Roma, 14 lug. (askanews) – Dall’inizio dell’anno, sono state iscritte al Pubblico Registra Automobilistico dell’ACI di Napoli 18.105 nuove vetture, il 44% in più rispetto al primo semestre 2026. È quanto emerge dall’ultimo numero di “Auto-Trend”, il bollettino statistico dell’ACI, da cui risulta che, anche in Campania, l’incremento su base semestrale è stato rilevante: +38,1% per un totale di 37.057 nuove autovetture. Considerevole è stata l’escalation del segmento elettrico: +724,2% a livello regionale e addirittura +982,1% a Napoli dove le vetture ad emissione nulla sono passate, nel periodo gennaio-giugno, da 486 nel 2025 a 5.259 quest’anno. Dopo le auto ibride benzina, che continuano ad essere le più richieste (6.287 a Napoli pari ad una crescita del 41%), quelle maggiormente vendute sono proprio le BEV (Battery Electric Vehicle): in pratica 3 vetture nuove su 10 acquistate nel periodo considerato rientrano in questa categoria. Analogo andamento, seppur con valori percentuali inferiori, si registra in Campania dove, comunque, i modelli a trazione elettrica hanno superato le tradizionali motorizzazioni a benzina che registrano una flessione sia all’ombra del Vesuvio (-14,9%) che in tutto il territorio campano (-14,4%). In calo, anche le alimentazioni a gasolio (-11,7% in Campania e -4,2% a Napoli) e, ancora più, quelle a gpl (-20,8% in Campania e -19,9% a Napoli).
Negativo, benché di lieve entità, è stato il trend del mercato dell’usato a Napoli dove i trasferimenti di proprietà, al netto delle minivolture (cioè, i trasferimenti temporanei a nome del concessionario in attesa della rivendita al cliente finale), nei primi sei mesi dell’anno, sono stati 71.096, in diminuzione dello 0.7% rispetto al periodo gennaio-giugno 2025. In Campania, invece, l’andamento è stato pressoché stabile (+0,1%) per un totale di 147.139 cambi di proprietà. In termini assoluti le vetture a gasolio continuano a primeggiare nel mercato di seconda mano: il 43,6% in Campania ed il 38,8% a Napoli delle compravendite riguardano questo segmento, anche se in flessione dell’8,6% in tutta la regione e del 10,3% a Napoli. Significativi incrementi di vendita hanno, invece, interessato i comparti elettrico (+53,2% in Campania e +51,8% a Napoli), ibrido benzina (rispettivamente +44,7 e +43,6 per cento) e ibrido gasolio (+31,8 e +38 per cento).
Positivo, infine, è stato l’andamento delle auto demolite. Nel dettaglio, le vetture radiate dal PRA sono state 28.628 a Napoli, pari ad un aumento del 15,4% che scende al 14,7 per cento a livello regionale per un totale di 53.579 vetture uscite di scena. Il 68,2% delle radiazioni a Napoli (67,5% in Campania) è costituito da modelli di classe ambientale Euro 3 ed Euro 4. Sulla base di questi dati risulta che il tasso unitario di sostituzione a Napoli, nel primo semestre dell’anno, è stato pari a 1,60: vale a dire che per ogni 100 auto nuove ne sono state tolte dalla circolazione 160. In Campania, nel periodo considerato, il tasso unitario di sostituzione è stato pari a: 1,40.
“L’effetto incentivi ha dato una significativa scossa al mercato in particolare nel settore dell’elettrico dove sono stati conseguiti i migliori risultati anche nel nostro territorio”, commenta il presidente dell’Automobile Club Napoli Antonio Coppola. “Esaurita, però, questa spinta, prosegue Coppola, e con le tensioni internazionali in atto, che coinvolgono anche l’andamento del costo del petrolio, il futuro dell’automotive diventa sempre più complesso. Per consolidare la transizione ecologica non possono bastare misure straordinarie e temporanee. Servono politiche industriali stabili e coerenti, incentivi programmati nel tempo e un’accelerazione sul fronte delle infrastrutture di ricarica, affinché famiglie e imprese possano pianificare con fiducia i propri investimenti. Al tempo stesso, i dati sulle radiazioni dimostrano che il rinnovo del parco circolante sta contribuendo a sostituire i veicoli più inquinanti, con benefici attesi sia sul piano della sicurezza stradale che su quello della qualità dell’aria. La sfida, ora, è trasformare un risultato legato agli incentivi in una crescita strutturale del mercato”.
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