Meloni in Parlamento: “Putin provoca la Ue".Ok delle Camere, opposizioni: “Governo debole”

2026/10/14

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Verso il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre

"L'intesa di Trump sul gasolio russo è una scelta rischiosa". "L'UE non deve essere impositiva e tentacolare". Il Senato approva le risoluzioni, le opposizioni non votano

Giorgia Meloni comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, Roma,14102026

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Giorgia Meloni comunicazioni in vista del prossimo Consiglio europeo, Roma,14102026

Futuro Nazionale vota a favore della seconda risoluzione di maggioranza

Futuro Nazionale alla Camera ha votato contro la risoluzione principale del centrodestra in vista del consiglio europeo e a favore della seconda che chiede una "tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetica tra Russia e Ucraina" al fine di intervenire in soccorso della "popolazione civile"

Via libera della camera alle due risoluzioni di maggioranza

Via libera, da parte dell'Aula della Camera, alle due risoluzioni presentate dal centrodestra sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. La prima e' stata approvata con 176 voti favorevoli e 115 contrari, la seconda risoluzione sull'Ucraina ha avuto il via libera con 186 voti favorevoli e nessuno contrario, in quanto l'opposizione non ha partecipato al voto.

Approvata parte della risoluzione di Azione. Bocciati gli altri testi delle opposizioni.

Fratoianni a Meloni: "Sua speranza in divisioni è malriposta, saremo uniti"

"Non si preoccupi della fatica che mettiamo nella costruzione delle nostre risoluzioni tra me, il collega Magi, gli altri colleghi e le altre colleghe dell'opposizione. Se l'unica cosa che le resta è investire nella speranza che le divisioni permangano e aiutino lei, come già accadde nel 2022 a vincere le elezioni, senza un'alternativa la sua speranza è ma risposta. Saremo uniti e unite, costruiremo un'alternativa, una proposta, una coalizione che vincerà le elezioni per restituire speranza a questo paese e all'Europa intera". Così il coportavoce di Avs, Nicola Fratoianni, intervenendo in aula alla Camera in dichiarazione di voto dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo.

Elly Schlein (PD) : "Il Paese ha la febbre e lei, presidente, se la prende con il termometro"

"Presidente Meloni, lei ha sprecato  veramente un'occasione storica perché guardi che maggioranza aveva  qua: poteva cambiare tutto, poteva fare riforme coraggiose. Non è  riuscita a farne una che migliorasse in concreto la vita degli  italiani. Questa è la verità con cui ogni giorno loro devono fare i conti, la sua unica priorità invece è stato cambiare questa legge  elettorale. Avete tenuto il Parlamento ostaggio di cinque mesi per  cambiarla perché voi parlate tanto di stabilità ma poi dovete per  forza cambiare la legge che vi ha dato quella stabilità, perché avete  paura di perdere, perché la novità siamo noi con un'alleanza  progressista unita". Lo dice Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto  alla Camera sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni per il  Consiglio Ue.

"Chi proteggerà l'Italia dai vostri fallimenti? Dovremmo farlo noi dopo quattro anni del governo piu' lungo e inconcludente della storia repubblicana". A dirlo, alla Camera durante la dichiarazione di voto sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, la segretaria del Pd Elly Schlein.

"Negli ultimi mesi abbiamo visto un'Italia sempre più spesso assente proprio quando altri paesi europei prendevano iniziative comuni. È accaduto sull'Europa, sulla Palestina, sull'Ucraina e lo abbiamo visto perfino con la scelta dell'assenza alle Nazioni Unite". Così Elly Schlein, durante le dichiarazioni di voto alla Camera dopo le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Invece l'Italia "dovrebbe essere alla guida di una svolta" per "un salto in avanti nell'integrazione europea".

Conte replica a Meloni: "In Italia cantieri di speranza, non cantieri di guerra"

Giuseppe Conte replica alla premier toccando il tema del PNNR e della pace. “L'Italia ha bisogno di speranza, di cantieri di speranza non di guerra”, afferma. "Ho aumentato le spese militari? Non l'ho mai negato. Siamo arrivati a 1,4-1,5%, non certo al 2%. Lei il 2% lo ha superato e ha firmato per il 5% a spese degli italiani. Ricordi che molte di quelle spese sono state aggiuntive durante la pandemia per i nostri militari che hanno difeso e protetto gli italiani per strada e negli ospedali. Mentre voi eravate i disertori della patria durante la pandemia. Abbia rispetto almeno per i nostri militari". Così Giuseppe Conte rivolgendosi alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni di voto alla Camera dopo le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo. Poi sulla legge elettorale: "Lei ha detto che con questa legge elettorale non sarei mai stato eletto presidente del Consiglio. Non deve aver letto la legge elettorale, perché c'è scritto che non vincola la scelta del presidente della Repubblica. La studi meglio".   "Forse intendeva - prosegue Conte - che io vengo dalla società civile, mentre lei fa politica da quando aveva 16 anni: legittimo. Però io dalla società civile ho fatto due governi e in due anni ho realizzato l'80% del programma presentato agli elettori. Lei in quattro anni con una maggioranza stabilissima non ha realizzato una sola promessa fatta agli elettori. Questa è la differenza tra me e lei: democrazia parlamentare contro capocrazia".

“Ultimamente l'abbiamo vista sparire dappertutto, anche dall'assemblea delle Nazioni Unite. Forse per un certo imbarazzo perché ha voltato le spalle a 20 mila bimbi trucidati a Gaza, perché l'Italia è stata deferita sul caso Almasri. Ha vinto il protocollo Schettino. Lei si vanta di essere stabile, ma nel convoglio Ue lei sta sempre nella carrozza di coda, a firmare tutto quello che arriva"

"Famiglie e imprese pagano a caro prezzo la vostra incertezza. Domani si presenterà al Consiglio europeo, ha scritto l'ennesima letterina, si è presentata con il piattino in mano: ma che vuole che le dicano? Probabilmente le diranno: cara Meloni, guarda che tu ci stai chiedendo adesso più soldi perché c'è la campagna elettorale, ma forse questa richiesta ce la stai facendo con la stessa penna con cui poi hai accettato e firmato i tagli all'Italia per scuola e sanità, forse la stessa pena con cui hai firmato anche l'impegno al 5% del Pil che dirotterà l'economia verso il riarmo. Lei si vanta di essere stabile, addirittura a guida del convoglio europeo, ma come mai nei passaggi importanti sta sempre nella carrozza di coda a firmare tutto quel che arriva?". Così il presidente del M5S Giuseppe Conte, intervenendo in aula alla Camera in dichiarazione di voto, dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo

Meloni contro Bonelli: "Non siamo contro la transizione ecologica ma ideologica"

"Sull'energia non siamo d'accordo, ma non mi è chiarissimo quale sia la proposta dei Verdi: il petrolio no, il gas no, il nucleare no, sulle rinnovabili comunque non abbiamo fatto abbastanza, temo che ci rimangano solo le candele". Lo dice la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo intervento di replica alla Camera sulle comunicazioni prima del Consiglio europeo rispondendo ad Angelo Bonelli, di Avs. "La nostra battaglia non è contro la transizione ecologica - aggiunge - la nostra battaglia è sempre stata contro la transizione ideologica".

Meloni: "Sì all'estensione dell'aliquota Irpef al 33%

"Sono ovviamente più che favorevole all'estensione dell'aliquota Irpef al 33%" oltre l'attuale soglia di 50 mila euro. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni alla Camera, in sede di replica dopo la discussione generale sulle sue comunicazioni in vista del Consiglio Ue, rispondendo a Luigi Marattin, deputato del Partito liberaldemocratico.

Fratioianni (AVS): "Meloni comizia, in Italia i salari più bassi d'Europa"

"Presidente Meloni, anche oggi ha consegnato al Parlamento il suo comizio abituale. Segno di nervosismo. Il Paese che governa da 4 anni ha i salari più bassi d'Europa, in cui 6 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi, in cui i giovani scappano all'estero e non possono permettersi di fare figli, in cui la produzione industriale crolla e la pressione fiscale è la più alta degli ultimi anni. Potremo andare avanti a lungo. Tutto questo giustifica il suo nervosismo ma non la mancanza di risposte". Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs nelle dichiarazioni di voto alla Camera sulle comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul Consiglio Ue. "Lei dice che il governo ha una linea chiara in Europa. La stessa che l'ha portata a non condannare nè approvare l'attacco all'Iran? La stessa che ha impedito all'Europa col veto italiano di sospendere l'accordo commerciale con Israele? Avete detto no al superamento del diritto di veto perchè per voi l'Europa meno fa meglio è ma ha detto sì al riarmo, ha detto sì in un battibaleno all'ordine di Trump sull'aumento delle spese Nato". "Presidente Meloni, infine, non si preoccupi della fatica che mettiamo nella costruzione della nostre risoluzioni. Se l'unica cosa che le resta è investire nella speranza è che le divisioni permangano e le consentano di vincere come nel 2022, le dico che quella è una speranza malriposta: saremo uniti e vinceremo le prossime elezioni".

Meloni al Senato: "Con la nuova legge elettorale Conte non sarebbe stato premier"

“Una cosa gliela dico sulla legge elettorale, sulle preferenze, senatrice Maiorino: ma se le preferenze vi piacciono così tanto, perché non le avete messe quando eravate al governo? Perché vede, io penso che sia molto chiara la ragione per la quale siete così arrabbiati per la nuova legge elettorale, perché con la nuova legge elettorale i cittadini scelgono e voi dovete dichiarare prima di andare al voto alleanze, candidato premier e programma. Mi rendo conto della difficoltà, del resto il vostro partito è guidato da un signore che se queste regole ci fossero state prima alla presidenza del Consiglio dei ministri non ci poteva arrivare”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle repliche alla discussione generale sulle comunicazioni rese nell'Aula del Senato in vista del prossimo Consiglio europeo.

Renzi al Senato: "Meloni come nella gag di Proietti e del contadino"

“Il discorso di Giorgia Meloni se fosse stato fatto ad Atreju nel 2022 sarebbe tecnicamente perfetto”. Così il leader di Iv Matteo Renzi parlando in aula al Senato in occasione delle comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

“L'elemento di contraddizione è laddove Meloni rivendica che il governo abbia impattato in modo straordinariamente potente poi racconta del 'disastro' Europa. O lei ha fallito in questi quattro anni alla prova del cambiamento dell'Europa, oppure l'Europa non è quella che racconta". Renzi critica la presidente del Consiglio 'dà sempre la colpa agli altri" e fa poi riferimento a Gigi Proietti e alla gag dell'avvocato e del contadino: “Quando c'è un problema, una cosa che non funziona, come l'avvocato della gag, Giorgia Proietti Meloni dà la colpa agli altri". ”Lei in questi quattro anni ha fallito alla prova del cambiamento dell'Europa - aggiunge Renzi rivolto alla premier - ed è stata invece aiutata dall'Europa nei momenti gravi”.

Il Pd Boccia al Senato: "La maggioranza è politicamente disperata"

“Solo chi è politicamente disperato dopo quattro anni di legislatura, arriva a calpestare prassi parlamentari consolidate. Il ministro Foti ha orchestrato una forzatura vergognosa e inaccettabile per presentare una seconda risoluzione di maggioranza, peraltro nei contenuti già assorbita dalla prima. Una scorrettezza politica e istituzionale che si commenta da sola”. Così il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia commenta il voto in aula delle risoluzioni per il Consiglio europeo.

“E grave è per noi, che il presidente La Russa, anziché garantire il rispetto delle prassi e delle opposizioni, abbia scelto la strada dell'ironia decidendo di non decidere. Le istituzioni non sono al servizio delle convenienze e delle scorciatoie della maggioranza e le regole non possono diventare un ostacolo da aggirare quando la politica non riesce a trovare una sintesi. Di fronte alla loro arroganza, oggi le opposizioni hanno risposto unite. E unite continueranno a difendere le prerogative del Parlamento. Li aspettiamo in Aula e nelle Commissioni: chi pensa di sostituire il rispetto delle istituzioni con i muscoli dei numeri, calpestando le regole, scoprirà che la democrazia parlamentare non si piega davanti alle furbizie di nessuno”.

Anche alla Camera due risoluzioni del centrodestra

Anche alla Camera il centrodestra ha presentato due risoluzioni: una sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre e una seconda incentrata sul conflitto russo-ucraino. 

In Senato le opposizioni non hanno partecipato al voto sul secondo testo contestandone il mancato assorbimento nella risoluzione 'originale' della maggioranza. Per quanto riguarda le opposizioni, anche a Montecitorio procedono con sette risoluzioni (Pd, M5S, Avs, +Europa, Iv, Azione e Fnv). 

La risoluzione del centrodestra sull'Ucraina impegna il governo a "continuare a sostenere ogni sforzo - in tutte le sedi europee e internazionali - affinché l'Unione europea promuova e sostenga attivamente ogni iniziativa diplomatica concreta finalizzata al raggiungimento di una tregua immediata sugli attacchi alle infrastrutture energetiche tra Russia e Ucraina, al fine di intervenire in soccorso della popolazione civile già duramente provata da quasi cinque anni di guerra". Di Ucraina si occupa anche la risoluzione 'principale' dellla maggioranza, con due impegni: "promuovere una decisione sulla rappresentanza europea nel processo di pace per l'Ucraina, sviluppando ulteriormente la proposta avanzata dal Governo italiano per la designazione di un inviato speciale europeo o, in alternativa, definendo un formato che, in virtù di un chiaro mandato da parte del Consiglio europeo, possa esprimere con autorevolezza ed efficacia la posizione dell'insieme degli Stati membri" e "a non far venir meno la pressione sulla Russia, che porti come primo risultato un cessate il fuoco pieno, incondizionato e immediato; ribadendo che tali misure sono rivolte contro il regime russo e la sua capacità di sostenere la guerra di aggressione e non contro la popolazione russa".

Il Senato approva le risoluzioni di maggioranza, l'opposizione non vota

L'aula del Senato ha approvato, con 104 sì, 61 no e 4 astensioni la risoluzione numero 1 presentata dai gruppi della maggioranza sulle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. Come da regolamento del Senato, non sono state votate le risoluzioni di opposizione perché considerate precluse. 

È stata invece votata la risoluzione "aggiuntiva" numero 6, relativa al tema del conflitto russo-ucraino, sempre di maggioranza (primo firmatario Maurizio Gasparri di FI), la cui ammissione in votazione è stata contestata dalle minoranze, secondo le quali il regolamento avrebbe imposto di assorbirne eventualmente i contenuti nella risoluzione numero 1. Le opposizioni in questo caso non hanno partecipato al voto: 108 i favorevoli, uno il voto contrario e sue gli astenuti.

Meloni: “L'intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca”

“L'intesa sul gasolio russo annunciata venerdì scorso dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa” ha detto, inoltre, Meloni spiegando che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina. Dunque, il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative".

Zelensky: “Grazie a Meloni per il sostegno”

Arrivano i ringraziamenti dall'Ucraina. "Grazie a Giorgia Meloni per il sostegno, per la posizione chiara e inequivocabile, di principio", scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Grazie aver compreso chi sia l'aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Questo e' possibile solo grazie alla forza e al lavoro comune per la sicurezza". 

Mosca: “L'accordo sul gasolio non è affare di Meloni”

La risposta di Mosca: “Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno”. Afferma la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando con l'Ansa le parole della premier sul gasolio russo.

Meloni contro Francia, Gertmania e Regno Unito: "Almeno abbiano un mandato ufficiale”

Se "Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti" ha dichiarato poi Meloni ribadendo che sul processo di pace per l'Ucraina bisogna "fare in modo che l'Europa non resti a guardare" e chiedendo che "i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse".

Meloni: “Chiediamo all'Ue di proteggere le infrastrutture critiche da minacce ibride”

Davanti alla "escalation degli attacchi ibridi russi" è richiesta "una risposta europea, e l'Italia porterà a Bruxelles alcune priorità che considera fondamentali. Proteggere le nostre infrastrutture critiche: equi penso a reti energetiche, cavi sottomarini, porti, aeroporti, e al dominio subacqueo, nel quale l'Italia ha competenze di eccellenza; sostenere l'industria italiana nel dare un contributo decisivo ai sistemi anti-drone e antimissile; ribadire che la sicurezza dei confini dell'Unione è indivisibile, e questo significa che mentre contribuiamo a sostenere il fianco Est non possiamo accettare il rischio che si perda di vista il fianco Sud".

Meloni: “Mantenere aperto il dialogo con Israele, ricordare il pogrom del 7 ottobre”

"Tra i temi all'ordine del giorno del Consiglio ci sarà ovviamente anche il Medio Oriente. Una settimana fa, a Spalato abbiamo ricordato i tre anni del barbaro attacco del 7 ottobre. Credo che sia importante ricordarlo anche oggi perché qualsiasi legittimo approccio critico verso le azioni del governo israeliano negli anni successivi non può e non deve mai farci dimenticare quello che è stato il più orrendo pogrom dai tempi della Shoah, pianificato ed eseguito da Hamas. Soprattutto nel momento in cui l'antisemitismo sembra rialzare la testa in molte nazioni. La sicurezza dello Stato di Israele quindi non può essere messa in discussione e continuo a ritenere che con Israele sia necessario mantenere aperto ogni canale di dialogo" ha detto Meloni.

Meloni: “I fondi per la Difesa non sono sottratti agli ospedali, non siamo guerrafondai”

"Abbiamo scelto di non usare tutto il margine di risorse aggiuntive" per le spese per la difesa ma "non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola, se non li spendessimo per la Difesa non potremmo spenderli in altro, chi racconta che più sicurezza vuol dire meno ospedali e risorse sottratte" al welfare "da un governo di guerrafondai mente sapendo di farlo" dice la presidente del Consiglio.

Bilancio europeo, Meloni: “Firmeremo solo un accordo giusto per l'Italia”

Per quanto riguarda il bilancio europeo, "entriamo ora nella fase più delicata", "la presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno. Noi non siamo contrari per principio a questo obiettivo, ma deve essere chiaro che la data non può diventare più importante del contenuto. Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia" ha detto la presidente del Consiglio.

La replica di Meloni: “Putin provoca la Ue”

Rischio di un attacco russo? "Vedo il moltiplicarsi delle provocazioni di Mosca, ma restano provocazioni per avere una reazione. Putin deve distogliere l'attenzione sull'andamento del conflitto, cerca un nuovo nemico che potrebbe essere l'Europa. Io non sono per dare a Putin vantaggi, dobbiamo dimostrare sangue freddo" dice la premier in sede di replica dopo il dibattito al Senato sulle comunicazioni.

"Sulla migrazione, voi non siete per le  porte aperte, e io sorvolo, ha detto che 'ci siamo limitati a  ringraziare a chi salvava le vite', e chiaramente chi salva le vite va ringraziato, è diverso quando ci si mette a fare il traghetto  d'accordo con i trafficanti di esseri umani per fare il trasbordo da  una costa all'altra del Mar Mediterraneo" ha risposto poi all'intervento del senatore dem Delrio.

Sull'ex Ilva “la situazione che abbiamo trovato era drammatica. Non era stato risolto il problema, ce lo siamo caricati noi. Ci siamo assunti la responsabilità di estromettere il socio di maggioranza, sorvolo sui patti para-sociali che erano stati sottoscritti e abbiamo superato i problemi gravi. Abbiamo lavorato per il rilancio della più importante acciaieria di Europa” dice Meloni. "Abbiamo trovato ostacoli giudiziari", ha ricordato la presidente del Consiglio. “Il nostro obiettivo è dare continuità” alla produzione e garantire l'occupazione, "seguiamo l'andamento della gara in corso, proprio ieri abbiamo varato un altro decreto", ha sottolineato la premier, "è un impegno ampio e complesso, che non si esaurisce. Continuiamo a mantenere il dialogo aperto" con i sindacati e le parti sociali, "vogliamo assicurare prospettive industriali a Taranto", ha detto Meloni.

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