Morte di Agostino Conigliaro, disposta l’autopsia sul 39enne colto da malore dopo il fermo dei carabinieri

2026/10/14

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Lodi, 14 ottobre 2026 – È stata fissata per domani l'autopsia sul corpo di Agostino Conigliaro, il 39enne morto lunedì mattina dopo essere stato bloccato dai carabinieri. Il decesso è avvenuto all’Ospedale Maggiore di Lodi, dove era arrivato trenta ore prima a seguito di un malore sopraggiunto durante il controllo dei militari. 

L’autospia – programmata per domani mattina alle 11, secondo quanto appreso dall’Adnkronos – dovrà fare luce sulle ultime ore di vita di Conigliaro, per capire (tra le altre cose) se a stroncarlo sia stato arresto cardiocircolatorio, se il malore sia avvenuto in conseguenza dell’intervento dei carabinieri, oppure dovuto ai “comportamenti autolesionistici” del 39enne. Conigliaro era originario di Palermo, ma era cresciuto a Sant'Angelo Lodigiano.

Due carabinieri sul fascicolo della procura

Sul casola Procura di Lodi ha aperto un fascicolo, iscrivendo a modello 45 bis, i due militari del Radiomobile intervenuti nel residence in cui il 39enne si era introdotto, in via Vittime della Violenza a Lodi. Il modello 45 bis – ovvero il 'registro delle annotazioni preliminari', introdotto quest'anno dal decreto sicurezza per quei casi in cui il reato risulti da subito commesso in presenza di una causa di giustificazione. Le indagini sono affidate ai carabinieri del comando provinciale di Lodi, diretti dal colonnello Emanuele Leuzzi.

Cosa è successo: il giallo del ponteggio

Nella notte tra sabato 10 e domenica 11 ottobre, intorno alle 4.30, Agostino Conigliaro è stato visto da diversi residenti dare in escandescenza all'interno del residence. Numerose le chiamate al 112, in cui veniva segnalato un uomo su un ponteggio, da cui poi sarebbe caduto.

La procuratrice di Lodi, Laura Pedio, annunciando in una nota l'annotazione dei due carabinieri a modello 45 bis, ha parlato di “comportamenti violenti e gravemente autolesionistici” tenuti dal 39enne, trovato in forte stato di agitazione dalle forze dell'ordine.

A quel punto l'uomo sarebbe stato “contenuto e ammanettato”, prima di venire colpito da un malore. Soccorso dagli stessi militari, con il supporto di residenti e di una volante della polizia dotata di Dae, Conigliaro è stato defibrillato, prima di venire trasportato in codice rosso all'ospedale Maggiore di Lodi, dove lunedì mattina è morto.

Cosa dovrà appurare l’autopsia

L'indagine della procura di Lodi mira anche a far luce su “eventuali condotte colpose dei sanitari”, che hanno soccorso l'uomo. Sarà l'autopsia, in programma domani, a chiarire se a colpirlo sia stato un arresto cardiocircolatorio e se il malore sia legato all'intervento dei militari o ai “comportamenti violenti e gravemente autolesionistici” tenuti da Conigliaro, che sarà anche sottoposto a esami tossicologici.

“Era fragile, ma non violento”

Nel frattempo, Sant'Angelo Lodigiano – il paese dove il 39enne, originario di Palermo, è cresciuto – piange il suo concittadino. Numerosi i messaggi di cordoglio e incredulità lasciati sui social da amici e conoscenti, che lo descrivono come “un bravo ragazzo, che non ha mai fatto del male a nessuno”, un "ragazzo fragile", ma “non un violento”. 

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