A nove mesi dalla tragedia, nel giallo della ricina di Pietracatella emergono nuovi elementi sui quali si starebbero concentrando gli accertamenti. Al centro dell'attenzione ci sarebbero ora una borraccia con un liquido trasparente e residui solidi e un piccolo contenitore con una sostanza granulare scura. Due oggetti prelevati nelle abitazioni della famiglia e finiti nel materiale sottoposto ad analisi.
Il mistero riguarda la morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15, decedute alla fine dello scorso dicembre dopo essere state intossicate dalla ricina, un potente veleno ricavato dalla pianta del ricino. Madre e figlia si erano sentite male dopo uno o più pasti consumati in famiglia. Da allora gli investigatori cercano di ricostruire come la sostanza sia entrata in contatto con le vittime e soprattutto attraverso quale alimento, bevanda o altro possibile veicolo.
La borraccia e il contenitore con i granuli scuri
A rivelare i nuovi dettagli è stata Ore 14 Sera, la trasmissione condotta da Salvo Sottile su Rai 2. Secondo quanto riferito nel programma, gli accertamenti del Robert Koch Institute di Berlino, impegnato nell'analisi di diversi campioni, si starebbero concentrando anche su due reperti.
Il primo è una borraccia che, secondo la descrizione riportata dalla trasmissione, conterrebbe «un liquido trasparente inodore con evidenti residui solidi». Il secondo è invece un contenitore di piccole dimensioni con all'interno una sostanza granulare di colore scuro. Nel recipiente sarebbe stato trovato anche un foglio di carta tipo scottex con materiale dall'aspetto analogo. Elementi che acquistano particolare interesse proprio perché uno dei punti ancora da chiarire è come sia avvenuta l'intossicazione da ricina. Al momento, tuttavia, non è stato stabilito che le sostanze presenti nei due oggetti siano ricina né che abbiano avuto un ruolo nella morte di Antonella e Sara. I due reperti provengono da luoghi diversi: uno sarebbe stato prelevato nella sala principale dell'abitazione di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, l'altro al piano inferiore, nella casa della madre dell'uomo.
La foto mostrata a Ore 14 Sera
Nel corso di Ore 14 Sera è stata mostrata anche una fotografia di Gianni Di Vita durante un'occasione conviviale alla quale partecipavano diverse persone. Accanto a lui compaiono la cugina Laura, che secondo quanto riferito dalla trasmissione lo ospita dallo scorso Natale, e Monia, indicata come un'amica di lunga data.

Presente nella foto anche il sindaco di Pietracatella Antonio Tomassone che, intervistato dall’inviato della trasmissione, ha riferito di poter “mettere una mano sul fuoco” rispetto alla sua innocenza ma di non essere a conoscenza di eventuali relazioni sentimentali al di fuori della famiglia. Nel programma è stata avanzata l'ipotesi che l'assenza di Antonella dalla fotografia possa essere letta nel quadro di una possibile crisi familiare.
Si tratta, però, di un'ipotesi proposta durante la trasmissione e non di un elemento che, da solo, consenta di ricostruire i rapporti all'interno della coppia.Nella stessa foto compare anche Antonio Tomassone, sindaco di Pietracatella. Intervistato dall'inviato di Ore 14 Sera, il primo cittadino ha espresso la propria convinzione sull'estraneità di Gianni Di Vita alla vicenda, affermando di poter «mettere una mano sul fuoco» sulla sua innocenza. Tomassone ha inoltre spiegato di non essere a conoscenza di eventuali relazioni sentimentali al di fuori della famiglia.
Cosa cercano gli investigatori
Il nodo centrale resta dunque quello dell'origine e del possibile veicolo della ricina. Gli esami sui campioni devono aiutare a ricostruire dove fosse presente il veleno e in che modo Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita siano state esposte alla sostanza.
La borraccia e il piccolo contenitore rappresentano adesso due degli elementi sottoposti all'attenzione degli esperti. Saranno però gli accertamenti scientifici a stabilire se possano davvero fornire una risposta al mistero che, dallo scorso dicembre, circonda la morte di mamma e figlia.
Ultimo aggiornamento: venerdì 25 settembre 2026, 13:47
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