Maiorino, da L’amica geniale alla scuola militare di Minerva - Tv - Ansa.it

2026/09/20

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C'è più di un motivo per attendere con curiosità la nuova serie Minerva - La Scuola che esce su Netflix il 22 settembre dopo il successo nell'anteprima tra i ragazzi al festival di Giffoni a fine luglio. In primis la superba ambientazione nella reggia di Portici che assieme a Villa Campolieto (per i sotterranei) ha incarnato il liceo militare dove si svolge questo teen drama dai risvolti gialli.
    In secondo luogo un attore poliedrico come Massimiliano Gallo, che - dopo tanto teatro, film di successo come Mine vaganti, È stata la mano di Dio e Filumena Marturano, fiction acclamatissime come Vincenzo Malinconico e Imma Tataranni - si cala nei panni difficili di Achille Giordano, generale "durissimo" ma "con delle enormi crepe nascoste" come ha detto lui stesso. E poi, assieme a Cristina Capotondi che dà il volto a una prof anticonformista e ai molti giovani e promettenti attori e attrici che intepretano gli allievi aspiranti militari, l'altra grande protagonista femminile è Irene Maiorino nei panni della vicecomandante Teresa Bonaiuto. Un momento d'oro quello dell'attrice napoletana, consacrata dal ruolo di Lila ne L'amica Geniale ma anche acclamata a Venezia per la sua interpretazione di Grazia Deledda nel film Quasi Grazia e convincente nel ruolo chiave di Nadia Marzano nella miniserie Portobello di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora. "Sono molto emozionata e in attesa per Minerva - racconta in un'intervista all'ANSA - perché ogni volta è diverso, sto lavorando fortunatamente con progetti molto differenti, dall'autoriale a qualcosa di anche più pop, come in questo caso, che guarda a un pubblico molto più giovane, dal cinema alle piattaforme e anche al teatro, a cui sto lavorando adesso.
    Insomma, è sempre il pubblico poi che fa la differenza, per cui aspetto di vedere quale sarà la reazione ma sono molto fiduciosa perché dove l'abbiamo presentata è già andata molto bene".
    Ma cosa c'è di Irene nella donna d'armi Bonaiuto oppure qualche riflesso dell'esperienza avuta con il personaggio di Lila? "Faccio sempre un lavoro di sottrazione rispetto a me stessa, per dare proprio spazio ai personaggi di volta in volta ma non ho dubbi nel dire che con Teresa condivido l'etica, nel mio caso sul lavoro e nel caso suo invece proprio a difesa dei principi per i quali lei comunque decide anche di fare questo determinato tipo di vita. Vedrete poi nell'evolversi anche della storia che lei viene proprio nominata una "giusta", eticamente giusta e farà determinate scelte proprio perché lei non è corruttibile. In questo senso le posso avvicinare Lila, che è comunque un personaggio decisamente diverso, molto più sfaccettato, nonostante la tridimensionalità di Teresa. Però se parliamo di etica, di postura nelle cose, assolutamente sì, Lila si riflette tantissimo nella giustezza di intenti e nel coraggio nel portarli avanti".
    Nella serie secondo Maiorino tra i tanti messaggi della serie c'è ne uno che vorrebbe che arrivasse specialmente ai giovani: "L'importanza di aderire a un desiderio che li porti a trovare se stessi perché quelli sono proprio gli anni di ricerca del sé, per cui lanciarsi nelle avventure, in questo caso l'avventura del liceo militare. Un'altra cosa che spero arrivi è il senso di comunità, l'importanza del gruppo, di fare squadra, che non si vince da soli e che tutti siamo autentici e valorosi nella nostra unicità, che non c'è mai qualcuno migliore di noi, semmai diverso e l'unione di queste diversità fa la vera forza. In tutto, nella vita, nel lavoro, nelle relazioni".
    Per entrare nella divisa di Teresa Bonaiuto non si è ispirata a qualcuno di preciso "perché ho voluto anche io fare un'esperienza, nel senso che mi sono documentata su quelle che potevano essere le cose principali da non tradire in un sistema, in un linguaggio verbale e fisico per quello che concerne il militare. Poi noi eravamo anche aiutati sul set, avevamo una persona che ci seguiva in questo. C'è stato un momento in cui ho avuto dei flashback di Codice d'onore di Demi Moore, perché mi ricordavo di questa donna, semplice però forte nella sua semplicità che non nascondeva la sua femminilità, che è un aspetto su cui ho voluto lavorare. Non volevo una donna militare che fosse mascolina ma portare una femminilità che non si diminuisce nella divisa".
    In questo mondo in cui si parla di riarmo Maiorino parla anche con sincerità dell'effetto che le ha fatto vedere il mondo militare dall'interno: "Quello in cui mi sento sicura è che, d'accordo con tutti, con la linea editoriale, con il regista innanzitutto, abbiamo fatto un lavoro per cui questo sistema non viene esaltato ma è un pretesto per parlare poi dell'umanità che attraversa questi ragazzi. Non ho mai nascosto le mie titubanze, ma le ho usate, le ho messe a servizio del lavoro, perché comunque io appunto discuto il militare preso in maniera, come dire, come Bibbia, come sistema. E non nascondo appunto che eravamo proprio vicinissimi ai primi eventi su Gaza e io empatizzo molto con questa situazione, per cui per me è stato molto difficile".
    Il "vulcano" Irene Maiorino è solo all'inizio del suo show, sono tanti ruoli in cui la si vedrà prossimamente ma di cui "non si può dare grandi particolari". Il più 'blindato' quello del ruolo ne La Passione di Cristo: Resurrezione (The Resurrection of the Christ) di Mel Gibson e quello che "le manca di più" il teatro. "Ma sono anche molto curiosa - ammette - di vedere un film bulgaro, che ho girato in inglese, in cui sono una scienziata e si parla anche di intelligenza artificiale, che per me è un mondo ancora molto lontano, nonostante in realtà sia vicinissimo, e mi fa anche tanta paura".
    Negli cast degli 8 episodi di Minerva - La Scuola ci sono anche Ciro Minopoli, Biagio Venditti, Margherita Buoncristiani, Beatrice Savignani, Simone Secce, Giulio Brizzi, Nicole Malaj, Alicia Edogamhe, Raiz e Michele Rosiello. Diretta da Ivan Silvestrini, la serie su Netflix è scritta da Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano, Michela Straniero ed è prodotta da Roberto Sessa per Picomedia. 
   

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