il presidente di Unipol Carlo Cimbri scende in campo per sostenere l’Opas di Intesa: un’offerta “ricca, seria, con un progetto industriale forte e razionale”

Luigi Lovaglio (Mps) e Carlo Cimbri (Unipol)

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L’apertura del cda di Generali a valutare l’offerta di Mps per la sua controllata Banca Generali e l’intervento di Carlo Cimbri, presidente di Unipol, alleato di Intesa Sanpaolo nell’operazione sulla banca senese, per tranquillizzare azionisti e politici sull’autonomia del Monte, hanno riacceso i riflettori di Piazza Affari sul risiko bancario.
Tutti i titoli coinvolti infatti sono tornati a chiedere in attivo con in particolare il più 1,24% di Unipol seguito dal più 0,58% di Intesa, +0,53% di Banca Generali e +0,50%di Generali mentre Banco Bpm e Mps hanno limitati i rialzi rispettivamente allo 0,35 e allo 0,26% mentre secondo Equita, advisor di Intesa, per gli azionisti Mps l’operazione su Banca Generali “sarebbe senza creazione di valore, una volta neutralizzato il premio del 12.5%”.
Venerdì 28 agosto però il risiko ha registrato anche l’uscita del documento con il quale Mps – per le cui mosse anti Opas di Intesa Sanpaolo la banca del Ceo Carlo Messina ha presentato un esposto alla Consob – ha difeso la correttezza per l’Ops su Banca Generali. Per il Comitato per le operazioni con parti correlate di Montepaschi infatti “tenuto conto delle caratteristiche dell’operazione non si ravvisano particolari rischi connessi a potenziali conflitti di interesse, diversi da quelli tipicamente inerenti ad operazioni con parti correlate”.
Nella fattispecie sono da considerarsi “parti correlate” dell’istituto guidato da Luigi Lovaglio le Generali, Delfin e Caltagirone. La nota spiega che nel corso dell’istruttoria sull’Ops su Banca Generali, il Comitato parti correlate “ha preso atto che non sono stati coinvolti né soci rilevanti di Mps né di Generali, essendo la strutturazione dell’operazione stata condotta esclusivamente dal management di Mps in completa autonomia”. Si sottolinea anche che “l’operazione non comprende l’attribuzione di particolari vantaggi a favore delle parti correlate”.
Infine si ricorda che il Comitato, riunito il 20 agosto, giorno del cda di Mps, ha ricevuto dal management tutta la documentazione ed è stato “rassicurato sugli aspetti legali, in particolare sui temi relativi alla passivity rule” dando parere favorevole a maggioranza (astenuto il consigliere Nicola Maione) “sull’interesse della banca al compimento dell’operazione”.
Se Lovaglio ha incassato la disponibilità di Generali a valutare la cessione di Banca Generali di cui possiede il 50,17% all’interno di un ampio progetto di banca assicurazione che vedrebbe il Leone di Trieste partner assicurativo di Mps integrato a Banco Bpm – scenario per cui il suo principale socio Crédit Agricole, finora freddo sull’Ops del Monte, secondo il mercato potrebbe valutare diversamente la sua posizione – il presidente di Unipol è sceso in campo per sostenere l’Opas di Intesa. Un’offerta “ricca, seria, con un progetto industriale forte e razionale”.
Intesa manterrebbe circa 625delle circa 1.300 filiali del Monte mentre a Unipol passerebbero la restante banca, il marchio e gran parte del personale senza licenziamenti ma con accordi sindacali per le razionalizzazioni. Cimbri ha quindi respinto l’idea che Unipol acquisterebbe ciò che resta di uno “spezzatino”.
La banca conserverebbe invece una propria autonomia industriale e commerciale. Sarebbe capofila con sede principale a Siena. Dopo il successo dell’Opas di Intesa, Unipol punta a completare l’acquisizione di Mps entro il 2027. Nel 2028 entrerebbe in gioco Bper Banca, di cui possiede circa il 30%. L’aggregazione Mps-Bper darebbe quindi origine al secondo gruppo bancario italiano con oltre 250 miliardi di attivi.
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