Mourinho, sempre lui. Solo e sempre lui. Intanto la conferenza inizia in ritardo e, scherzando tra i cronisti, in tanti dicono: "Come da tradizione". Quando era alla Roma si iniziava sempre mezzora dopo, soprattutto in trasferta. È uno dei tanti, tantissimi, aneddoti che precedono la conferenza dell'allenatore portoghese in quello che, da luglio 2021 a gennaio 2024, è stato il suo stadio. Mou prima va in campo e fa le tv, Sky e Prime Video, poi incontra gli altri cronisti. E ammette che questo posto gli fa effetto: l'aeroporto, il viale, il corridoio. Ogni cosa. Però non è solo una questione di emozioni e ricordi, perché, dice Mou: "Io voglio vincere. I romanisti pure. Nei 90' non ci sarà spazio per altro". Altro, però, è davvero tanto: "Non sarò mai un nemico, anche se sarebbe stato meglio non tornare da avversario". Un giornalista spagnolo gli chiede cosa abbia lasciato ai romanisti di così speciale, Mou se la cava con una battuta: "Occhio che i tassisti possono essere pericolosi perché possono essere laziali". "No no - la replica - aveva un tatuaggio della Roma. Quindi lei cosa pensa di aver lasciato?". Risponde Mourinho: "Sono me stesso, non mi mostro diverso, il club e i tifosi sono sempre al primo posto e la gente si identifica. Poi se fai qualcosa di importante come succede qui... Noi abbiamo vinto una coppa europea, abbiamo fatto un'altra finale. Non abbiamo vinto la Champions ma si è unito tutto. I romanisti sono speciali, mi hanno trattato benissimo in tantissimi posti della mia carriera, ma questa gente è speciale".
Mourinho e la risposta a Gasperini
Sipario? No. Ci sono ancora tanti temi da affrontare. Oggi Gasperini ha detto che gli "invidia" l'empatia di farsi comprare grandi giocatori, Mou ruberebbe qualcosa al tecnico della Roma? "No". La replica di Mou a Sky, che poi argomenta: "Rispetto un allenatore che da anni fa un lavoro importante". Che potrebbe portare la Roma allo scudetto? "Vedo sempre i giallorossi e l'Inter, per me sono le due squadre più forti". E allora, sulla sfida di domani: "Magari tornerò qui per i quarti o la semifinale e allora ci sarà la pressione delle sfide decisive di Champions. Stavolta no, ma noi ce la mettiamo da soli perché vogliamo vincere. La Roma è forte, motivata, torna a giocare la Champions qui con un pubblico che gioca, non viene a vedere la partita. E gioca davero, per guadagnare dei punti. Abbiamo di fronte un avversario importante". E se c'è amore? "L'amore c'è, ma durante la partita si dimentica. Sappiamo come giocano, ma possono fare anche qualcosa di diverso. Sanno che quelli con la maglietta bianca non sono propriamente una squadra facile. Siamo preparati a reagire a qualcosa di diverso anche...".
Mourinho e i botta e risposta con i giornalisti spagnoli
Ovviamente molte domande, oltre che sul ritorno a Roma, sono anche sulle polemiche arbitrali in Spagna. Mou glissa, dice che tanto tornerà a parlare sabato prima del campionato. Ma qualcosa, a modo suo, vuole aggiungere: "Non voglio commentare niente sul campionato, questa è la Champions, ci pensiamo da sabato. Ma basta aver guardato il primo minuto per capire. L'unica cosa che mi dà fastidio è quando, di norma, il nome dell'arbitro viene reso noto, anche se dovrebbe esserlo con 24 ore di anticipo, circa tre settimane prima. Questa è l'unica cosa che mi disturba. A parte questo, sono fiducioso e spero che tutto vada bene per tutte e tre le squadre. Non ho alcun sentimento negativo prima delle partite". Qualcuno chiede se la luna di miele con il Real sia già finita: "Prima della partita dormo come un angelo, dopo non dormo mai. Ma giovedì mattina sarò di nuovo in forma. Domani, invece, dovrò dimenticare dove sono e contro chi sto giocando".
La conferenza termina, Mourinho viene assalito, qualche cronista tira fuori una maglia con il suo nome e lui la firma. Poi lascia l'Olimpico: a pochi chilometri di distanza c'è il suo hotel. Ci sono 100 romanisti ad aspettarlo. La prima, o forse l'ennesima, esplosione d'amore.
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