Semestre filtro medicina 2025: 62mila iscritti, quasi 39mila esclusi

2026/08/31

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Medicina, riparte il semestre filtro: oltre 62mila studenti iscritti. Ma quasi due su 3 resteranno fuori dalle università statali

Il nuovo anno accademico è pronto a iniziare per gli oltre 62mila studenti iscritti a Medicina, Odontoiatria e Veterinaria. Il primo settembre, infatti, prende il via il famigerato semestre filtro aperto. Per il secondo anno, il tanto criticato modello di accesso voluto dalla ministra dell’Università, Anna Maria Bernini, costringerà decine di migliaia di famiglie in un limbo lungo sei mesi, per poi tagliare fuori più di un iscritto su due. La misura, infatti, nonostante gli annunci, non ha eliminato il numero chiuso, né tantomeno lo sbarramento o il test a crocette. La selezione non è stata affatto eliminata. È stata semplicemente spostata dopo alcuni mesi di frequenza, tra didattica a distanza, aule sovraffollate e ansia. Alla fine di questo periodo di lezioni, quasi 39mila studenti dovranno ripensare, a metà anno, il loro futuro. Mentre chi otterrà un posto dovrà organizzare in fretta e furia un trasferimento nella sede a cui verrà assegnato.

Sui 30.225 posti annunciati dal ministero, infatti, sono 23.495 quelli riservati agli atenei statali. Gli altri 6.730 sono dedicati alle università private, nelle quali si continua a sostenere un test di ammissione autonomo. Questo significa che, dei 62.200 studenti che seguiranno i corsi del semestre filtro nel pubblico (di cui oltre 52.300 a Medicina, 4.300 a Odontoiatria e 5.550 a Veterinaria), quasi 39mila verranno esclusi a gennaio.

In linea con quanto desiderato dal governo, rispetto allo scorso anno accademico l’offerta formativa aumenta in assoluto di oltre 3mila posti, tra statali e private. Nello specifico sono 27.001 i posti per Medicina, 1.825 per Odontoiatria e 1.399 per Veterinaria. Un incremento criticato duramente dalle associazioni di categoria, secondo le quali un aumento eccessivo avrà come risultato quello di creare in futuro una pletora medica. Secondo le stime dei sindacati, infatti, a partire dal 2032 saranno decine di migliaia i medici in esubero rispetto al fabbisogno del Servizio sanitario nazionale. I nuovi iscritti saranno pronti solo tra dieci anni e non andranno a risolvere la drammatica carenza di personale che affligge oggi determinate specializzazioni, come l’emergenza-urgenza.

Con qualche limatura, il programma è lo stesso dello scorso anno. Gli studenti potranno iscriversi liberamente e frequentare il primo semestre, seguendo i tre insegnamenti comuni di Chimica, Fisica e Biologia, per un totale di 18 crediti formativi universitari. Le attività didattiche prenderanno il via il primo settembre e si concluderanno almeno dieci giorni prima del primo appello d’esame, in programma il 10 dicembre. Il secondo appello si terrà l’11 gennaio 2027.

Rispetto all’anno scorso, entrambe le date degli appelli sono state posticipate, per ampliare il periodo dedicato alle lezioni. Sulla base dei risultati conseguiti sarà predisposta una graduatoria nazionale che consentirà l’immatricolazione definitiva ai corsi di laurea nelle sedi indicate dagli studenti al momento dell’iscrizione. È a quel punto che, nel pieno dell’anno accademico, le famiglie dovranno attrezzarsi per permettere ai ragazzi di frequentare il secondo semestre. Magari in un’altra città, a centinaia di chilometri da casa, dovendo trovare in poche settimane una stanza o un appartamento in un mercato degli affitti già segnato da prezzi elevati e da una cronica carenza di alloggi per studenti.

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