(di Mauretta Capuano)
QUINO, MAFALDA. SE FOSSE PER ME,
FAREI LA PACE (SALANI, PP 144, EURO 14.90). "Oggi mi sento una
pacifista in guerra contro chi non vuole la pace" dice Mafalda
con le braccia incrociate e lo sguardo pensieroso. La bambina
creata da Quino parla di pace, diritti umani, disuguaglianza,
anche dal punto di vista dell'istruzione, nelle vignette e
strisce raccolte nel libro ''Se fossi per me, farei la pace' che
torna in libreria per Salani, a cura di Iván Giovannucci,
agente, traduttore e per 35 anni rappresentante di Joaquín S.
Lavado, in arte Quino, morto il 30 settembre 2020.
Pubblicato nel 2004 da Fabbri, uscito dal catalogo ormai da
molti anni, il libro torna in libreria con qualche aggiunta per
un totale di oltre 255 tra strisce e vignette dal 1964 fino al
1973.
Nate in un contesto specifico, in piena tensione della Guerra
Fredda, sembrano realizzate oggi, non invecchiano. "Cambiano i
protagonisti, restano gli stessi vicoli ciechi. Ieri i titoli
parlavano del Vietnam, della corsa agli armamenti, dei muri
ideologici. Oggi parlano di altri scenari e di nuove tecnologie,
ma la domanda essenziale rimane: perché continuiamo a imparare
così poco dai disastri che abbiamo provocato noi stessi in un
passato recente e lontano?" dice il curatore.
"Un giorno ho visto il libro nel mio archivio e ho avuto
l'illuminazione. Questa bambina che dice agli adulti cose che
non vogliono comprendere o esprime concetti che gli adulti non
possono pronunciare, ha molte cose da dire anche oggi" racconta
all'ANSA Giovannucci che è in stretto contatto gli eredi di
Quino che hanno avvallato la proposta di far tornare in libreria
il volume un po' ampliato uscito in Portogallo a febbraio 2026
e in Italia sul finire di questa estate. "Se invece che di
eserciti il mondo fosse
pieno di orchestre sarebbe una meraviglia!" dice Mafalda. "Solo
Quino poteva inventare le orchestre e far dire a una bambina
cose che noi non vogliamo più sentire. Dovremmo dare ascolto ai
bambini" insiste Giovannucci.
"Secondo uno studio compiuto in Inghilterra durante i primi
cinquant'anni di questo secolo ci sono state 117 guerre in cui
sono morti 42 milioni e mezzo di persone" legge Mafalda sul
giornale e commenta: "Guarda un po' la morte... che successo da
best-seller!"
"È di un'attualità inquietante. Le strisce le conosco a
memoria, mentre le mettevo assieme mi sono reso conto che non è
cambiato nulla. Se ne prendiamo una qualsiasi è attuale,
attualissima. In Argentina i giovani 'bevono' Mafalda, crescono
con lei. In Italia si è un po' persa, c'è stato un buco. Poi
l'idea di riprendere un libro con l'argomento pace in un periodo
in cui i ragazzi protestano per il clima, in cui c'è un
sentimento pacifista mi sembrava giusto. Mafalda parla come i
giovani del Fridays for Future, come i ragazzi e le ragazze che
protestano per la Palestina. Dicono le stesse cose di fatto"
racconta Giovannucci. "La mia battaglia in questi anni -
aggiunge - è stata quella di farla conoscere ai più giovani, dai
40 anni in giù è poco nota. Siamo in epoca di manga. Molte volte
la scambiano per la Lucy dei Peanuts".
Quino ha disegnato Mafalda "solo per 10 anni, per un totale di
1920 strisce. Ha deciso lui, all'apice del successo, di
'ammazzare' la sua bambina. Ha voluto smettere con Mafalda
perché le strisce venivano pubblicate tutti i giorni. Lui non
aveva più vita sociale per consegnarle. L'altro motivo, quello
più importante, è che lui non voleva ripetersi. Nelle 1920
strisce di Mafalda infatti non c'è mai una ripetizione. Aveva
grande rispetto per pubblico e lettori".
"Ho passato 35 anni con lui, non era di molte parole. 'Disegno
per non parlare' diceva. Ammiravo di lui la capacità di vedere
il futuro e non solo nelle strisce di Mafalda. Dopodiché ha
avuto al suo fianco una grande donna, Alicia Colombo, che ha
rinunciato alla sua carriera per stargli acanto, per fare la
segretaria del genio. Senza Alicia non ci sarebbe stato Quino".
Ci sono suoi eredi oggi? "Non trovo in nessuno questa genialità
di vedere il futuro. Zerocalcare è bravo ma è il presente. Anche
nel panorama mondiale è così. Uno come lui credo non esista. La
sua carriera è durata 60 anni" sottolinea Giovannucci.
"Quino, con grande maestria - aggiunge - non trasforma mai
Mafalda in una predicatrice. Invece di gridare, domanda. Invece
di accusare, si stupisce".
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