

    "È una grandissima tragedia in primis per la famiglia, ma anche per la ragazza che stava facendo la babysitter - sottolinea la legale -. Mi auguro che l'autopsia possa confermare che si tratta di una morte bianca. Quando ero giovane ho fatto anche io da babysitter a tanti bimbi, posso immaginare che cosa stia provando questa ragazza". Il rapporto tra la giovane, sconvolta e incapace di spiegarsi che cosa possa essere successo, e i genitori della piccola vittima va oltre l'aspetto professionale: "I familiari - spiega Caldato - conoscono la ragazza da quando è nata, c'è un rapporto di amicizia fortissimo". 

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