Il presidente americano Trump ha accorciato il suo fine settimana a Camp David ed è rientrato in anticipo alla Casa Bianca, attorno alle 2 ora italiana. Poche ore prima, l'ambasciata americana a Gerusalemme aveva diramato un'allerta ai cittadini americani in Israele, in seguito agli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita. Nella nota viene chiesto agli americani di "mantenere un livello di vigilanza più elevato e di tenere conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi". “La nostra è una resistenza armata legittima di fronte alla prolungata aggressione saudita. Non siamo in guerra con l'Italia e non intendiamo coinvolgere il vostro Paese. Ma ci chiediamo cosa ci fanno gli aerei italiani in Arabia Saudita a sostegno della guerra di Riad contro di noi". Così all'Ansa Muhammad Mansur, funzionario del ministero dell'informazione del governo Houthi a Sanaa. Fiamme e fumo nero sono state visti vicini all'aeroporto internazionale King Khalid di Riad, in Arabia Saudita.
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meno di un minuto fa
Ghalibaf: "Se non saranno soddisfatte le nostre condizioni Hormuz resterà chiuso"
"La dicotomia tra guerra e negoziazione non è reale, bisogna sia combattere che negoziare: combattere con saggezza e autorevolezza, e negoziare con autorità e razionalità al momento opportuno". Lo ha detto il presidente del parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf, nel suo discorso di apertura della seduta, alla vigilia della cosiddetta 'Settimana della Sacra Difesa'. A suo dire, se non saranno riconosciuti i diritti dell'Iran non ci saranno le condizioni per riaprire lo stretto di Hormuz. "Al momento necessario - ha spiegato - con tutta la potenza militare di cui disponiamo, respingiamo il nemico e gli infliggiamo colpi fatali, ma quando abbiamo conseguito una vittoria significativa sul campo, consolidiamo questi vantaggi con gli strumenti della diplomazia fino a raggiungere la fase della deterrenza, imponendo una sconfitta al nemico e rafforzando al contempo le componenti della nostra potenza". "Oggi, le nostre posizioni in campo diplomatico sono assolutamente chiare, razionali e non negoziabili - ha proseguito Ghalibaf - La trasmissione dei messaggi e la spiegazione delle nostre condizioni tramite i mediatori sono state effettuate in modo chiaro alla controparte, e il nemico sa benissimo che la via dell'inganno e dell'imposizione unilaterale è chiusa. Finché queste condizioni non saranno soddisfatte, i legittimi diritti della nazione iraniana non saranno riconosciuti e gli impegni degli americani non saranno attuati, non ci sarà spazio per tornare alle precedenti condizioni di negoziazione e per aprire lo Stretto di Hormuz".
17 minuti fa
Tajani: "Non siamo in guerra, il Mar Rosso è strategico"
L'Italia non è in guerra e la missione europea Aspides nel Mar Rosso resta difensiva, ma deve essere rafforzata. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista al Corriere della Sera, dopo l'attacco che ha colpito un caccia italiano. Tajani sottolinea l'importanza strategica dell'area per il commercio italiano: "Il 40% dell'intero traffico marittimo commerciale dell'Italia e il 60% delle merci esportate verso l'Asia passano attraverso il Mar Rosso". Il ministro ricorda che da mesi l'Italia chiede di rafforzare Aspides e sollecita gli altri Stati a intervenire al suo fianco, richiesta che rinnoverà a New York, a margine dell'Assemblea generale dell'Onu. Sul rafforzamento della missione aggiunge: "O mandano altre unità o devono farsi carico di una parte del costo economico. Aspides deve assolutamente continuare ed essere rafforzata". A New York Tajani incontrerà anche il segretario di Stato americano Marco Rubio, con cui, oltre che parlare "di tutta l'attualità internazionale", verrà firmata l'intesa su materie prime e minerali critici "dove non ci sia più la Cina a dettare i corsi dei prezzi" Sul rapporto con Washington, il ministro osserva: "Con gli Usa dove siamo d'accordo, il dialogo è continuo e strutturato. Poi quando ci sono cose sulle quali non siamo d'accordo, lo diciamo chiaramente. Ma l'America rimane il nostro principale alleato".
17 minuti fa
Leader Hezbollah: "La resistenza è l'unica via per liberare la nostra terra"
Il segretario generale di Hezbollah Naim Qassem ha affermato che contrastare "l'arroganza di Israele" è possibile solo attraverso la resistenza. Qassem, come riportano media internazionali di lingua araba, ha parlato ieri durante la Conferenza dei Martiri della Resistenza in occasione del 55° anniversario della fondazione dell'Organizzazione Studentesca Imamia in Pakistan: "La resistenza è l'unica via per liberare la terra", ha detto. "Abbiamo messo alla prova questa resistenza in Libano e abbiamo scoperto che libera la terra e il popolo, costringe il nemico israeliano ad andarsene in modo vergognoso e umiliante e restituisce alla causa palestinese la sua vitalità e il suo potenziale". La causa palestinese, ha detto ancora è una "questione centrale" e che "è necessaria la resistenza in tutte le sue forme". Resistenza significa "rifiutare il nemico e combattere quando siamo in grado di combattere, ciascuno secondo la propria posizione e il proprio ruolo". Riguardo alla guerra Usa-Israele contro l'Iran, Qassem ha affermato che "l'attacco mirava a rovesciare il regime, ma ha incontrato delle difficoltà. Anche se ci vorrà molto tempo, l'Iran ha vinto, e anche se per noi ci vorranno giorni o mesi, saremo vittoriosi perché siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni e abbiamo impedito loro di raggiungere i propri obiettivi".
06:40
Ambasciata Usa In Israele: "Americani alzino livello vigilanza dopo i raid Houthi"
L'ambasciata americana a Gerusalemme ha diramato un'allerta ai cittadini Usa in Israele in seguito agli attacchi degli Houthi in Arabia Saudita. Nella nota viene chiesto agli americani di "mantenere un livello di vigilanza più elevato e di tenere conto di possibili cancellazioni di voli, chiusure dello spazio aereo e disagi nei viaggi".
06:25
Le autorità sanitarie a Gaza: "4 persone uccise da Israele, tra cui una bambina"
Il ministero della Salute di Gaza ha annunciato oggi che Israele ha ucciso almeno quattro persone nell'enclave palestinese, tra cui una bambina di 10 anni e il figlio di un alto funzionario. In un comunicato, il ministero - che opera sotto l'autorità di Hamas - aggiunge che la bambina "è deceduta per le ferite riportate in seguito a colpi d'arma da fuoco israeliani esplosi in mattinata a nord del campo di Nusseirat, nel centro della Striscia di Gaza". Un attacco aereo ha inoltre ucciso Baseer al-Bursh, figlio di Munir al-Bursh (direttore generale del ministero della Salute di Gaza), in un campo per sfollati a Jabalia, nel nord della Striscia, secondo la stessa fonte. Intervenendo ai funerali del figlio, Munir al-Bursh ha denunciato "il perdurare dei crimini" di Israele, stando a una nota del ministero. Altri due palestinesi sono rimasti uccisi e diversi feriti in due attacchi distinti nei pressi di Gaza City, secondo quanto riferito dall'ospedale Al-Shifa e dalla protezione civile (che opera sotto l'autorità di Hamas). Interpellato dall'Afp, l'esercito israeliano non ha rilasciato dichiarazioni immediate.
06:24
Trump anticipa il rientro da Camp David
Donald Trump ha anticipato il suo rientro da Camp David e arriverà questa sera alla Casa Bianca, attorno alle 2 ora italiana, invece che nella serata di oggi. Lo riferisce il pool di giornalisti al seguito del presidente americano.
06:24
Ed Sheeran parla per la prima volta di Gaza: "La situazione è ingiustificabile"
Dopo le polemiche dei giorni scorsi, Ed Sheeran ha parlato per la prima volta di Gaza. "La situazione è ingiustificabile", ha detto la popstar britannica sul palco di Philadelphia dopo la bufera scatenata dall'esclusione del rapper Macklemore dal suo tour, in seguito ad alcune dichiarazioni pro-Palestina. Prima di questa dichiarazione, Sheeran aveva cercato di placare le polemiche con un messaggio pubblicato su Instagram sostenendo di "non voler trasformare il proprio lavoro in una piattaforma politica". "Non sono complice. Ho le mie opinioni personali su questo conflitto devastante".
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