L’allarme morbillo torna a crescere negli Stati Uniti: in Pennsylvania i decessi associati alla malattia sono saliti a quattro dall’inizio dell’epidemia, mentre i casi confermati hanno raggiunto quota 693 in 38 contee. Si tratta del numero più alto di vittime registrato nello Stato in oltre tre decenni e, a livello nazionale, di un bilancio che non si vedeva dal 1992.
L’ultima vittima è un ragazzo di 18 anni residente nella contea di Mifflin: il giovane, non vaccinato, è morto a causa di un’encefalomielite acuta disseminata, una rara e grave complicanza neurologica che può insorgere dopo un’infezione da morbillo. La notizia è stata confermata dalle autorità sanitarie locali e dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania.
Le altre tre vittime
Prima del 18enne erano stati registrati altri tre decessi associati al morbillo: due riguardavano neonati della contea di Lancaster, entrambi troppo piccoli per poter ricevere la prima dose del vaccino MMR, quello contro morbillo, parotite e rosolia. Uno dei due casi aveva riguardato una bambina di appena sei settimane, affetta anche da una rara patologia neurologica.
La terza vittima è invece una donna di 40 anni della contea di Jefferson, morta nel fine settimana. Anche lei non era vaccinata e, secondo le autorità locali, aveva sviluppato una grave compromissione respiratoria dopo l’infezione.
Tutte e quattro le persone sono state classificate dal Dipartimento della Salute della Pennsylvania come casi di morte “associati al morbillo”. La definizione, però, è al centro di un confronto tra autorità statali, federali e alcuni medici legali locali, soprattutto per quanto riguarda i due decessi dei neonati.
Quasi 700 casi in Pennsylvania
L’epidemia continua intanto ad allargarsi: al 15 settembre la Pennsylvania aveva registrato 693 casi di morbillo distribuiti in 38 contee. I ricoveri sono stati 133 e a livello nazionale, secondo gli ultimi dati disponibili, i casi confermati negli Stati Uniti hanno superato quota 3.200, arrivando a 3.294 al 10 settembre.
Il dato della Pennsylvania rappresenta poi un forte aumento rispetto ai numeri diffusi pochi giorni prima: l’11 settembre lo Stato aveva comunicato 676 casi in 37 contee e 124 ricoveri.
Il morbillo è una delle malattie infettive più contagiose e che può provocare complicazioni come polmonite ed encefalite. Secondo le autorità sanitarie della Pennsylvania, la vaccinazione con due dosi di MMR offre una protezione stimata intorno al 97%.
Il nodo delle vaccinazioni
L’aumento dei contagi ha riportato al centro dell’attenzione il tema delle vaccinazioni: difatti le autorità sanitarie sottolineano che la maggior parte delle persone colpite non risulta adeguatamente vaccinata. Nella Pennsylvania, secondo i dati diffusi dal Dipartimento della Salute, solo quattro dei casi registrati riguardavano persone correttamente vaccinate per la propria età.
I due neonati morti in agosto rappresentano naturalmente un caso diverso: essendo troppo piccoli per ricevere la vaccinazione, non avevano ancora la possibilità di beneficiare della protezione offerta dal vaccino.
Il confronto sui decessi
L’epidemia ha inoltre aperto un confronto sulla modalità con cui vengono classificati i decessi, perchè il Dipartimento della Salute della Pennsylvania considera i quattro casi “associati al morbillo” sulla base di elementi clinici, test di laboratorio e valutazioni epidemiologiche. Il CDC, invece, non li aveva ancora inseriti nel proprio conteggio nazionale dei decessi per morbillo.
La questione ha assunto anche una dimensione politica, con posizioni differenti tra le autorità federali e quelle della Pennsylvania sulla classificazione di alcuni decessi e sulla gestione dell’epidemia. Al di là del confronto istituzionale, il dato epidemiologico resta quello di una significativa ripresa della circolazione del virus negli Stati Uniti.
Per la Pennsylvania si tratta della peggiore epidemia di morbillo degli ultimi decenni: quattro morti e quasi 700 contagi in meno di un anno hanno riportato una malattia che sembrava sotto controllo al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie americane.
I vaccini negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti il vaccino contro il morbillo non è deciso a livello federale, ma dipende dalle leggi dei singoli Stati, la maggior parte dei quali lo richiede per l'accesso a scuola.
D'altronde ogni Stato americano stabilisce i requisiti di vaccinazione per i bambini che frequentano le scuole pubbliche o private e gli asili mentre quasi tutti gli Stati richiedono il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MMR) per l'iscrizione scolastica, sebbene le regole varino.
Bene specificare come invece tutti gli Stati consentano esenzioni per motivi medici, e molti prevedano anche esenzioni per motivi religiosi o filosofici, le cui regole variano a seconda dello Stato in cui ci si ritrova.
L'ordine esecutivo di Trump sui vaccini
Con l'ordine esecutivo firmato il 10 agosto, la Casa Bianca ha introdotto nuove “Gold Standard Childhood Vaccine Recommendations”: le malattie per cui viene indicata una vaccinazione universale dei bambini scendono da 18 a 11. Altri vaccini, tra cui quelli contro epatite A e B, rotavirus, meningococco, influenza e Covid-19, vengono ricondotti a categorie legate al rischio individuale o alla decisione condivisa tra medico e famiglia.
L'American Academy of Pediatrics definisce il provvedimento non supportato da nuove evidenze scientifiche e potenzialmente pericoloso. L'AAP continua infatti a raccomandare la protezione contro tutte le 18 malattie previste dal proprio calendario 2026.
E in Italia?
In Italia il calendario del Ministero della Salute prevede nel primo anno l'esavalente, che con un'unica formulazione protegge contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B ed Haemophilus influenzae B. Sono inoltre offerte vaccinazioni contro pneumococco, meningococco B e rotavirus; nel secondo anno arriva la vaccinazione contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.
In Italia dieci vaccinazioni restano obbligatorie tra 0 e 16 anni e vengono offerte gratuitamente dal Servizio sanitario nazionale.
La logica dei vaccini combinati è diversa da quella indicata dalla Casa Bianca: proteggere contro più malattie riducendo il numero di iniezioni e semplificando il percorso vaccinale. Anche l'ISS ricorda che il vaccino MPR ha un consolidato profilo di sicurezza.
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