01 agosto 2026
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L'estate 2026 non concede tregua. Con l'apertura di agosto arriva la quarta grande ondata di calore della stagione, destinata a marchiare a fuoco l'intera prima settimana del mese. Le proiezioni dei principali centri di calcolo, interrogate a più riprese nei giorni scorsi, non riescono per ora a individuare una vera e propria via d'uscita nel breve periodo: si intravedono soltanto delle possibili tregue temporanee, non un cambio di scenario netto. La prima occasione di respiro potrebbe presentarsi nella seconda settimana del mese, con un possibile cedimento dell'anticiclone tra il 9 e il 10 agosto, ma si tratta ancora di un'ipotesi da verificare con il passare dei giorni. Fino ad allora, riporta il portale 3Bmeteo, le possibilità di allontanare il grande caldo restano scarse: il Paese sarà attraversato da nord a sud da temperature che, localmente, potranno superare la soglia dei 40°C, con il picco più severo atteso a metà settimana.
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A raccontare l'intensità del fenomeno sono soprattutto i dati in quota, dove l'anomalia si misura forse meglio che al suolo. Basti pensare che a 1500 metri il termometro potrà toccare i 22-24°C, con punte fino a 25-26°C: valori da fondovalle, non da media montagna. A spiegarlo è la posizione dello zero termico, già sopra i 4500 metri e proiettato verso quota 4800 nella giornata di giovedì, un livello che dice bene quanto in profondità sia penetrata l'aria calda negli strati medio-alti dell'atmosfera.
Al suolo, l'esperienza del caldo cambierà molto a seconda della collocazione geografica. Le zone costiere potranno contare sull'effetto mitigante delle brezze, che terranno le temperature massime su valori relativamente più contenuti; l'elevato tasso di umidità, tuttavia, renderà comunque l'aria pesante e opprimente, in particolare nelle ore serali, quando le brezze tendono ad attenuarsi. Diverso il discorso per le pianure interne, dove si toccheranno picchi fino a 40°C sia al Nord sia al Centro, con incursioni localizzate anche al Sud, accompagnati da un'afa moderata soprattutto lungo le valli fluviali e in Valpadana.
Il fronte più critico resta però quello urbano, spiegano gli esperti di 3Bmeteo, e in particolare le grandi città della Pianura Padana. Cemento e asfalto trattengono calore che di notte viene restituito lentamente all'aria: è l'effetto isola di calore, che qui si innesta su un contesto già rovente e porta le minime a non scendere sotto i 30°C anche a ore piccole. Il risultato sono notti tropicali senza vero sollievo, con le massime diurne che comunque restano oltre la soglia dei 40°C.
Guardando all'evoluzione nel breve termine, domenica non porterà cambiamenti significativi: è possibile un calo minimo e quasi impercettibile delle temperature in alcune zone, ma l'afa resterà elevata e il bollino rosso continuerà a interessare le città del Nord e le regioni centrali tirreniche, con valori serali sopra i 30°C al Centro-Nord e nuove notti tropicali.
Anche lunedì il quadro resterà sostanzialmente invariato, con il caldo intenso concentrato soprattutto sulle grandi aree urbane di pianura del Centro-Nord.
A definire questa fase è la configurazione sinottica europea: un lungo asse di saccatura si estende dalla Scandinavia, attraverso il Mare del Nord e il Regno Unito, fino al vicino Atlantico, poco a nord delle Azzorre. Questa struttura separa nettamente due mondi atmosferici: a nord aria fresca e instabile, terreno fertile per le perturbazioni atlantiche; a sud una massa d'aria calda di matrice africana, sospinta verso nord-est dalle correnti sud-occidentali. L'Italia resta quasi interamente immersa in quest'ultimo settore, e continuerà quindi a fare i conti con sole prevalente e temperature elevate. Le uniche eccezioni riguardano l'arco alpino, dove la vicinanza alla saccatura e l'orografia favoriscono lo sviluppo di temporali di calore, alimentati anche da modeste infiltrazioni di aria più fresca in quota, con fenomeni pomeridiani e serali localmente intensi. Nel resto del Paese l'anticiclone africano continuerà invece a bloccare le precipitazioni, lasciando spazio solo a qualche temporale diurno isolato lungo l'Appennino centro-meridionale.
Da lunedì a mercoledì lo schema resterà pressoché identico: sole pieno su gran parte del Paese, con l'unica insidia rappresentata dai temporali pomeridiani e serali che si accenderanno ripetutamente su Alpi e Prealpi, a tratti intensi e grandinigeni, con qualche sconfinamento possibile sulle pianure limitrofe, soprattutto quelle orientali; il Centro vedrà invece fenomeni più isolati sull'Appennino, tra Lazio e Abruzzo, mentre al Sud i temporali diurni resteranno confinati alle dorsali calabrese e siciliana. Da giovedì l'instabilità tenderà ad attenuarsi ulteriormente, lasciando spazio a giornate quasi ovunque stabili e a temperature in leggero, ulteriore rialzo. Tra venerdì e il weekend il quadro generale non cambierà, anche se non si esclude che i temporali alpini possano farsi più diffusi ed estendersi localmente fino alle pianure.
Il quadro complessivo, insomma, conferma quanto temuto alla vigilia: la quarta ondata di calore dell'estate non è un episodio passeggero, ma una fase persistente che terrà l'Italia sotto pressione almeno fino alla soglia della seconda settimana di agosto, quando si potrebbe finalmente aprire uno spiraglio di sollievo.