Mondiali: Francia-Inghilterra sull’ottovolante, ai Tre Leoni il festival del gol - Mondiali 2026 - Ansa.it

2026/07/19

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L'Inghilterra vince il festival del gol e torna sul podio di un Mondiale a sessant'anni dal torneo vinto in casa. Lo spareggio delle deluse si chiude 6-4 per i Tre Leoni, che erano in vantaggio 4-0 a metà partita. Dieci reti segnate non si erano mai viste in una finale per il terzo posto. Per Deschamps è un addio amaro alla panchina dei Bleus dopo 14 anni, Mbappé si consola parzialmente con la leadership provvisoria della classifica dei cannonieri. A Messi servirà una doppietta per pareggiare il conto. Questi i dati di una partita dai contenuti agonistici relativi, soprattutto in difesa, come dimostra anche il fatto che l'arbitro Valenzuela non abbia tirato fuori un singolo cartellino.

Tra i ct cambia di più Tuchel, che tiene in panchina la coppia d'assi Bellingham-Kane e nega al portiere Pickford la gloria di diventare il primo inglese a giocare venti partite dei Mondiali. Tuttavia in campo scendono solo gli inglesi. Pronti, via e dopo due minuti il capitano Rice si impossessa della palla sulla trequarti e, dal limite dell'area, fa partire un destro che gela Maignan. Rashford sfiora il 2-0 al 6', ma una deviazione salva i transalpini che sembrano ancora sotto shock dalla semifinale con la Spagna. Al 17' Rice mette la palla sulla testa di Konsa, per un 2-0 che è immagine fedele dei valori espressi in campo.

Dopo la pausa di metà frazione, si inizia a vedere anche Mbappé, che al 34' impegna Henderson. Ma la Francia non esiste, soprattutto in difesa, e arriva la doppietta di Saka, che al 37' e al 46' suggella una prima frazione horror per i transalpini. Si va al riposo con l'Inghilterra che deve recriminare per non essere riuscita a segnare più gol, mentre i Bleus rischiano la peggior sconfitta della loro storia ai Mondiali di calcio. Se già la Spagna aveva reso amaro l'anniversario del 14 luglio, la finalina contro l'Inghilterra rischia di assumere i contorni di una Waterloo.

Si riparte in maniera speculare al primo tempo. Mbappé ci mette due minuti a insaccare l'1-4 e la sua nona marcatura in questo Mondiale, che gli permette il sorpasso provvisorio su Messi. I Bleus tentano di rientrare in partita e al 9' Barcola mette a segno il 2-4. Al 21' Mbappé riapre completamente i conti e arriva a 22 reti mondiali, primato solitario nella classifica marcatori all time sempre in attesa della risposta di Messi. Si gioca quasi solo in una metà campo, così Tuchel manda in campo Bellingham. Proprio la stella dei Tre Leoni sfiora il 5-3 ma spreca addosso a Maignan, mentre sul ribaltamento di fronte Olise si mangia un gol quasi fatto. Poi, al 41', Gusto stende in area Spence. Calcio di rigore e Saka realizza la tripletta. Nel lungo recupero c'è ancora il tempo di ritoccare i tabellini: prima Dembélé accorcia, poi Bellingham con un dribbling segna il 6-4.

Si chiude, dopo 90 minuti a ritmi non proprio infuocati, la finale dei rimpianti tra quella che alla vigilia era la favorita per il titolo e gli inventori del calcio che, fino agli ultimi minuti della semifinale contro l'Argentina, sognavano di rompere la maledizione. Per Deschamps non ci sarà un'altra volta: la sua doppia storia con i Bleus si chiude così, con due Mondiali vinti prima da capitano e poi da ct.

LA CRONACA LIVE

LA VIGILIA

Un Mondiale che solo la Francia poteva perdere, nelle previsioni di molti, e così è stato. La Nazionale superfavorita del torneo, grazie all'attacco delle meraviglie (il 'poker' Kylian Mbappé, Ousmane Dembélé, Michael Olise e Désiré Doué), naufragata nella semifinale contro la Spagna di Lamine Yamal dovrà accontentarsi di battersi solo per il terzo posto con i 'rivali d'Oltre Manica dell'Inghilterra. Il tutto nella finalina di domani sera a Miami (alle 23 italiane) che vivrà anche 'l'ultimo ballo' di Didier Deschamps, sulla panchina dei Bleus da ben 14 anni: sarà sostituito dall'ex della Juventus Zinedine Zidane.

Il ct transalpino ormai in uscita dovrà cercare di trovare le parole giuste per motivare i suoi dopo la cocente sconfitta in semifinale contro le Furie Rosse: "La delusione è commisurata alle nostre ambizioni - ammette Deschamps - Ovviamente ci sono molti giocatori delusi, ma quando indossi questa maglia, qualunque sia la partita della nazionale francese, il nostro dovere è dare tutto sabato, perché è l'ultima partita della competizione" Deschamps ha avuto un giorno in più di del ct inglese Tuchel per preparare i suoi uomini. L'infortunio di William Saliba, che lo aveva tenuto fermo per diverse settimane a causa di un forte mal di schiena, si è rivelato fatale: è stato costretto a lasciare il campo al 30° minuto della partita contro la Spagna e non giocherà la finale per il terzo posto. Anche il secondo portiere Brice Samba difficilmente scenderà in campo, nonostante sia un candidato per un posto da titolare nella formazione che il ct francese sta valutando di modificare rispetto all'undici titolare. Per quanto riguarda gli altri, Deschamps, che ha ripetutamente sottolineato durante il torneo l'atteggiamento impeccabile dei giocatori utilizzati con parsimonia o per niente, potrebbe essere tentato di concedere loro spazio. Questo dovrebbe valere per i due centrocampisti, Warren Zaïre-Emery, 21 anni, il più giovane della squadra, e N'Golo Kanté, 35 anni, il più anziano, un uomo chiave durante la lunga gestione di Deschamps che, insieme a Lucas Hernandez, è l'unico giocatore di movimento a non aver ancora giocato un solo minuto nel torneo.

Il capitano Kylian Mbappé ha giocato in tutte le partite finora, ma non dovrebbe essere coinvolto nel turnover, nonostante un dolore alla caviglia. Il terzo posto ai Mondiali non era certo l'obiettivo che si era prefissato quando arrivò negli Stati Uniti, motivato al massimo dopo una stagione caotica al Real Madrid, ma la stella della squadra ha ancora la possibilità di diventare il capocannoniere del torneo. Ha segnato otto gol finora, gli stessi di Lionel Messi, che con 21 reti lo precede ancora di uno nella classifica dei marcatori di tutti i tempi dei Mondiali. Cacciatore di record, Mbappé, pur non avendo ancora conquistato un secondo titolo mondiale, ha l'opportunità di consolarsi consolidando ulteriormente il suo status in una competizione che lo ha reso famoso. Lo deve anche al suo allenatore, con cui ha un rapporto molto stretto, che a Miami vivrà la sua ultima esperienza con la nazionale francese.

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