Lula, ET nel mirino: si teme l’effetto No Tav  - L’Unione Sarda.it

2026/08/06

Categories: world-news

Dopo l’attentato

07 agosto 2026 alle 01:27

La Prefettura ha deciso: vigilanza rafforzata sugli obiettivi sensibili legati al progetto di ricerca 

Vigilanza rafforzata agli obiettivi sensibili di tutto il progetto ET, dagli infopoint, alla miniera agli addetti e le ditte collegate, e videosorveglianza. È quanto ha deciso ieri il Comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza convocato in Prefettura a Nuoro dal prefetto Alessandra Nigro, e richiesto dal procuratore generale di Cagliari Luigi Patronaggio, a cui ha partecipato il procuratore di Nuoro, Daniele Rosa. Una prima e immediata risposta che arriva dopo l’attentato incendiario contro le auto dei ricercatori dell’Ingv e i colpi di pistola, cinque, esplosi contro la casa che i due avevano in affitto a Lula. Per ora, ma l’opzione è già stata vagliata dagli organi di pubblica sicurezza, non sarà predisposto un presidio fisso aggiuntivo delle forze dell’ordine nella miniere di Sos Enattos, in stile No Tav.

Le indagini

L’indagine ai piedi del Montalbo corre su due binari paralleli e che per ora non si sono ancora incrociati. Ma non è escluso che lo faranno. Da una parte c’è il fascicolo aperto tre anni fa con l’ipotesi di Terrorismo, dopo la bomba inesplosa trova a Sos Enattos. Fascicolo che per competenza è seguito dalla Direzione distrettuale antimafia di Cagliari, sui cui lavorano con il massimo riserbo i carabinieri del Ros. Dall’altro, c’è il fascicolo più recente, quello aperto dalla Procura di Nuoro all’indomani dell’incendio che sabato ha distrutto le auto di Carlo Giunchi e la compagna, Spina Cianetti, ricercatori dell’Ingv, dove l’ipotesi di reato è quella di danneggiamento, e che segue in prima persona il procuratore capo dell’ufficio requirente barbaricino, Daniele Rosa. In questo caso operano i militari del reparto Investigativo del comando Provinciale di Nuoro, con gli uomini della compagnia di Bitti. E sulle indagini, l’idea che si sono fatti gli investigatori è quella che chi ha agito quasi certamente non era da solo. Si attendono risposte dai bossoli raccolti dopo i cinque colpi di pistola esplosa contro la casa, ora all’esame dei Ris di Cagliari.

Il mondo accademico

Continuano, anche a Consiglio straordinario finito, ad arrivare messaggi di solidarietà ai ricercatori dell’Ingv vittime dell’attentato che la notte fra l’1 e il 2 agosto ha mandato in fiamme le loro auto, alla comunità lulese e al sindaco. Anche il mondo scientifico solidarizza con i ricercatori e con l’amministrazione. La scelta di Lula «è la migliore possibile per il valore scientifico e per il benessere economico che porterà ai territori», ha detto ieri al Tg1 la ministra della Ricerca Anna Maria Bernini. «Il Governo e la Regione hanno già stanziato tutti i fondi necessari. Quindi, non sarà un gesto isolato a mettere in discussione tutto questo».

Sebastiano Mannia, antropologo esperto in discipline demoetnoantropologiche e docente all’Università di Palermo, lulese, da poco è stato nominato nel comitato scientifico dell’Isre. «Lula – osserva Mannia – è l’epicentro dell’Et e vede coinvolte le istituzioni e un territorio ben più ampio e quello che vorrei fare, oltre a esprimere solidarietà ai miei colleghi, per un fatto che mi ha profondamente turbato, è esprimere un auspicio affinché le istituzioni prendano in considerazione la necessità di mettere in connessione ET con i soggetti che lo supportano, far dialogare la politica, le istituzioni scientifiche, badando agli aspetti sociali che spesso vengono tralasciati. L'episodio di Lula non è figlio di un problema di ET ma di un problema sociale. Lula deve recuperare una parte della sua storia che è quella che l’ha vista protagonista negli anni 70, far dialogare le diverse figure affinché – conclude il docente universitario – non si ripetano gli errori del passato»

Le reazioni politiche

Chiaro il messaggio di Emiliano Fenu, sindaco di Nuoro: «Ho trovato una comunità appassionata e interessata, che fa i conti con il proprio passato pur guardando con prudenza al futuro in una terra che soffre una epocale crisi demografica e dove un progetto come ET può anche spaventare per la capacità di rivoluzionare l’intera Isola». Per Daniela Falconi presidente Anci, fra le immagini che restano più delle parole c’è quella di una comunità che ha reagito nel modo migliore, discutendo con dignità e ascoltando con unità e forza delle istituzioni.

Maria Luisa Ariu, segretaria provinciale della Cisl, si sente lulese tanto che ha voluto l’apertura di un ufficio, e quattro anni fa, proprio a Lula, dove oggi c’è l'ufficio informazioni di ET ha riunito «i quadri della Cisl Sarda affinché capissero quali potenzialità esistevano in questo paese e da quel momento - continua - seguo con attenzione il progetto».

La studentessa

Auspica invece di poter un giorno far parte del team di ricercatori coinvolti nel progetto ET Teresa Lai la giovane studentessa di geologia di 23 anni che ieri sul finire del consiglio straordinario è intervenuta per condannare l’atto vile contro gli scienziati dell’Ingv: «A queste persone non interessa nemmeno informarsi, e bisognerebbe dire la cruda verità che ci sono persone legate ancora a valori di anarchia e omertà. A loro dico: spero che un giorno i vostri figli vi chiedano di iscriversi all’università in Geologia e che voi vi mordiate le mani per quello che avete fatto o pensato».

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