Macerata, 13 settembre 2026 – Arrivato da Taranto a Macerata nel 1998, tutto pensava tranne che un giorno sarebbe diventato un collaboratore scolastico, come oggi chiamiamo il bidello di un tempo. E, invece, per Michele Armando, sposato e padre di due figli, è andata proprio così, anche se è diventato di ruolo solo quest’anno, assunto con un contratto a tempo indeterminato, all’età di 58 anni. La sua è una storia costellata di alti e bassi, come gli piace definire l’esistenza, “anche se i bassi sono stati un po’ troppo frequenti”, sorride.
L’arrivo a Macerata
“Venni a Macerata – racconta Michele - per raggiungere alcuni amici che lavoravano per una ditta dell’edilizia come montatori di cartongesso. Mi dissero che questa aveva bisogno di una persona e che potevo essere io ad occupare quel posto. Così accadde e iniziai a lavorare”.
Un’esperienza che, però, non durò a lungo. “Dopo un paio d’anni la ditta ha avuto dei problemi e sono stato costretto a trovarmi un altro lavoro. Sono stato assunto da una fabbrica di Recanati che operava nel settore dell’argento, e lì sono rimasto per una decina d’anni. Poi arrivò la crisi del 2007 – 2008 con forti ripercussioni nel settore, e sono finito in mobilità”.
I lavori socialmente utili
Proprio perché sottoposto a questa procedura, Michele è stato chiamato a svolgere lavori socialmente utili per la Provincia, un impiego a 36 ore con la Provincia che integrava la sua retribuzione. “Il modo in cui lavoravo era molto apprezzato, tanto che un dirigente mi disse che non appena fosse stato bandito un concorso inerente alla mie capacità e alla mia formazione me lo avrebbe segnalato. Devo dire che la prospettiva mi allettava, mi piaceva quello che facevo. Però, come noto, il ruolo delle Province è stato poi ridefinito e ridimensionato, sottraendo loro una serie di competenze. E, quindi, anche di questo non si è fatto niente”.
Il diploma, poi il Covid
In una situazione del genere, nel 2017 Michele fa domanda e viene inserito nelle graduatorie per le supplenze del personale Ata nella scuola. Per alcuni anni non viene mai chiamato, ma non sta con le mani in mano. “Ho trovato lavoro prima in una ditta di Sambucheto, e, poi, in un’altra, e sembrava che finalmente la situazione si fosse stabilizzata. Contemporaneamente mi sono iscritto ad un corso serale e mi sono diplomato. Poi, però, è arrivata la pandemia da Covid e il blocco delle attività economiche. E, così, sono finito in Naspi”.
Nel 2020 la prima supplenza
È stato proprio allora, nel 2020, che è arrivata la prima chiamata per una supplenza da collaboratore scolastico. “Ero in Naspi, non ci ho pensato due volte ad accettare, ed è iniziato il mio percorso nella scuola”. Per tre anni Michele è stato nella graduatoria della terza fascia, accumulando punti che, dopo tre anni, l’hanno portato nella prima. “Tra i requisiti per poter accedere al ruolo servivano almeno 23 mesi e 15 giorni di servizio per poter accedere al ruolo: io avevo 23 mesi e 17 giorni, due in più che hanno fatto la differenza. Quest’anno, dopo sei anni di precariato ho avuto il contratto a tempo indeterminato alla “Dante Alighieri” di Macerata”. Ovviamente è contento e soddisfatto, animato sempre dallo stesso spirito. “Ogni momento di difficoltà è sempre anche un momento di opportunità”, conclude.
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