Migranti, l’alleanza di Meloni con Grecia, Cipro e Malta contro i “rigoristi” del Nord. L’affondo della Svizzera

2026/08/19

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Un asse dei Paesi del Sud Europa sull'immigrazione. Grecia, Malta, Cipro. Contro le rivendicazioni dei rigoristi che dal Nord minacciano di rispedire negli Stati di primo approdo, a partire dall'Italia, i migranti entrati illegalmente. Come la Germania di Merz. E ora la Svizzera che ieri ha annunciato di voler espellere i "dublinanti" entrati dal confine italiano. Ovvero costringere Roma a riaccogliere gli stranieri che illegalmente hanno attraversato il Paese e sono fuggiti al Nord in cerca di una vita migliore.

Dalla Puglia un altro guaio bussa alla porta della residenza privata e segretissima dove Giorgia Meloni sta trascorrendo qualche giorno di vacanza (ma si vocifera di gite altrove nello Stivale). La notizia piomba nel pieno delle ferie estive della premier, snodate, raccontano i rumors locali, tra Borgo Egnazia e residenze private nel Tacco d'Italia, al riparo da cronisti e curiosi. Ferie blindatissime anche dal "cerchio magico": ieri una foto whatsapp di un'amica della famiglia postata nella masseria che ha ospitato il G7 italiano è stata cancellata in fretta. Chiamano la premier, la messaggiano i ministeri impegnati sul dossier migratorio.

Il nuovo fronte

La Svizzera segue il governo Merz e annuncia l'espulsione dei migranti passati dall'Italia. Uno strappo. Di sicuro una forzatura. I primi voli sono già stati prenotati e i trasferimenti dovrebbero iniziare entro la fine di agosto, hanno fatto sapere ieri i media locali. Dal Viminale dicono: calma e gesso. Matteo Piantedosi, che anche ieri ha avuto contatti con la premier e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, si trova in tre trincee ma il fronte è uno solo. Con la Spagna la crisi di Ceuta e i controlli di Schengen sospesi.

Nessuna schiarita alle viste: sono più di 5mila i passeggeri dall'Italia controllati dalle autorità spagnole agli aeroporti e a Palazzo Chigi scotta ancora la prova di forza di Sanchez. Mentre i report dei Servizi sulla situazione a Ceuta dopo Ferragosto consigliano prudenza: si segnalano ancora movimenti di migranti irregolari al confine Nord del Marocco.

La seconda trincea è con la Germania e qui una tregua è possibile. Dopo il niet italiano alla richiesta tedesca di riprendersi tre "dublinanti" ieri la ragazza somala di 22 anni, di cui le autorità tedesche avevano annunciato per oggi il trasferimento in Italia, è stata accolta da una chiesta evangelica a Norimberga. Resterà qui finché non si troverà un accordo tra Roma e Berlino. Gli uffici tecnici dei rispettivi ministeri dell'Interno si stanno parlando e Piantedosi e l'omologo Dobrindt preparano una telefonata e un vertice dal vivo entro settembre. La terza trincea è quella più dissestata. Perché lo strappo svizzero, l'annuncio del governo federale dei trasferimenti imminenti dei dublinanti, è stato mal digerito dalla premier e dal governo. Brucia ancora la ferita diplomatica lasciata dalla tragedia di Crans-Montana e il braccio di ferro fra i due governi mai interrotto da allora sui rimborsi e le spese legali alle famiglie delle vittime.

Tempo al tempo. "Germania e Svizzera hanno preso così alla lettera il modello Meloni sui migranti che ora stanno rispedendo i richiedenti asilo in Italia" affonda il segretario di Più Europa Riccardo Magi.

La diplomazia

Nelle retrovie la diplomazia si mette in moto. E riecco saldarsi quell'asse del Sud Europa che sui migranti parla una lingua comune. Se non altro perché riunisce i Paesi di primo approdo. Fra loro anche la Spagna di "Pedro" con cui il governo italiano, per i fatti di Ceuta, fatica a trovare alchimia. Nelle scorse settimane Piantedosi ha visto e sentito gli omologhi degli altri tre Paesi mediterranei per coordinarsi sul nuovo Patto di immigrazione e asilo Ue entrato in vigore a giugno. E sul problema dei "dublinanti" rimasti in sospeso con gli altri Paesi europei che ora va gestito. Soprattutto per evitare un possibile effetto domino. Ieri la Germania, oggi la Svizzera e domani?

Per ora la situazione «è sotto controllo» rassicurano dal Viminale e così i ministri al lavoro tra una giornata di mare e un blitz nella città natale sul dossier migratorio. Proprio come Meloni rientrata dalla Grecia e ora in "modalità aereo", ma neanche troppo, per qualche giorno di ferie al Sud.

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