Mitola guida la Corte d’Appello è la prima presidente donna: «Edilizia e organici le priorità»

2026/09/19

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Un applauso in apertura, uno ancora più lungo al termine della cerimonia di designazione della nuova presidente della Corte d’appello di Bari, racchiude tutti i discorsi che si sono alternati, alla presenza di tutte le autorità civili, religiose e militari (anche il governatore Antonio Decaro). Maria Mitola, prima donna a ricoprire l’incarico, ieri mattina ha preso possesso del nuovo ruolo, con un programma che raccoglie l’eredità di chi l’ha proceduta (punto sul quale ha insistito più volte), portando avanti il lavoro svolto e con punti ben chiari: «Assumo questo incarico con orgoglio e rispetto per la storia della Corte di Appello di Bari – ha detto - Una delle più importanti del Paese, punto centrale della vita istituzionale del Mezzogiorno e luogo di equilibrio del sistema giudiziario del distretto, chiamata a operare in un territorio ricco di energie civili, economiche e culturali, ma anche attraversato da fragilità e contraddizioni».

E poi il riferimento alle criticità, le «gravi carenze di organico della magistratura e del personale amministrativo, pur a fronte di una domanda di giustizia crescente», definendola «desertificazione», con una scopertura del 27 per cento, e la questione dell'edilizia giudiziaria, con «l'auspicio di una definitiva soluzione e della realizzazione finalmente» del Parco della Giustizia.

Questioni alle quali ha risposto a margine il vice ministro della Giustizia, il penalista barese Francesco Paolo Sisto: «Sul personale credo che nulla si possa dire, questo è un governo che ha assunto migliaia di amministrativi, da ultimo abbiamo stabilizzato 10mila funzionari. È il governo che ha assunto di più, ha assunto meglio, con più qualificazioni» e «stabilizzeremo gli altri 1.300, stiamo facendo i salti mortali».

Sisto ha ricordato il «grande investimento nell'Ufficio per il processo, che è quello che consente ai giudici di non essere più soli ma di potersi avvalere di una squadra. Questo ci ha consentito di mantenere gli obiettivi Pnrr: -38 per cento della durata dei processi penali, -50 della giustizia civile e quasi azzeramento dell'arretrato. Questi sono numeri, sono dati, sono fatti». E poi, «per quanto riguarda l'edilizia giudiziaria - ha aggiunto il viceministro - noi abbiamo effettuato con il Pnrr un investimento di 300mila metri quadri in tutta Italia per interventi di sistemazione, aggiornamento e ammodernamento degli uffici giudiziari. A Bari c'è il tema ovviamente del Parco della Giustizia - ha ricordato Sisto, con riferimento al progetto del Demanio nell'area di due ex caserme, al momento bloccato da ricorsi al Tar. - Come sapete bene, io personalmente ho fatto i salti mortali, compreso il commissariamento per garantire procedure più snelle. Purtroppo, quando c'è un'impugnativa sull'aggiudicazione bisogna attendere i tempi della magistratura amministrativa, che mi sembra che però in qualche modo abbiano trovato la loro definizione. Non appena i lavori inizieranno - ha assicurato - si rispetterà il cronoprogramma che era previsto inizialmente». Numerosi i discorsi che si sono alternati, molti dei quali ricchi di ricordi e aneddoti, visto che Maria Mitola ha ricoperto diversi incarichi: è stata gip, giudice alla sorveglianza, minorile e al dibattimento, presidente di sezione e anche segretario generale. «Viviamo una stagione - ha tenuto a dire la presidente Mitola - in cui la giustizia è sottoposta a forti sollecitazioni, i cittadini chiedono decisioni rapide, le imprese prevedibilità, l'Europa efficienza. Sono esigenze legittime, ma la qualità della giustizia non può coincidere con la velocità. La responsabilità organizzativa consiste dunque nel rendere il tempo del processo compatibile con il tempo della vita delle persone, senza sacrificare la qualità della decisione e senza dimenticare che dietro ogni fascicolo processuale vi sono una persona, un diritto, un interesse, una libertà».

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