Manovra 2027, si studiano le possibili coperture: le ipotesi

2026/10/10

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Introduzione

Il governo potrebbe chiedere a banche e compagnie assicurative un apporto di almeno 5 miliardi di euro per finanziare la prossima legge di bilancio. A rilanciare l'ipotesi è stato il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, secondo cui l'obiettivo iniziale di 2-3 miliardi potrebbe essere rivisto al rialzo. Il leader della Lega ha parlato di un contributo “volontario, gioioso e spontaneo”, escludendo l'introduzione di una nuova imposta. L'intenzione, ha spiegato, è coinvolgere il settore finanziario nel sostegno alla crescita economica del Paese, inserendo la questione tra i temi da affrontare nella Legge di Bilancio attualmente in cantiere.

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Quello che devi sapere

Le posizioni nella maggioranza

Salvini ha espresso la volontà di raggiungere un'intesa attraverso un dialogo costruttivo con gli istituti, senza ricorrere a un obbligo normativo. A suo giudizio, con profitti attesi dal comparto bancario pari a circa 50 miliardi di euro nell'anno in corso, un versamento di 5 miliardi sarebbe sostenibile. Resta da trovare una posizione condivisa all'interno della maggioranza: il vicepremier auspica un accordo con l'altro omologo Antonio Tajani, leader di Forza Italia, che in passato ha manifestato contrarietà a nuove tasse sulle banche. 

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Le misure allo studio e il confronto politico

Il dossier sugli istituti di credito e sulle assicurazioni è tornato al centro delle discussioni sulle risorse necessarie per la prossima manovra. Secondo le ipotesi circolate dopo gli incontri di inizio settimana al ministero dell'Economia, il nuovo apporto potrebbe inizialmente attestarsi su una cifra più bassa rispetto a quella paventata da Salvini e compresa tra 2 e 3 miliardi di euro. Gli uffici ministeriali stanno valutando diverse soluzioni tecniche, che potrebbero interessare le attività per imposte anticipate (Dta), gli avviamenti, la valutazione degli strumenti finanziari secondo il principio contabile Ifrs 9 e le svalutazioni dei crediti. Tra gli interventi esaminati figurerebbero anche quelli relativi agli avviamenti delle compagnie assicurative.

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I temi al centro del dibattito

Il confronto non riguarda soltanto la definizione delle misure, ma anche la loro natura e la dimensione economica. Da una parte c'è Salvini, favorevole a ottenere un contributo consistente dal settore; dall'altra Tajani, che ha sempre ribadito la propria opposizione a nuovi prelievi fiscali sugli istituti. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha assicurato che il dialogo con gli operatori resta aperto, sulla scia dell'intesa raggiunta lo scorso anno. Il tema degli extraprofitti, spesso al centro del dibattito politico, non sarebbe invece alla base delle ipotesi attualmente considerate.

Tajani: "No imposizioni da regime socialista"

"L'importante è che ci sia sempre il dialogo, che non ci sia un'imposizione da regime socialista. L'importante è parlare, dialogare, come abbiamo sempre fatto. Ha vinto sempre la linea di Forza Italia del dialogo, del confronto, ottenendo grandi risultati", ha dichiarato il vicepremier e leader di Forza Italia, Antonio Tajani, rispondendo a chi gli ricordava che il vicepremier Matteo Salvini ha rilanciato sugli extraprofitti. "Io ho sempre detto che tutti devono dare un contributo. Le banche già hanno dato molto, c'è un accordo triennale. Se ne parlerà, si discuterà, se vorranno dare un altro contributo discutendo ben venga. Questo è il modo: il confronto. Perché quando un governo è aggressivo e risolve i problemi imponendo tasse spaventa i mercati e noi" non vogliamo farlo, "anzi vogliamo coinvolgere, senza nessun astio nei confronti di chi ha di più di noi, ma facendo in modo che nel nostro sistema economico ci sia una collaborazione tra sistema bancario, che è fondamentale per il nostro Paese, sistema assicurativo e anche il mondo imprenditoriale". 

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Patuelli richiama l'accordo da 10,5 miliardi

Il presidente dell'Associazione bancaria italiana (Abi), Antonio Patuelli, ha ricordato che gli istituti di credito e le compagnie assicurative hanno già assunto un impegno economico aggiuntivo da 10,5 miliardi di euro nell'arco di tre anni. La cifra è stata concordata con il governo nel corso dello scorso anno e rappresenta, secondo il presidente dell'associazione, un elemento da considerare nel dibattito su eventuali ulteriori richieste al comparto. Patuelli ha inoltre richiamato anche il principio di contribuzione previsto dall'articolo 53 della Costituzione. L'intesa triennale, ha osservato, comporta per le banche un'esposizione a ulteriori oneri anche nel caso in cui le condizioni economiche dovessero peggiorare. Il riferimento è al rischio che una nuova fase di crisi possa rendere più gravoso il peso degli impegni già assunti, proprio mentre il settore è chiamato a confrontarsi con le richieste di ulteriori risorse per la finanza pubblica.

La ricerca per le aziende energetiche

La ricerca di nuove entrate potrebbe non riguardare solo le banche ma estendersi anche alle aziende energetiche, ma in questo caso il confronto si intreccia con quello sulle misure per contenere il costo dei carburanti. Il presidente di Unem, Gianni Murano, ha avvertito che sottrarre risorse agli investimenti del comparto rischierebbe di produrre conseguenze negative negli anni successivi. I margini per definire un'intesa sono comunque ridotti, considerata la scadenza ravvicinata degli appuntamenti istituzionali.

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Scadenze ravvicinate per la Legge di bilancio

La maggioranza potrebbe riunirsi già lunedì per trovare una sintesi sulle coperture finanziarie. Martedì 13 ottobre, dopo il voto parlamentare sullo scostamento dalla clausola di salvaguardia, il Consiglio dei ministri dovrebbe esaminare il Documento programmatico di bilancio (Dpb), destinato a Bruxelles e contenente le principali misure previste per il prossimo anno. Per includere nel quadro finanziario le risorse provenienti da banche e assicurazioni, le decisioni dovranno quindi essere definite in tempo utile. La manovra dovrà finanziare una serie di interventi, tra cui gli eventuali tagli all'Irpef, il rinnovo delle agevolazioni legate alla flat tax, gli sgravi fiscali per i giovani e il rifinanziamento del fondo sanitario. Al momento, tuttavia, le disponibilità sono limitate. In assenza di nuove decisioni a livello europeo, i conti pubblici programmatici risultano infatti allineati al percorso concordato con l'Ue per la spesa primaria netta. Questo significa che ulteriori provvedimenti dovranno essere accompagnati da entrate aggiuntive o da riduzioni di altre voci di spesa. 

La ricerca di flessibilità a livello europeo

Nel frattempo, prosegue a Bruxelles il confronto sulla possibilità di applicare con maggiore flessibilità le regole fiscali europee. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha riferito che la proposta italiana è stata ampiamente discussa durante l'Eurogruppo, che ha dato il via libera alla flessibilità per le spese legate all'energia e alla difesa. Le decisioni operative, tuttavia, sono attese dopo le prossime riunioni dei ministri finanziari europei, previste per il 9 e 10 novembre. Anche la manovra dello scorso anno era stata costruita prevedendo coperture integrali per il primo esercizio. In quel caso, tra le risorse utilizzate figuravano i primi 4,4 miliardi di euro dei 10,5 miliardi complessivi concordati con banche e assicurazioni per il triennio. Un precedente che torna al centro del confronto mentre il governo valuta come finanziare i nuovi interventi.

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Comuni e sanità chiedono nuovi finanziamenti

Mentre il governo individua le possibili fonti di copertura, aumentano le richieste di risorse da parte degli enti pubblici. Il presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci), Gaetano Manfredi, ha sollecitato un finanziamento aggiuntivo da un miliardo di euro per sostenere diverse esigenze delle amministrazioni locali. Tra queste figurano l'assistenza ai minori stranieri non accompagnati, i servizi destinati agli studenti con disabilità, il pagamento delle bollette e un piano di assunzioni che prevede l'ingresso di 12mila agenti di polizia locale. Anche il comparto sanitario ha segnalato la necessità di maggiori stanziamenti. Nei giorni scorsi, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha indicato in 5,5 miliardi di euro le risorse aggiuntive considerate indispensabili per il settore. Le richieste dei Comuni e della sanità si aggiungono così agli interventi che il governo intende finanziare con la prossima legge di bilancio, rendendo ancora più centrale la definizione delle coperture.

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