Home > Salute > Minori imputabili a 14 anni, cosa cambia col ddl: il parere del pediatra
Minori imputabili, il nuovo ddl inverte l’onere della prova: l’analisi del pediatra e vicepresidente della Sip
Ha ben presto polarizzato il dibattito pubblico il disegno di legge licenziato dal Consiglio dei ministri sulla presunzione di imputabilità dei minori. “Ma non inasprisce le pene e non abbassa l’età di imputabilità, inverte solo l’onere della prova”, chiarisce a LaPresse Pietro Ferrara, vicepresidente della Società italiana di pediatria e ordinario di Pediatria all’Università Campus Bio-Medico.
L’inversione dell’onere della prova
Se oggi un giudice, prima di processare un ragazzo tra i 14 e i 18 anni, deve accertarne la capacità di intendere e di volere, con la nuova proposta il minore verrebbe considerato sempre capace, a meno che non provi il contrario durante il processo.
“La presunzione di imputabilità è però relativa e non assoluta. Insomma, con questo provvedimento la normativa non verrebbe stravolta in modo epocale”, spiega Ferrara. “Ritengo sia giusto che ci siano delle regole anche per i ragazzi: ormai non passa un giorno senza leggere una notizia di cronaca legata a qualche baby gang”. E poi, ricorda l’esperto, “in tanti Paesi europei i ragazzi sono imputabili già a 10 o 12 anni”.
Minori maturi a 14 anni?
Ma a 14 anni lo sviluppo cerebrale può dirsi compiuto? “C’è una certa plasticità neuronale, il cervello è ancora in crescita. La maturità varia poi tanto da persona a persona e dipende molto anche dal contesto sociale, dall’ambiente e dalla genetica”, spiega il vicepresidente della Sip. “È peraltro sbagliato considerare l’adolescenza solo come una fase di transizione tra infanzia ed età adulta, si tratta invece di un’età ben precisa della vita”, aggiunge.
Generazioni diverse a confronto
“C’è un altro aspetto che va considerato – prosegue Ferrara – se si confrontano i 14 anni di oggi e quelli della mia generazione, oggi si fanno molte più esperienze, si hanno più opportunità. Ma al contempo si ha anche maggiore possibilità di vivere esperienze eccessive”.
Il desiderio di crescere troppo in fretta
E sulle cause che spingono gli adolescenti a non rispettare le regole, può incidere anche la volontà di “diventare adulti precocemente, un desiderio che spesso sfocia in comportamenti eccessivi, come il consumo di sostanze, alcol, fumo e tutto ciò che può farli sentire più grandi. Ma al di là delle leggi – conclude il pediatra – dobbiamo favorire il dialogo, altrimenti non si va da nessuna parte. Oggi parliamo troppo dei ragazzi e parliamo poco con loro”.
>> Home