Autonomia, via libera della Lombardia alle intese con il Governo su sanità, Protezione civile, previdenza e professioni

2026/09/10

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Il Consiglio regionale della Lombardia dà il via libera a un nuovo passaggio nel percorso verso l’autonomia differenziata. L’Aula ha approvato la Risoluzione che adotta i due schemi d’intesa tra Governo e Regione Lombardia per l’attribuzione di ulteriori forme di autonomia in quattro materie: tutela della salute, Protezione civile, previdenza complementare e integrativa e professioni.

Il documento autorizza il presidente della Regione Attilio Fontana alla sottoscrizione definitiva dell’intesa con il Governo. Il passaggio successivo spetterà al Consiglio dei ministri che, su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, dovrà varare un disegno di legge di approvazione delle intese. Il testo passerà poi all’esame di Camera e Senato per il voto definitivo, secondo quanto previsto dall’articolo 116, terzo comma, della Costituzione.

«È un risultato storico, ma non considero affatto conclusa la nostra strada – ha commentato Attilio Fontana –. Non siamo davanti all’approdo finale dell’autonomia lombarda, ma a un primo tassello della ridefinizione dell’autonomia e del rapporto Stato-Regioni in Italia. Non per indebolire lo Stato, ma per renderlo più moderno, valorizzando le differenze e le eccellenze territoriali».

La Risoluzione, oltre ad approvare le intese già sottoscritte con Palazzo Chigi, affida infatti al presidente della Regione il mandato di proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali è possibile chiedere ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia.

«Non ci fermeremo qui – ha sottolineato Fontana –: la Risoluzione mi impegna a proseguire il negoziato sulle altre materie nelle quali la Costituzione consente di avere più poteri. Ed è quello che farò».

Soddisfatto anche il sottosegretario regionale con delega all’Autonomia Mauro Piazza, che lega il voto di oggi al percorso iniziato oltre dieci anni fa. «L’approvazione di questa Risoluzione chiude un cerchio che si è aperto nel 2015, quando il Consiglio regionale votò il via libera al referendum consultivo sull’autonomia, fortemente voluto dall’allora presidente Roberto Maroni, che venne celebrato il 22 ottobre 2017 ed ebbe un esito chiarissimo: il 95,1% degli elettori lombardi disse sì a una Regione con più poteri e competenze».

Cosa cambia per la sanità

Tra le quattro materie interessate, un ruolo centrale è occupato dalla tutela della salute. La Lombardia potrà stabilire tariffe di rimborso sanitario differenti rispetto a quelle nazionali, ponendo gli eventuali maggiori costi a carico del bilancio regionale.

La Regione avrà inoltre maggiore autonomia nella gestione delle risorse statali destinate agli investimenti nel patrimonio edilizio e tecnologico sanitario e potrà istituire e gestire fondi sanitari integrativi regionali, ferma restando la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e degli standard nazionali.

Sarà inoltre possibile destinare risorse aggiuntive alle aziende e agli enti del servizio sanitario regionale per l’assunzione di personale sanitario e per incrementare le prestazioni aggiuntive. I risparmi ottenuti attraverso l’efficientamento dei fondi vincolati potranno essere riallocati in altri ambiti della sanità.

Su questo aspetto interviene anche Emanuele Monti, consigliere regionale della Lega e presidente della Commissione Welfare di Palazzo Pirelli.

«Le novità più significative riguardano proprio la gestione delle risorse finanziarie in materia sanitaria – spiega Monti –. Regione Lombardia potrà individuare tariffe di rimborso e di remunerazioni differenti rispetto a quelle nazionali, da porre a carico del proprio bilancio; gestire autonomamente le risorse statali per gli investimenti sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende del sistema sanitario regionale; istituire e gestire fondi sanitari integrativi e destinare risorse finanziarie per l’assunzione di personale sanitario o l’incremento di prestazioni aggiuntive».

Secondo Monti queste possibilità potranno contribuire anche a rendere più attrattivo il sistema sanitario lombardo per il personale: «Renderà più attrattiva l’assunzione di quel personale sanitario che oggi preferisce lavorare in altre regioni nelle quali, a parità di remunerazione, vi è un costo della vita inferiore».

Più poteri sulla Protezione civile

Novità anche per la Protezione civile. Il presidente della Regione acquisirà il potere di emanare ordinanze in deroga alle norme statali in occasione di emergenze locali. Le deroghe, valide fino a un massimo di due anni, sono pensate per consentire interventi più rapidi in caso di eventi calamitosi.

È prevista anche la possibilità di aprire contabilità speciali presso la Tesoreria dello Stato per le emergenze di carattere regionale. In caso di eventi di rilievo nazionale, il ruolo di commissario delegato potrà essere assegnato al presidente della Regione o a un suo delegato, d’intesa con la Protezione civile.

La Lombardia avrà inoltre autonomia nel reclutamento urgente del personale e nella regolamentazione della formazione degli operatori.

«La Regione potrà disporre di maggiori strumenti nella gestione degli eventi calamitosi – sottolinea Monti –. Il governatore lombardo potrà emanare ordinanze in deroga alla normativa statale e potrà reclutare e addestrare nuovo personale per far fronte alle emergenze».

Professioni e previdenza complementare

Per quanto riguarda le professioni, la Regione potrà intervenire sulle attività lavorative caratterizzate da uno stretto legame con il territorio, valorizzando e disciplinando specifiche realtà locali. Tra gli esempi indicati dalla Regione c’è la regolamentazione dell’eccellenza artigiana della liuteria cremonese. Restano escluse dal perimetro delle nuove competenze le professioni sanitarie e quelle ordinistiche.

Sul fronte della previdenza complementare e integrativa, invece, la Lombardia assumerà la rappresentanza negoziale per i propri dipendenti e per quelli del sistema sanitario regionale e potrà promuovere fondi pensione su base regionale attraverso specifiche convenzioni. Uno dei primi ambiti di applicazione indicati dalla Regione riguarda il fondo pensione dei dipendenti regionali e locali.

Per Monti il voto rappresenta «un primo importante passo verso il traguardo dell’autonomia» e si inserisce in quella che definisce «un’antica battaglia della Lega, iniziata anni fa con Roberto Maroni e confermata dai cittadini lombardi con il referendum del 2017».

Il percorso, tuttavia, non si conclude con le quattro materie approvate. Tanto Fontana quanto Monti indicano infatti come obiettivo la prosecuzione del negoziato con il Governo per ottenere ulteriori competenze.

«Oggi abbiamo raggiunto un primo importante traguardo. Ma non ci fermiamo qui – conclude Monti –. L’obiettivo finale resta quello di avere col tempo maggiori competenze che mettano la nostra Regione, che è la terza economia d’Europa, nella condizione di correre come altri Paesi Ue».

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