Il 12 ottobre consiglio straordinario a Siena dopo l’avanzata dell’Opas di Intesa. In giornata i consigli degli advisor in vista dell’assemblea

Luigi Lovaglio, ad di Mps

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Siena, 11 ottobre 2026 – A diciassette giorni dalla data cruciale dell’assemblea dei soci, che all’ordine del giorno ha le offerte su Banco Bpm (martedì riunisce il cda) e Banca Generali oltre alla fusione con Mediobanca, Banca Monte dei Paschi riunisce domani un consiglio di amministrazione straordinario. Forse l’ultima possibilità di manovra per cercare di controbattere all’Opas di Intesa Sanpaolo, che negli ultimi giorni ha ricevuto adesioni importanti e potenzialmente decisive, a partire dai due primi azionisti Delfin e Gruppo Caltagirone.
Oggi pomeriggio è arrivata la convocazione per la giornata di oggi, che si annuncia cruciale per i piani dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio. Nei suoi anni a Rocca Salimbeni ha già superato scogli che sembravano inaccessibili, dalla conquista di Mediobanca al ritorno in sella dopo il licenziamento, con la clamorosa rimonta nell’assemblea del 15 aprile.
Questa volta la partita appare ancora più difficile e al momento restano coperte le carte che saranno messe sul tavolo. Le indiscrezioni della vigilia, che in realtà non trovano conferme dirette, spaziano dall’ipotesi del maxi dividendo all’intervento sul settore assicurativo e in particolare su Generali, con la prospettiva del rinvio dell’assemblea del 29 ottobre aggiornando l’ordine del giorno, anche se l’Opas di Intesa Sanpaolo nel frattempo continuerà il suo percorso.
Oggi sono attese le indicazioni dei proxy advisor in vista dell’assemblea, dopo che Iss ha raccomandato agli azionisti di Mediobanca di votare a favore della fusione con Mps (una delle condizioni che invece Ca’ de Sass ha posto per la realizzazione dell’Opas è invece il “no” anche alla fusione): Iss e Glass Lewis si pronunceranno sugli scenari delineati dall’ordine del giorno dell’assemblea, a meno che oggi non cambi il quadro e Mps metta in campo una nuova strategia, ridisegnando tempi e scadenze.
La giornata a Rocca Salimbeni si preannuncia lunga, considerando anche l’articolazione del consiglio di amministrazione che ha conservato quasi completamente le divisioni uscite dall’assemblea dello scorso aprile. L’ad Lovaglio e il presidente Bisoni hanno continuato a seguire la propria rotta, nel tentativo di sfuggire all’operazione di acquisto condotta in tandem da Intesa Sanpaolo con il sostegno di Unipol e Bper. E le istituzioni locali si sono schierate dalla sua parte, in ultimo con la lettera congiunta di Comune di Siena, Provincia di Siena e Regione Toscana inviata alla Commissione europea - Dg Competition con la richiesta di approfondire tutti gli aspetti dell’Opas di Intesa Sanpaolo.
Dal Mef, ancora detentore del 4,8 per cento del capitale Mps, è già arrivato l’annuncio che il governo non si schiererà e non parteciperà al voto assembleare, mentre ieri il vicepremier Antonio Tajani ha ribadito: “Fui io nel 2022 o 2023 a dire che non servono le banche di Stato. Siamo stati i primi a parlare della privatizzazione di Mps, a impuntarci sul risiko bancario perché prevalesse il libero mercato”.
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