Morte Domenico Caliendo, ecco le chat: diario clinico modificato

2026/09/09

Categories: world-news

Ci sono almeno tre bozze prima della stesura definitiva della cartella clinica. Documenti trasmessi via chat tra i chirurghi che hanno operato il piccolo Domenico Caliendo. Più versioni sullo stesso fatto. Perché? Spiegano i pm: «Dimostrare la contestualità tra l’arrivo in sala operatoria a Napoli della box frigo che conteneva il cuore donato a Bolzano e l’inizio dell’espianto del cuore del piccolo Domenico». Come sono andati i fatti è storia nota: il cuore giunto da Bolzano venne trapiantato nel piccolo Domenico, nonostante fosse bruciato dall’uso di ghiaccio secco; il cuore nativo del piccolo venne espiantato prima che venisse segnalato il deterioramento dell’organo donato. Vicenda drammatica di cui oggi si apprendono nuovi particolari, alla luce delle nuove accuse formulate dai pm, in vista dell’udienza dinanzi al Riesame, che dovrà decidere sull’appello avanzato dai chirurghi Guido Oppido e Emma Bergonzoni, sospesi dalla professione medica a 12 e a sette mesi. Si indaga per falso, in relazione alla stesura della cartella clinica. Inchiesta del pm Giuseppe Tittaferrante e dell’aggiunto Antonio Ricci, si lavora su una manciata di minuti. Ora agli atti finiscono le chat tra Bergonzoni e la stagista Mariangela Addonizio, con cui si arriva alla stesura definitiva della cartella clinica.

Le accuse

Una ventina di messaggi tramite whatsapp (16 tra Addonizio e Bergonzoni e tre tra Bergonzoni e Oppido), oltre a un focus sulle bozze di cartella clinica prima di arrivare alla stesura definitiva. Scrivono i pm: «Le prime due bozze del referto operatorio, scambiate tra la Bergonzoni e la Addonizio il 24 e il 25 dicembre scorsi, contengono, rispetto alla versione definitiva, una diversa descrizione cronologica dei punti nodali dell’atto operatorio e non menzionano, in alcun modo, la prospettata contestualità tra attività dell’equipe di espianto di apertura del box contenente il cuore proveniente da Bolzano e l’inizio della cardioectomia». Sia da un punto di vista grammaticale, sia sotto il profilo logico, ci sarebbe stato il tentativo di modificare la bozza da inserire nel diario clinico, per scongiurare - dicono i pm - l’accusa di aver azzardato l’espianto del cuore di Domenico prima di valutare la qualità del cuore donato. Solo nella terza bozza - aggiungono - viene introdotta l’espressione «nel mentre si inizia la cardioectomia», rispetto all’arrivo dell’equipe di espianto in sala operatoria.

Le richieste

C’è un altro punto che emerge dall’analisi delle chat, in particolare dai messaggi tra Bergonzoni e Addonizio: «Guido vuole che venga scritto del ghiaccio secco». Un particolare decisivo, che sposta comunque l’attenzione su quanto avvenuto nella mattinata del 23 a Bolzano, con lo sciagurato uso di ghiaccio secco nella box frigo in cui viene posto il cuore del donatore. Particolari su cui interviene l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori del piccolo Domenico: «Apprendiamo che esisterebbero tre versioni del verbale operatorio del trapianto eseguito al Monaldi il 23 dicembre 2025. Una sola è firmata: l’ultima. In sostanza cambia il racconto dei minuti in cui il cuore è arrivato in sala. E cambia sempre nella stessa direzione. Quella del falso e dello scaricabarile di responsabilità». Difesi dai penalisti Vincenzo Maiello, Vittorio Manes e Alfredo Sorge, sia Oppido che Bergonzoni hanno sempre sostenuto di aver agito con trasparenza, per altro battendosi contro lo scorrere dei secondi. Ora si attende la versione del Riesame.

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