Mattarella: “La scuola è aperta a tutti” e contro i ghetti. Il giorno dopo il tetto agli studenti stranieri annunciato da Meloni

2026/09/21

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Le parole del Capo dello Stato

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha aperto l’anno scolastico citando l’articolo 34 della Costituzione e parlando di integrazione: “La scuola è aperta a tutti. Deve includere, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell’incomunicabilità. La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati”.

Il capo dello Stato ha parlato ad Amatrice, all’Istituto Omnicomprensivo “Sergio Marchionne”, durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno scolastico 2026/2027, nel decimo anniversario del terremoto.

Il giorno dopo l’annuncio di Meloni

Le parole di Mattarella arrivano all’indomani dell’intervento di Giorgia Meloni a Fenix, la festa di Gioventù nazionale. La presidente del Consiglio aveva annunciato un provvedimento in arrivo in Consiglio dei ministri con un numero massimo di studenti stranieri per classe, l’obbligo per i genitori con figli in grave difficoltà di inserimento di imparare l’italiano e il divieto di burqa e niqab a scuola. Nel suo discorso il presidente non ha (ovviamente) fatto riferimento al provvedimento.

“La nostra libertà è autentica se la libertà esiste per tutti”

Agli studenti Mattarella ha chiesto di prendere la parola: “Gli studenti non sono semplici utenti della scuola. La società ha bisogno della loro voce. Ragazze e ragazzi, rendetevi ancora più protagonisti della vita scolastica, con la vostra consapevolezza, con il vostro impegno. Conoscenza e studio sono importanti per la vita. Non un sapere astratto o soltanto astratto, teorico. Ma un sapere che si unisce all’amicizia, alla premura per chi ci sta accanto, alla responsabilità verso gli altri. Questa è la strada della libertà. La nostra libertà è autentica se la libertà esiste per tutti. Dobbiamo essere padroni dei nostri tempi”.

L’isolamento dei ragazzi iperconnessi

Un passaggio è stato dedicato al disagio giovanile: “Oggi tutto ciò che accade ci sembra vicino. Siamo inondati di parole e immagini che provengono da ogni dove. Il paradosso è che nel mezzo di tante comunicazioni incessanti si può soffrire di isolamento e di abbandono. La scuola deve includere, recuperare, ricostruire. I nostri bambini, i nostri studenti sono avanti a noi per tante cose, ma sappiamo che hanno bisogno di trovare fiducia, che il disagio può nascondersi nei loro comportamenti. Può nascondersi persino ai genitori”.

Lentezza e memoria, la citazione di Kundera

Sui tempi dell’apprendimento il presidente ha citato Milan Kundera: “‘C’è un legame stretto tra lentezza e memoria, tra velocità e oblio’. Ciò che si acquisisce senza la fretta di correre resta impresso nella memoria di una persona, ciò che si prende in velocità, spesso distrattamente, viene facilmente dimenticato. La rapidità sembra diventata una condizione esistenziale della vita. La scuola deve invece restare uno spazio di equilibrio dove si mira non alla lentezza ma alla solidità e, quindi, a uno sviluppo integrale della persona”.

Poi il saluto finale: “Care ragazze e cari ragazzi, vi viene detto spesso che siete voi il futuro. Lo siete già oggi. Dovete, allo stesso tempo, voi costruirlo e abitarlo. Buona scuola a tutti!”.

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