VEDELAGO - La polenta Molino di Ferro, quella che negli anni è entrata nelle case e sulle tavole di tantissime famiglie diventando uno dei prodotti più conosciuti dell’azienda di Fanzolo, ha perso il suo fondatore. Dietro quel nome e quella lunga storia legata al mais c’era Luigi Marconato, che raccogliendo il mestiere tramandato da generazioni nella sua famiglia seppe trasformarlo in un progetto capace di crescere, innovare e andare ben oltre i confini della Marca. Marconato è morto venerdì all’età di 93 anni, nella sua abitazione di Castelfranco. Fondatore di Molino di Ferro, lascia ai figli Fabio e Paola, oggi alla guida dell’azienda, non soltanto ciò che ha costruito in una vita di lavoro, ma soprattutto un’eredità fatta di valori, rapporti umani e fiducia nelle persone. «Lo ricordiamo come una persona buona e di grande spirito – raccontano i figli –. Non c’è persona che lo abbia conosciuto che non ricordi le sue battute e quelle sue perle di saggezza che riusciva sempre a regalare con ironia». Un tratto che lo aveva accompagnato anche nel lavoro, insieme a una capacità, sottolineano Fabio e Paola, di credere nelle persone e di sostenerle. «Ha sempre dato fiducia e, quando poteva, non ha mai fatto mancare il suo aiuto».
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La tradizione
La storia di Luigi Marconato affonda però le proprie radici ancora più indietro. Quella dei Marconato è una famiglia di mugnai da generazioni, legata a un antico molino a pietra sulle Brentelle, nella campagna vedelaghese. Il padre Giuseppe produceva farina scegliendo la materia prima e i prodotti del territorio e già nel 1926 la qualità del prodotto di famiglia aveva ottenuto un riconoscimento all’esposizione di Montecatini. Luigi raccolse quel patrimonio di conoscenze e lo fece crescere, coniugando la tradizione con una curiosità e una capacità di innovare che sarebbero diventate una delle caratteristiche di Molino di Ferro.
Nel 1979 prese forma l'azienda che negli anni avrebbe legato il proprio nome prima alle farine e alla polenta e successivamente a una nuova intuizione: realizzare prodotti di autentica bontà e alta qualità garantiti senza glutine, capaci quindi di rispondere alle esigenze di chi il glutine non può o non vuole consumarlo, ma pensati per essere apprezzati da tutti. Una strada intrapresa quando il senza glutine era ancora un settore poco conosciuto. Negli anni Novanta Luigi Marconato lavorò alla possibilità di ottenere dal mais una pasta che mantenesse consistenza e qualità anche in assenza di glutine. Nel 1994 depositò un brevetto per una pasta alimentare, assegnato a Molino di Ferro. Da quella ricerca sarebbe nata la pasta di mais e, successivamente, Le Veneziane, il marchio che avrebbe portato i prodotti dell'azienda sulle tavole di tutta Italia e anche all'estero. Un percorso cresciuto negli anni senza perdere quel legame con le origini e quella cura per il prodotto che Luigi Marconato aveva ereditato dalla sua famiglia e che aveva voluto conservare.
Accanto a lui, nel tempo, anche tanti professionisti diventati amici, persone con le quali condivise idee e progetti e che contribuirono alla crescita dell'azienda. Ma la vita di Marconato non è stata soltanto famiglia e lavoro.
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Le passioni
Da giovane aveva una grande passione per il pugilato, disciplina che aveva anche praticato, mentre negli anni non aveva mai smesso di guardare con attenzione allo sport del territorio. In particolare aveva sostenuto il ciclismo e diverse associazioni sportive e sociali, convinto da sempre dell’importanza dei valori che queste attività portano con sé. Una passione che gli aveva permesso di stringere nel tempo moltissime amicizie. Ed è proprio la dimensione umana quella che oggi la famiglia vuole mettere al centro del suo ricordo.
«Ci lascia il valore del suo esempio, la forza delle sue radici e tutto ciò che con amore ha saputo costruire», sono le parole scelte per salutarlo. Luigi Marconato lascia i figli Fabio e Paola, la nuora Phyllis, il genero Girolamo, i nipoti Antonio, Federica, Luca e Annalisa, la compagna Maria e il fratello Rino. Aveva inoltre avuto la gioia di diventare bisnonno grazie alla nipote Federica, con la nascita della piccola Clara. L’ultimo saluto a Luigi Marconato sarà mercoledì alle 15.30 nella chiesa parrocchiale di Santa Maria della Pieve a Castelfranco.
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