
di Marina Verdenelli
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venerdì 14 agosto 2026, 03:00 - Ultimo aggiornamento: 08:36
SENIGALLIA Una pec e la multa da 29 euro e 90 centesimi è stata annullata. La posta elettronica certificata è stata mandata dal comando della polizia locale alle 16.13 di mercoledì. È arrivata all’avvocato del 22enne di Montemarciano che martedì notte, sulla statale Adriatica, all’altezza di Marzocca, aveva parcheggiato la Fiat Punto della madre in divieto di sosta per aiutare una ragazzina di 15 anni in crisi. Il legale però fino a ieri non è riuscito ad aprirla perché fuori studio e dal cellulare la pec dà problemi.
La scelta
Ad annullare la sanzione è stata la comandante della polizia locale, Barbara Assanti. «L’abbiamo annullata nel pomeriggio - spiega -.
Sono persone dotate di umanità i colleghi che l’hanno fatta. L’auto era parcheggiata sulla statale, non c’era nessuno nelle vicinanze, solo dopo hanno saputo perché era lì. Mi hanno chiamata di notte, erano dispiaciuti. Ci è dispiaciuto molto del clamore nato attorno perché l’intenzione di annullarla c’è stata fin da subito ed era stata comunicata al conducente e alla proprietaria del mezzo. Apprezziamo quello che il ragazzo ha fatto, siamo dalla parte dei giovani come lui. Non era nostra intenzione multare chi ha fatto una buona azione».
Il fatto
Era quasi mezzanotte. Il ragazzo tornava dal lavoro a Senigallia verso casa, a Montemarciano. Davanti alla stazione di Marzocca aveva visto una scena che lo aveva fatto fermare subito. Una ragazzina seduta in bilico sul davanzale di una finestra, al primo piano, gambe a ciondoloni nel vuoto. Niente cornicioni, niente protezioni. Si era accostato per andare da lei e parlare convincendola poi a scendere. Nel frattempo però una pattuglia della polizia locale aveva visto l’auto in divieto, in un punto pericoloso come la statale e non vedendo nessuno ha proceduto a multarla. Solo dopo è emerso il motivo per cui il 22enne aveva parcheggiato così ma il verbale era stato già staccato e lì non si poteva annullare.
La famiglia si era rivolta all’avvocato Cristina Barboni che aveva inviato una pec al Comando invocando lo stato di necessità. La comandante Assanti ha spiegato che l’annullamento richiede tempo. «Non possiamo strappare le multe. Servono motivazioni e una relazione di servizio per auto-tutelarci. È stata solo una questione di ore. I colleghi sono stati molto colpiti». E ha aggiunto: «Massima disponibilità per i giovani. Arrivano tante richieste di annullamento anche per chi parcheggia sui marciapiedi o sui posti disabili. Lì il buon senso non c’entra. Qui invece sì. Il buon senso non va confuso con il non fare le multe».
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