17 luglio 2026, 13:37
2
min
Dopo dieci anni ai vertici del calcio mondiale, Pep Guardiola si sta confrontando con una fase completamente nuova della sua carriera. Lontano dalla panchina, il tecnico catalano ha raccontato un momento di riflessione profonda, tra il desiderio di riscoprire aspetti della vita messi in secondo piano e l’assenza, per ora, di una reale spinta verso un ritorno immediato. Le sue parole aprono interrogativi sul futuro: tornerà un giorno ad allenare un club o una nazionale (si è parlato dell'Italia negli ultimi mesi), oppure sceglierà un percorso diverso? Guardiola, intanto, sembra aver trovato un equilibrio che non aveva mai avuto prima.
Guardiola e lo stop al calcio
Pep Guardiola si gode il suo primo periodo lontano dalla panchina dopo dieci stagioni alla guida del Manchester City. L'allenatore catalano, è intervenuto in un'intervista concessa alla piattaforma di criptovalute OKX, e ha raccontato le ragioni della scelta: "Dal punto di vista mentale non mi manca nulla. Ho iniziato ad allenare a 37 anni e tutta la mia vita è stata legata al calcio. Adesso voglio provare a scoprire la vita, a essere felice facendo anche altre cose che non abbiano a che fare con il calcio".
E continua: "Amo il mio lavoro, ma arriva un momento in cui senti di doverti fermare. Forse un giorno mi sveglierò e dirò: 'Va bene, voglio tornare ad allenare'. Ma deve nascere dentro di me questa sensazione, e oggi non la provo".
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di
La famiglia e la nuova fase della vita di Pep
Il tecnico spagnolo ha raccontato di volersi dedicare alla famiglia: "Sto cercando di capire quale sarà la mia vita. Ho deciso di fermarmi perché voglio prendermi un po' più cura di me stesso. Voglio trascorrere più tempo con i miei figli e con mio padre, che ha 95 anni ed è ancora con noi. Sono arrivato a 56 anni, non sono più giovane e anche il modo di vedere le cose cambia. Mi sto ancora adattando a questa nuova fase, ma sta andando piuttosto bene".
Spagna, Mondiale e gli elogi a Lamine Yamal
Nel corso dell'intervista Guardiola ha parlato anche del Mondiale: "Seguo i giocatori che mi piacciono. Non sostengo una nazionale in particolare, ma le squadre in cui giocano calciatori che conosco, che apprezzo e con cui ho lavorato. Sarò felice di fare il tifo per loro". Per la favorita della finale ha indicato la Spagna: "Se Rodri riuscirà a esprimersi ai suoi livelli in mezzo al campo insieme a Pedri e Lamine Yamal, e sarà al massimo della condizione, la Spagna potrà davvero fare la differenza". Su Yamal: "È arrivato al Mondiale un po' indietro dal punto di vista fisico a causa dei recenti infortuni. Però, vista la sua età, possiede una capacità incredibile di gestire la pressione ed è in grado di decidere una partita da solo".
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di
Guardiola, il rivale Klopp e un ritorno a Ethiad
Sul futuro Guardiola non chiude le porte al ritorno nel mondo del calcio, ma chiarisce: "Ho iniziato ad allenare a 37 anni e oggi ne ho 56. Ho bisogno di fare cose nuove. In questo momento mi sento molto felice". E sul Manchester City aggiunge: "Un giorno, naturalmente, tornerò all'Etihad Stadium. Ma adesso voglio restare dietro le quinte. Se avranno bisogno di me, ci sarò". A chiudere anche due parole su Klopp: "È stato il più grande rivale della mia carriera. Era capace di cambiare sistema di gioco ogni venti minuti. Mi faceva impazzire".
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di
Dopo dieci anni ai vertici del calcio mondiale, Pep Guardiola si sta confrontando con una fase completamente nuova della sua carriera. Lontano dalla panchina, il tecnico catalano ha raccontato un momento di riflessione profonda, tra il desiderio di riscoprire aspetti della vita messi in secondo piano e l’assenza, per ora, di una reale spinta verso un ritorno immediato. Le sue parole aprono interrogativi sul futuro: tornerà un giorno ad allenare un club o una nazionale (si è parlato dell'Italia negli ultimi mesi), oppure sceglierà un percorso diverso? Guardiola, intanto, sembra aver trovato un equilibrio che non aveva mai avuto prima.
Guardiola e lo stop al calcio
Pep Guardiola si gode il suo primo periodo lontano dalla panchina dopo dieci stagioni alla guida del Manchester City. L'allenatore catalano, è intervenuto in un'intervista concessa alla piattaforma di criptovalute OKX, e ha raccontato le ragioni della scelta: "Dal punto di vista mentale non mi manca nulla. Ho iniziato ad allenare a 37 anni e tutta la mia vita è stata legata al calcio. Adesso voglio provare a scoprire la vita, a essere felice facendo anche altre cose che non abbiano a che fare con il calcio".
E continua: "Amo il mio lavoro, ma arriva un momento in cui senti di doverti fermare. Forse un giorno mi sveglierò e dirò: 'Va bene, voglio tornare ad allenare'. Ma deve nascere dentro di me questa sensazione, e oggi non la provo".
© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di
>> Home