Erano partiti per la Thailandia per cambiare vita. Poi, però, una volta arrivati, si sono resi conto di aver commesso un errore che avrebbe mandato all'aria tutti i loro piani. Quello che doveva essere un trasferimento a tempo indeterminato per una famiglia americana si è trasformato così in un viaggio attraverso diversi Paesi, tra problemi con i visti e continui spostamenti. Al punto da decidere di tornare a casa dopo solamente otto mesi.
La decisione di partire

L'idea di vivere all'estero era nata soprattutto dalla moglie di Braydon Barrett, 32enne americano, che da tempo desiderava trascorrere un periodo fuori dagli Stati Uniti. Dopo la nascita del figlio, nel 2023, la coppia aveva deciso di fare finalmente il grande passo. Barrett gestiva un'attività di coaching fitness online e poteva quindi lavorare da remoto, mentre la moglie era una mamma a tempo pieno. Dopo aver valutato diverse destinazioni, avevano scelto la Thailandia, anche per le possibilità offerte dai visti. Prima del trasferimento avevano fatto un viaggio di dieci giorni nel Paese per capire dove stabilirsi e, alla fine, avevano scelto Pattaya, a circa due ore da Bangkok. Nell'aprile 2024, proprio il giorno del primo compleanno del figlio, erano saliti sull'aereo diretti in Thailandia. Ma il loro progetto aveva iniziato a complicarsi praticamente subito.
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I primi problemi
Dopo essere arrivato in Thailandia, Barrett si è reso conto di aver commesso un errore nella pianificazione del visto. Pensava che avesse 90 giorni per trovare una soluzione a lungo termine, ma in realtà ne aveva soltanto 30. La famiglia aveva intenzione di rimanere in Thailandia a tempo indeterminato e, all'improvviso, si è trovata a dover decidere dove andare. Dopo alcune settimane trascorse cercando una soluzione che permettesse loro di restare nel Paese, la coppia ha deciso di trasferirsi temporaneamente in Malesia, dove avrebbe potuto soggiornare per tre mesi. Proprio verso la fine della permanenza in Malesia, però, è arrivata una possibile soluzione: la Thailandia aveva introdotto il Destination Thailand Visa, un visto con validità di cinque anni pensato anche per lavoratori da remoto e nomadi digitali. Il nuovo programma prevedeva la possibilità di soggiornare nel Paese per periodi fino a 180 giorni alla volta. Per fare domanda, però, era necessario trovarsi fuori dalla Thailandia. Così, terminati i tre mesi in Malesia, la famiglia si è trasferita in Vietnam e da lì ha presentato la richiesta. Il visto di Barrett e quello della moglie sono arrivati rapidamente, mentre quello del figlio ha richiesto più tempo. Quando anche il soggiorno in Vietnam è giunto al termine, la famiglia ha dovuto quindi spostarsi nuovamente, questa volta verso Manila, nelle Filippine. Proprio mentre erano diretti all'aeroporto per prendere il volo, è arrivata la notifica che stavano aspettando: anche il visto del figlio era stato approvato. A quel punto avevano finalmente tutti i documenti necessari per tornare in Thailandia.
La decisione di tornare indietro
Il viaggio, però, aveva ormai messo a dura prova la famiglia. Arrivati a Manila a tarda sera, con il figlio stanco e nervoso, hanno avuto anche problemi al momento del check-in in hotel: la struttura non riusciva a trovare la loro prenotazione. Quello che ne è seguito sono state circa due ore trascorse cercando di risolvere il problema con la sicurezza dell'hotel. Per Barrett è stato il momento in cui ha capito di averne abbastanza. A quel punto avrebbe potuto prendere il volo successivo e portare la famiglia in Thailandia, come avevano programmato. Ma dopo mesi di spostamenti e incertezze ha deciso che aveva bisogno di fermarsi. Così, otto mesi dopo aver lasciato lo Utah, la famiglia è tornata negli Stati Uniti.
Ultimo aggiornamento: venerdì 18 settembre 2026, 21:32
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