Pulisic, modulo flessibile e ... tanto altro: Milan, Amorim potrebbe aver trovato la quadra
Il nuovo ciclo del Milan sotto la guida di Rúben Amorim è partito sotto una buona stella, certificata da un rullino di marcia solido e concreto in campionato. Nelle prime cinque giornate di Serie A, i rossoneri hanno collezionato ben 11 punti sui 15 disponibili, frutto di un percorso che posiziona il club nelle zone di vertice della classifica. La squadra viaggia a una media realizzativa notevole di 2 reti a partita (10 gol fatti) a fronte di una retroguardia solida che subisce meno di una marcatura a partita (4 gol incassati totali). Il dato più incoraggiante risiede nel fatto che questi numeri siano arrivati nonostante una quadra tattica ancora da perfezionare e un tecnico arrivato in estate che sta prendendo solo adesso le misure con il calcio italiano.
Il ruolino in Serie A e lo scivolone europeo contro il Benfica
Il cammino iniziale in campionato del Diavolo ha mostrato un'eccellente attitudine sia tra le mura amiche di San Siro sia lontano da Milano, delineando una striscia di imbattibilità così ripartita:
- Torino-Milan: vittoria esterna all'esordio (1-2)
- Milan-Venezia: successo convincente a San Siro (2-0)
- Juventus-Milan: pareggio strategico a Torino (1-1)
- Lazio-Milan: pari di personalità all'Olimpico (2-2)
- Milan-Lecce: netta vittoria interna (3-0)
Se in Serie A il bilancio sorride, l'unico vero passo falso stagionale è rappresentato dalla dolorosa sconfitta interna in Europa League contro il Benfica. In quell'occasione, Amorim ha dato l'impressione di aver parzialmente sottovalutato l'impegno continentale, schierando un turnover massiccio zeppo di seconde linee. La pronta risposta è arrivata proprio nel successivo 3-0 contro il Lecce, dove il portoghese ha rispolverato i titolarissimi e virato stabilmente su un 4-2-3-1 decisamente più fluido e congeniale alle caratteristiche dei singoli a sua disposizione.
L'impatto della maxi-sosta per le Nazionali e l'allarme di Amorim
La sosta di ottobre per gli impegni delle selezioni internazionali è arrivata paradossalmente nel momento di massima crescita del gruppo, svuotando letteralmente i campi di Milanello. La pausa ha infatti "accorpato" due slot tradizionali, portando via ben 15 calciatori rossoneri per un periodo insolitamente lungo di ben tre settimane. Nonostante le difficoltà logistiche che questo comporta, Amorim ha voluto gettare acqua sul fuoco nel corso di un'intervista esclusiva concessa a Sky Sport Insider.
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"La sosta non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c'è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco", ha sentenziato il tecnico con grande pragmatismo. L'allenatore vede la pausa come un'opportunità: "Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno, e l'opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano". Lo sguardo dell'ex Sporting Lisbona è già proiettato al tour de force autunnale: "Se c'è una vera preoccupazione, riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere".
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