Home > Economia > Mps, doppia Ops da 34 miliardi con 4 miliardi di dividendi. Intesa valuta esposto a Consob
Una doppia offerta da 34 miliardi su Bpm e su Banca Generali e la promessa di 4 miliardi di euro di dividendi straordinari per convincere gli azionisti. Così Mps riapre la partita e in risposta all’Opas lanciata a giugno da parte di Intesa Sanpaolo mette in campo la sua contromossa, con il piano di un’offerta pubblica di scambio per scalare Piazza Meda, di cui i francesi di Crédit Agricole sono soci con quasi il 30%, e di una seconda offerta per acquisire la banca, con la sua rete di promotori finanziari, controllata dall’assicuratore di Trieste al 50,1%.
Due operazioni distinte
Due operazioni distinte (quella sul Banco con un controvalore di circa 25,3 miliardi e quella su Banca Generali di circa 8,7 miliardi) ma che, ha spiegato l’amministratore delegato di Montepaschi, Luigi Lovaglio, corrono parallele. Obiettivo creare il terzo gruppo bancario italiano, fra i 10 top europei, per un valore di 80 miliardi e resistere così alla scalata di Intesa che sta già valutando un esposto alla Consob.
E intanto l’istituto senese si prepara all’assemblea degli azionisti che a fine ottobre dovrà scegliere se dare l’ok alla doppia operazione, dove, per chi vince la partita, c’è anche Assicurazioni Generali, con cui ormai il risiko bancario italiano si intreccia, e di cui Montepaschi è diventata primo azionista tramite Mediobanca.
Lovaglio: “Creiamo valore per tutti gli stakeholder e gli azionisti”
Lovaglio agli analisti in call ha assicurato che il suo piano con le 2 Ops “crea valore per tutti gli stakeholder e gli azionisti” di Bpm e Banca Generali. “Le offerte garantiscono un significativo accrescimento dell’utile per azione e del dividendo per azione e permettono di avere un gruppo più grande e diversificato”, ha spiegato il banchiere lucano. Le sinergie attese dall’integrazione sono stimate in 2,6 miliardi di euro.
Per Lovaglio, l’operazione “crea valore attraverso l’integrazione, non tramite uno spezzatino”, mira a realizzare un gruppo “unico per capacità di prodotto e distribuzione. In terzo luogo “combinerebbe la scala nazionale alle radici regionali”, infine garantirebbe “flessibilità finanziaria e una piattaforma sicura”. Rocca Salimbeni ha annunciato il piano di promuovere un’offerta di scambio sull’intero capitale di Banco Bpm offrendo 1,567 azioni per ogni titolo di Bpm. L’offerta non include alcun premio e valorizza l’istituto guidato da Giuseppe Castagna per 25,35 miliardi di euro. L’offerta di scambio di Mps su Banca Generali prevede un rapporto di cambio di 6,958 nuove azioni del Monte per ciascuna azione Banca Generali. In caso di adesione integrale alle offerte di scambio promosse da Mps su B. Generali e Bpm e alla luce della fusione di Mediobanca in Montepaschi, gli attuali azionisti dell’istituto senese deterranno circa il 50,1% del gruppo combinato, gli azionisti Banco Bpm circa il 37,2% e gli azionisti Banca Generali circa il 12,7%.
Le reazioni
In serata sono arrivate le prime reazioni di due diretti interessati al piano di Lovaglio. Il Consiglio di Amministrazione di Banca Generali ha comunicato in una nota che “ha preso atto della comunicazione” della banca senese e precisa che “l’offerta non è stata sollecitata né preventivamente concordata con Banca Generali”. E che “fermo restando che l’analisi più dettagliata dei termini e delle caratteristiche dell’offerta è in corso, B. Generali si esprimerà sull’offerta con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge”. Poi, sul fronte Leone, fonti vicine al dossier hanno fatto trapelare che “Generali non è contraria all’operazione in linea di principio e esaminerà con attenzione e senza pregiudizi” l’ops di Mps su Banca Generali, controllata al 50,1% dall’assicuratore. Dal lato Bpm, invece, si attende il cda a inizio della prossima settimana.
Scettico il mercato. A Piazza Affari Mps ha perso l’1,30%, Banca Generali ha ceduto il 2,05%, più contenuto il ribasso per Banco Bpm (-0,39%), mentre assicurazioni Generali guadagna lo 0,35%.
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