Mascalzone Latino, dal “bronx” alla ribalta per i ragazzi di Caivano: «Qui riscatto possibile»

2026/09/10

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L'America's Cup non è soltanto una regata. Tra gli obiettivi della sua legacy c'è anche quello di lasciare sul territorio un'eredità sociale, avvicinando alla vela chi il mare lo vive quotidianamente e soprattutto chi, invece, dal mare è lontano. Esperienze diverse ma con lo stesso punto di partenza: lo sport come opportunità. Da una parte Caivano, con la carica dei 300 bambini che potranno assistere alle preregate dal mare a bordo degli RS21 della Federazione. Dall'altra la Scuola Vela Mascalzone Latino, dove da quasi vent'anni il mare è diventato uno strumento di educazione, crescita e inclusione. Due storie che si incontrano nel progetto di Sport e Salute, soggetto attuatore dell'America's Cup 2027 incaricato dal Governo italiano, e Federazione Italiana Vela: portare la vela alle persone e fare in modo che la Coppa sia davvero di tutti.

La rotta 

La prima rotta porta a Caivano. Sono circa 300 i bambini che potranno godere di un posto in prima fila per le preregate dell'America's Cup. Saliranno a bordo degli RS21, le imbarcazioni della Federazione acquistate in occasione delle Universiadi, per raggiungere dalla Rotonda Diaz il campo di regata e assistere da vicino allo spettacolo delle barche impegnate nel Golfo di Napoli. È il secondo tempo di un'esperienza cominciata all'inizio di agosto, quando al Parco Sportivo Pino Daniele, durante l'Illumina Camp, oltre 350 bambini hanno potuto avvicinarsi alla vela in una piscina. Gli Optimist hanno navigato sull'acqua mentre i maxiventilatori gonfiavano le vele. Per qualche ora il mare è arrivato dove il mare non c'è, trasformando una piscina in una piccola palestra di vela e permettendo ai ragazzi di conoscere uno sport che, per molti di loro, sarebbe rimasto lontano. Ora il percorso si sposta in mare.

Il progetto prevede l'utilizzo di otto RS21, imbarcazioni capaci di ospitare un istruttore e cinque-sei ragazzi. Con circa 50 bambini al giorno si punta a coinvolgerne 300, ma il numero potrebbe essere anche superiore. A fare da raccordo è la V zona della Federazione Italiana Vela, l'equivalente del Comitato regionale della Campania, presieduta da Pasquale Orofino. Caivano diventa quindi un simbolo. Prima il mare portato nella piscina del Parco Pino Daniele, poi i bambini portati nel mare vero. Prima la curiosità, poi l'esperienza. È il passaggio che trasforma un'iniziativa in un percorso: non soltanto vedere la Coppa, ma avere la possibilità di avvicinarsi a quello sport.

La scuola 

Ma la vela sociale a Napoli ha una storia che precede l'America's Cup e che oggi può diventare parte della sua eredità. È quella della Scuola Vela Mascalzone Latino, nata nel 2007 da un'idea di Vincenzo Onorato, fondatore e presidente della scuola. Qui ragazzi a partire dai sei anni, molti dei quali provenienti da contesti di disagio economico e sociale, imparano ad andare in barca. La lezione, però, non è soltanto quella di governare una vela. In barca si impara a stare insieme, a rispettare le regole, ad assumersi responsabilità, ad affrontare le difficoltà. Si impara che ogni componente dell'equipaggio ha un compito e che il risultato dipende dalla capacità di collaborare. Si impara a conoscere il vento, a correggere la rotta, a prendere decisioni. E, attraverso la barca, a governare anche la propria rotta. È il valore dello sport quando diventa educazione.

La disciplina 

La vela offre un ambiente nel quale disciplina e autonomia si trasformano in esperienze concrete. Il vento non si può comandare, ma si può imparare a interpretarlo. La rotta può cambiare, ma bisogna sapere come correggerla. La difficoltà non significa necessariamente fermarsi: significa trovare il modo per affrontarla. È una filosofia che oggi l'America's Cup può contribuire a portare su una scala più ampia. L'accessibilità alla vela e la vela per tutti sono infatti tra gli obiettivi della legacy del Governo italiano legata all'evento. A maggio, a Cagliari, Sport e Salute e Federazione Italiana Vela hanno firmato un protocollo d'intesa per avvicinare sempre più giovani, scuole e famiglie alla cultura del mare. La sfida della legacy è allora fare in modo che l'America's Cup non si esaurisca nell'ultima regata. Le strutture, l'organizzazione, l'attenzione internazionale sono una parte dell'eredità. L'altra, forse quella più difficile da misurare, riguarda le persone. I bambini che scoprono la vela, i ragazzi che imparano a stare su una barca, le famiglie che si avvicinano al mare, le scuole e le realtà sociali che possono utilizzare lo sport come strumento educativo. Ma anche come strumento di prevenzione in grado di appassionare i ragazzi e tenerli lontani dalla strada, dai vizi e da percorsi di vita destinati a un futuro molto poco rassicurante.

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