Mps, muro di ISS e soci sul piano: bocciata la difensiva, Intesa verso il successo

2026/10/13

Categories: world-news

Il proxy advisor ha suggerito il no all’offerta su Banco BPM, Banca Generali e maxi-cedola da 4 miliardi, ma promuove la fusione con Mediobanca. Già per gli analisti la maggioranza dei due terzi in assemblea era ormai un miraggio.

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La strategia di difesa messa in atto dal board di Monte dei Paschi di Siena ha perso oggi il sostegno decisivo dei proxy advisor e si è scontrata con la realtà dei numeri in assemblea. A due settimane dall’assise straordinaria del 29 ottobre, ISS (Institutional Shareholder Services) ha raccomandato ufficialmente agli azionisti di bocciare il pacchetto di misure difensive predisposto dalla banca senese, mentre le principali case d’affari confermano che il piano non ha le coperture matematiche per passare.

La scelta di ISS: votate contro

Nel report inviato ai soci in vista dell’assemblea, ISS invita senza mezzi termini a votare contro l’offerta di MPS su Banco BPM e Banca Generali; la proposta di riduzione del capitale sociale; la distribuzione del dividendo straordinario da 4 miliardi di euro, pensato per fare da esca alla compagine azionaria. Al contempo, il proxy advisor ha suggerito di dare via libera alle altre delibere all’ordine del giorno, inclusa l’aggregazione con Mediobanca.

Iss: «Per gestire 3-4 fusioni serve un cda unito»

Iss ha motivato il suo invito a bocciare le delibere legate al piano messo a punto dall’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, con il fatto che procedere nelle offerte su Banco Bpm e Banca Generali «aumenterebbe il rischio di esecuzione già presente nell’integrazione di Mediobanca e darebbe luogo, con ogni probabilità, a una fusione a tre o quattro tra culture e processi diversi», per gestire la quale servirebbero un cda e un management «uniti» di cui Mps invece non dispone. Iss afferma che «potrebbe esserci la tentazione di interpretare l’opposizione» del proxy «alla visione di Lovaglio come un sostegno all’offerta ostile di Intesa». «Non è così», dichiara Iss che ricorda che l’Opas di Ca’ de Sass «è solo una possibile alternativa che gli azionisti dovrebbero valutare con attenzione nell’esaminare le operazioni proposte, e non è priva di criticità: ad esempio, il consiglio continua a ritenere che l’offerta sottovaluti Mps». «La realtà – conclude il proxy – è che, anche considerate isolatamente, i fatti e l’informativa disponibili non supportano le operazioni proposte».

Il nodo dei numeri: minoranza di blocco e ruolo dei soci

A pesare sull’esito della partita sono le posizioni già espresse dai grandi soci istituzionali e privati. In due note distinte diffuse nella giornata di oggi, Kepler ed Equita sottolineano come la strada dell’amministratore delegato e del cda di MPS sia ormai sbarrata.

Per l’approvazione delle operazioni straordinarie in assemblea serve la maggioranza qualificata dei due terzi. Tuttavia, l’intenzione di voto contraria già esplicitata da azionisti di rilievo come Delfin e il gruppo Caltagirone — unita alla spinta verso l’offerta concorrente lanciata da Intesa Sanpaolo — forma una vera e propria minoranza di blocco.

L’assise del 29 ottobre e l’ipotesi Intesa

Nonostante la bocciatura degli analisti e il parere contrario del proxy advisor, il consiglio di amministrazione di Siena ha scelto di tirare dritto: il progetto industriale non subirà modifiche e la convocazione degli azionisti per il 29 ottobre rimane pienamente confermata.

Tra le sale operative di Piazza Affari, tuttavia, l’attenzione si sta già spostando sul passo successivo. Per gli analisti, il fallimento della controffensiva di Siena spalanca definitivamente le porte all’operazione guidata da Intesa Sanpaolo, il cui successo sull’istituto senese viene ormai dato quasi per certo dal mercato.

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