Donald Trump ha dichiarato che non «c'è nessuna tensione con la Spagna», alla cui nazionale ha consegnato la Coppa del Mondo dopo aver minacciato, solo pochi giorni prima, di tagliare tutti i rapporti commerciali con Madrid. Il presidente americano ha incontrato durante la finale dei Mondiali il re Felipe e il premier Pedro Sanchez, ribadendo ai giornalisti: «Non c'è alcuna tensione. Non c'è tensione con nessuno».
Show trumpiano
Ha voluto questo Mondiale con tutte le sue forze, lo ha ottenuto e si è intestato l'atto conclusivo: la finale e la consegna del trofeo alla Spagna. Trump è arrivato al MetLife Stadium a bordo del Marine 1 accompagnato dalla moglie Melania, ricevendo un'accoglienza ben migliore rispetto ai fischi rimediati nella sua ultima apparizione a New York per la finale dei Knicks. Durante l'inno nazionale americano cantato da Jennifer Hudson, il presidente è stato inquadrato per alcuni secondi sul maxi-schermo accanto al numero uno della FIFA Gianni Infantino. I fischi, invece, sono arrivati quando è sceso in campo per premiare la squadra vincitrice. Sul palco Trump si è trattenuto insieme alla Spagna più del previsto per la foto ufficiale, tanto che è dovuto intervenire Infantino per allontanarlo.
Il tifo per l'Argentina
Prima della partita il presidente non aveva dichiarato per chi avrebbe tifato, limitandosi a dire che «il leader dell'Argentina era un suo amico» e che «era molto difficile battere Messi. È fantastico». L'Argentina ha però perso la finale e Lionel Messi è arrivato secondo dietro a Kylian Mbappé per numero di gol segnati. «Messi è l'ultima vittima di Trump», è il commento rimbalzato sui social, dove si è tornato a parlare della "maledizione" del presidente che porta sfortuna alle squadre per cui tifa.
Tra alleati e rivali
In tribuna autorità con Trump c'era anche il suo "nemico" Pedro Sanchez, il premier spagnolo che di recente aveva sommerso di critiche. Gli ha stretto la mano come se nulla fosse e si è intrattenuto a parlare con i reali di Spagna, mai inquadrati durante l'incontro a fronte delle tre volte in cui è apparso il presidente (Re Felipe e le figlie sono scesi sul campo solo in un secondo momento per festeggiare con la squadra). In prima fila c'erano anche altri due rivali di Trump: il premier Mark Carney e la presidente Claudia Sheinbaum, in rappresentanza di Canada e Messico, gli altri due paesi ospitanti dei Mondiali.
Anche a loro non aveva risparmiato critiche e dazi di recente, ma sui spalti la cordialità sportiva ha avuto la meglio.Sicurezza ai massimi livelli
La presenza di Trump allo stadio ha tuttavia creato non pochi disagi: come in ogni occasione in cui si muove il presidente, le misure di sicurezza sono state stringentissime. Questo ha provocato lunghe file, anche di ore, per poter accedere all'impianto, con gli agenti impegnati a perquisire nel dettaglio ogni singola persona e borsa. Nonostante le code e la frustrazione per una logistica complicata, i tifosi si sono goduti la festa e lo spettacolo, non solo quello calcistico.
Una sfilata di stelle
Gli spalti si sono trasformati in una parata di VIP, da Matt Damon a Beyoncé e Jay Z, fino a Rihanna, Dua Lipa, Timothée Chalamet, Kylie Jenner e alle vecchie glorie del calcio come Zidane e Simeone, oltre a Carlos Alcaraz e David Beckham. Anche sul terreno di gioco, prima del fischio d'inizio, si sono alternate le star. Tom Cruise ha preso la parola lodando il calcio che unisce e che è in grado di «trasformare sconosciuti in amici», mentre Laura Pausini si è esibita insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger. Per l'occasione, il campo si è vestito da New York con tutti i suoi simboli, dall'Empire State Building al Ponte di Brooklyn fino al Vessel, tra fuochi d'artificio e la scintillante Coppa del Mondo esposta al pubblico all'interno di un baule Louis Vuitton.
Uno show in stile Super Bowl
L'atmosfera di grande festa è proseguita anche all'intervallo con il primo half-time show in stile Super Bowl, che ha allungato la pausa delle due squadre dai regolamentari 15 minuti fino a 27 minuti e 20 secondi. Il campo è stato coperto da un telone con i colori dell'arcobaleno e un enorme pallone colorato al centro, facendo da palcoscenico a Madonna, Shakira e Justin Bieber. Dopo aver percorso i corridoi dello stadio su un'auto con la targa 'maestro' guidata da Ronaldo con a fianco Ronaldinho, Madonna — tutta in rosa e con occhiali scuri — è entrata sul campo a piedi. Justin Bieber ha suonato la chitarra e cantato, mentre Shakira ha incantato il pubblico con un costume giallo e rosa. Infine, sugli schermi è comparso Pelé che chiedeva di ripetere la parola 'Love', la cui scritta ha chiuso lo show lasciando nuovamente il protagonismo al calcio giocato. Il resto della partita ha regalato altrettante soddisfazioni calcistiche, soprattutto per i tifosi spagnoli.
Ultimo aggiornamento: lunedì 20 luglio 2026, 08:40
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