Roma, 24 settembre 2026 – Pur non facendo mistero dell’esistenza di una minaccia ibrida russa, anche ‘off the records’ fonti dell’intelligence confermano che non c’è “un alert specifico su imminenti attacchi contro l’Italia”. Ma a contestualizzare l’allarme lanciato da El Mundo è un report dei servizi segreti danesi diffuso ieri. Si parla di una “guerra ibrida in continua escalation” in cui “la Russia sta attaccando obiettivi in Europa con i droni”.
Se fino a poco tempo fa gli attacchi ibridi russi contro obiettivi in Occidente miravano a indebolire il sostegno pubblico agli aiuti a Kiev ora – evidenzia il rapporto – Mosca “ha iniziato a cercare sempre più direttamente di impedire che il sostegno raggiunga l’Ucraina”. Uno scenario che fotografa quello che la Russia sta già facendo da mesi. Basti pensare al tentativo di attacco con droni di inizio agosto all’aeroporto di Lipsia/Halle.
“Possibili attacchi russi? Non è una novità”
“Guardo con grande attenzione all’allerta sui possibili attacchi con droni Gerbera lanciati dal Mediterraneo. Non è una sorpresa per chi lavora da anni in questo settore – afferma Sabrina Zuccalà, presidente del Polo nazionale droni –. Lo spazio aereo che sovrasta le nostre città, i nostri porti, i nostri hub energetici è anche, potenzialmente, una linea del fronte. La minaccia di cui si parla oggi deve essere l’innesco per una accelerazione definitiva”.
“I russi – spiega il presidente del Cesi, Andrea Margelletti – hanno la capacità di effettuare questi attacchi. È una cosa che potrebbero fare subito. Ma perché dovrebbero farli nei confronti di alcuni Paesi dove sia all’interno dei governi che delle opposizioni, e non parlo solo dell’Italia, vi sono ampie fasce di supporto nei confronti della Russia? In vista delle elezioni otterrebbero un effetto contrario, mettendo in difficoltà i partiti che li sostengono”.
Sebbene, secondo Margelletti, l’allarme su un imminente attacco contro Italia, Francia e Spagna “probabilmente non è reale”, per il presidente del Cesi “ciò non vuol dire che non sia reale tutto quello che sta avvenendo negli altri Paesi e forse anche nel nostro. La Russia sta facendo sabotaggi da anni. Alcuni Paesi hanno avuto il coraggio di dirlo, mentre altri non vogliono ammetterlo. I russi – prosegue – adottano per ciascun Paese una strategia diversa, ma l’attacco è globale. Hanno interesse a colpire nei Paesi dove la Russia è debole perché i governi hanno una posizione molto dura nei confronti di Mosca”.

Un centro commerciale colpito da un drone nei giorni scorsi a Zaporizhzhia, Ucraina
L’Italia sta incrementando la difesa
Mentre a livello istituzionale l’Italia minimizza gli allarmi, il nostro Paese è al lavoro per incrementare le proprie difese. “Il vero punto critico non è tanto la mancanza di tecnologia, quanto la velocità con cui riusciamo a integrarla in una strategia coerente di difesa. Un drone low cost nascosto in un container, lanciato da una nave mercantile, non si contrasta semplicemente con un radar in più o con un singolo sistema d’arma. Si contrasta con una visione di sistema che metta insieme intelligence, capacità di sorveglianza distribuita, difesa elettronica, tempi di reazione rapidi e cooperazione stretta tra istituzioni e industria.
Serve – sottolinea Zuccalà – un monitoraggio marittimo molto più integrato, capace di incrociare dati sul traffico navale, sui carichi, sulle anomalie di comportamento dei vettori in mare. Serve un investimento serio nelle capacità di jamming, spoofing e difesa elettronica, perché spesso la forma più intelligente di difesa da un drone non è abbatterlo all’ultimo istante, ma impedirgli di ‘vedere’, di comunicare. Progetti come lo scudo anti droni europeo e soluzioni come il Michelangelo Dome di Leonardo rappresentano tasselli fondamentali”.
Si inserisce in tale scenario la nomina come consulente del governo italiano dell’ex ministro della Difesa ucraino Mychajlo Fedorov. “Non c’è stato, a oggi, un incontro formale diretto tra me e lui. Tuttavia – conclude Zuccalà – è impossibile occuparsi seriamente di droni in Europa senza studiare con attenzione ciò che l’Ucraina ha fatto”.
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