Meta lancia la sua Intelligenza Artificiale “Muse” e la band cambia nome sui social: il curioso caso che coinvolge il gruppo di Matt Bellamy - Il Fatto Quotidiano

2026/09/11

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Meta lancia la sua Intelligenza Artificiale “Muse” e la band cambia nome sui social: il curioso caso che coinvolge il gruppo di Matt Bellamy

Si chiama Muse, può inviare email, prenotare viaggi, fare acquisti e persino effettuare pagamenti per conto dell’utente. Ma il nome scelto da Meta per il suo nuovo agente di Intelligenza Artificiale ha un piccolo problema: Muse è anche il nome di una delle rock band più famose al mondo.

Il nuovo assistente AI di Meta è stato lanciato negli Stati Uniti l’8 settembre e può essere utilizzato attraverso un’app dedicata o direttamente su WhatsApp. A differenza di un normale chatbot, Muse non si limita a rispondere alle domande: può accedere, con il consenso dell’utente, a servizi come email, calendario, shopping e pagamenti e svolgere autonomamente una serie di attività. È uno dei tasselli del progetto di Mark Zuckerberg per quella che il fondatore di Meta definisce una forma di “superintelligenza personale”.

Ed è proprio qui che entra in scena ‘l’altro Muse’, quello guidato da Matt Bellamy. Come ha notato Vulture, la band non utilizza più il semplicissimo @Muse sui propri profili social: su Instagram, Facebook e TikTok è diventata @Museband, mentre su X compare come @MuseTheBand. Nel frattempo, il vecchio @Muse è stato associato proprio al nuovo agente AI di Meta. Né la società di Zuckerberg né il gruppo hanno spiegato pubblicamente come sia avvenuto il passaggio.

La coincidenza ha attirato l’attenzione dei fan, anche perché per anni identificare i Muse sui social era semplicissimo: bastava il nome della band. Adesso, invece, quello stesso nome è diventato anche il marchio di uno dei prodotti su cui Meta sta puntando maggiormente nella corsa all’Intelligenza Artificiale.

C’è però una precisazione importante. Non è stato dimostrato che Meta abbia sottratto l’account alla band o le abbia imposto di cambiare identificativo. Il San Francisco Chronicle sottolinea anzi che i Muse utilizzavano già il nuovo handle prima del lancio ufficiale dell’AI e che non esistono, al momento, prove di un intervento forzato da parte di Meta.

Anche ANSA segnala che il cambio era stato individuato già nei mesi precedenti, mentre il cortocircuito è diventato evidente con il debutto dell’assistente: durante le prime fasi del lancio, alcuni post di Mark Zuckerberg e di altri dirigenti Meta avrebbero addirittura taggato per errore il nuovo account della band invece di quello dell’Intelligenza Artificiale. Insomma, Muse contro Muse, anche se per ora senza una vera battaglia pubblica.

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