TRENTO - La Procura di Trento ha aperto un fascicolo per omicidio colposo in merito alla morte di Mattia Maestri, il ragazzino di Coredo di 13 anni deceduto domenica dopo aver trascorso nove anni in stato vegetativo a causa dell'ingestione di formaggio a latte crudo contaminato da Escherichia coli. Il pubblico ministero Giorgio Bocciarelli ha disposto anche l'esecuzione dell'autopsia, riporta Rai Tgr Trento.
La sentenza e il risarcimento
Lo scorso anno la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a carico dell'ex presidente del caseificio sociale di Coredo, Lorenzo Biasi, e al casaro, Gianluca Fornasari, per lesioni gravissime causate a Mattia Maestri. Alla decisione della Cassazione si era arrivati dopo una sentenza di primo grado, del dicembre 2023, che stabiliva una pena pecuniaria di 2.478 euro, poi integrata in Appello, nel luglio dello scorso anno, con una provvisione da un milione di euro alla famiglia (600mila per il bambino e 200mila a ciascun genitore). «La sentenza è della Cassazione è importate non per i soldi, di cui non mi è mai importato alcunché, ma perché ha accertato il comportamento criminale ed ha dimostrato che non sono bastate le lettere di minaccia e i proiettili fatti trovare dai testimoni per evitare che la giustizia facesse il suo corso. Ora, con tre gradi di giudizio, la politica deve togliere il marchio di qualità al caseificio di Coredo», aveva aggiunto il papà di Mattia, Giovanni Battista Maestri.
La sentenza della Suprema Corte, che ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi della difesa, rappresenta un primo caso in Italia per quanto riguarda i rischi rappresentati da prodotti alimentari industriali. «Se le persone conoscessero la pericolosità dei prodotti a latte crudo, lo eviterebbero. Lo dico da anni: serve un'etichetta apposita che informi sui rischi per bambini fino a dieci anni, persone vulnerabili e anziani (come accade in altri Paesi europei)», le parole di Maestri.
Cos'è l'Escherichia Coli
L'Escherichia coli è un batterio di comune riscontro nell'intestino umano, ma anche in quello di diversi altri animali a sangue caldo (omeotermi). Il microrganismo si concentra, in particolare, nel colon, quindi nell'intestino crasso, dove rappresenta uno dei microrganismi più numerosi. Nonostante la maggior parte dei ceppi di E. coli siano innocui, ne esistono tuttavia alcuni che mettono a rischio la salute umana causando disturbi di diversa gravità – crampi addominali, vomito, diarrea con sangue.
Come ci si infetta
L'infezione da Escherichia coli, che può provenire da acqua o cibo contaminati – soprattutto da alimenti come frutta e verdura, che vengono spesso consumati crudi, ma anche da latte non pastorizzato e carne non cotta – può risultare molto pericolosa soprattutto per i bambini piccoli e gli anziani, che possono sviluppare una forma di insufficienza renale pericolosa per la vita chiamata sindrome emolitico uremica. L'E. coli è sensibile al calore: la cottura dei cibi permette quindi di neutralizzarlo.
I sintomi
Le spie d'allarme riconducibili a un infezione da Escherichia Coli sono diverse. Anzitutto, il batterio può causare dolore addominale, ma non solo; un altro sintomo è infatti quello legato alla diarrea, che può perfino essere legata a una perdita di sangue a seconda del punto infetto. Oltre a questi, anche nausea e vomito, e la febbre nella prima fase. Solitamente, i sintomi compaiono da 12 ore fino a qualche giorno dopo l'infezione.
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