Lo sversamento di idrocarburi nel Naviglio Grande, che nei giorni scorsi ha provocato una scia di inquinamento lunga circa 28 chilometri da Magenta fino alla Darsena di Milano, ha causato gravi danni alla flora e alla fauna. La fase acuta dell’emergenza è terminata nel pomeriggio di sabato, anche se per alcuni giorni potrebbero continuare a essere visibili macchie sulla superficie dell’acqua. La situazione resta sotto monitoraggio.
I danni alla flora e alla fauna
L’allarme era scattato dopo la fuoriuscita di sostanze oleose, prevalentemente gasolio e oli esausti, dalle fognature nella zona di Ponte Nuovo di Magenta. Dopo un primo tentativo di bloccare subito la fuoriuscita, sono state installate panne drenanti e sette dighe mobili tra Gaggiano, Trezzano sul Naviglio, Robecco sul Naviglio e Milano, nella zona di San Cristoforo. "Il danno è sicuramente grande, con conseguenze pesanti alla fauna ittica e non solo e sarà necessario un grosso intervento per risanare il più possibile”, ha riferito all’Ansa il direttore del Parco del Ticino Claudio De Paola, per poi sottolineare: "Ci sono danni alla biodiversità, con uccelli contaminati”. “Ci risulta che il Consorzio Villoresi abbia incaricato una società specializzata in bonifiche. Noi lavoreremo e ci occuperemo dei danni ambientali”, ha assicurato.
Gli animali soccorsi
Le guardie del nucleo ittico venatorio e alcuni cittadini sono intervenuti per recuperare gli animali coinvolti nello sversamento. Al centro di recupero della fauna selvatica Lipu-La Fagiana di Pontevecchio di Magenta sono stati portati un cigno reale e una tortora. Il cigno "è in una situazione critica, ma lo abbiamo stabilizzato grazie al nostro staff sanitario”, ha spiegato Stefania Pulici, responsabile del centro. “Abbiamo fatto un primo lavaggio del piumaggio. Il corpo era ricoperto di quella sostanza dal collo fino al ventre e alle zampe. Dopo il trattamento di pulizia è stato messo in una camera calda". La tortora, invece, "è arrivata morente, era imbrattata su tutto il corpo e boccheggiava. Probabilmente aveva anche ingerito la sostanza e purtroppo non ce l'ha fatta". Sono stati segnalati anche pesci morti sulla superficie dell’acqua e altri uccelli imbrattati. La Lipu ha attivato il protocollo previsto per questi casi e ha invitato i cittadini che dovessero trovare animali in difficoltà a contattare il centro, senza tentare di pulirli autonomamente.
Le possibili cause dello sversamento
La Procura di Milano ha aperto un’indagine per accertare le cause dello sversamento e individuare eventuali responsabilità. Tra le ipotesi al vaglio non viene esclusa quella di un gesto doloso. Il presidente del Consorzio Est Ticino Villoresi Alessandro Rota ha parlato di un probabile "svaso". "Probabilmente qualcuno ha sversato in un tombino un camion di roba”, ha osservato l'assessore alle Opere pubbliche di Milano Marco Granelli, sottolineando i "costi elevati" delle operazioni e la necessità di maggiori risorse per il sistema idrico. "Mi è parso mancare procedure, consuetudini, informazioni, materiali, e in alcuni momenti anche un coordinamento insufficiente da parte dell'ente Regione competente in materia di acqua e proprietario del sistema Navigli”, ha riferito. Resta comunque aperta anche l’ipotesi di una fuoriuscita accidentale, che potrebbe essere stata provocata dalla perforazione di una condotta durante alcuni lavori di scavo.