«Lucisano l’ultimo leone del cinema, con lui finisce un’epoca. Mi chiese di dirigere “Notte prima degli esami”». Il ricordo di Fausto Brizzi

2026/08/19

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Per chi lavora nel mondo dello spettacolo non c’è mai stato bisogno di pronunciare anche il suo cognome. Fulvio è Lucisano, con buona pace degli omonimi. La mia vita professionale si divide in un prima e un dopo l’incontro con Fulvio. E ancora oggi la mia carriera è segnata, quasi identificata direi, con il nostro primo film insieme che coincide con il mio esordio come regista: Notte prima degli esami. Oggi mi sembra quasi che questa pellicola esista da sempre nella mia vita, tanto che quasi non mi appartiene più, e invece più di vent’anni fa qualcuno aveva scommesso su uno sceneggiatore che scriveva copioni un po’ buffi per altri ma non era ancora passato a dirigere in prima linea.

L’ESORDIO 

Il mio primo film fu prodotto infatti da Fulvio e Federica Lucisano, e da Giannandrea Pecorelli, anche lui produttore di tanti successi. Non posso dimenticarlo. Per me furono infatti giorni strani quelli tra il 2005 e il 2006. C’era un copione che RaiCinema amava e voleva produrre ma di cui nessuno accettava di fare la regia. Dopo un anno di rifiuti, Fulvio mi chiese: «Hai un diploma di regia al Centro Sperimentale… in fondo parla dei tuoi esami di maturità… ma perché non lo dirigi tu e la facciamo finita?». Era la domanda più importante della mia vita ma non lo sapevo. Fu un successo. 

IL CULT 

Il film divenne nel tempo anche un evergreen. E quindi caro Fulvio, grazie di quella domanda. Oggi non salutiamo però soltanto lui, ma iniziano davvero i titoli di coda del grande cinema di una volta. Quello in cui i produttori scommettevano i loro soldi sul successo di un film, quelli senza le note di editor e algoritmi che ti spiegano le tue idee. Anzi quelli in cui l’algoritmo era il produttore stesso, quelli in cui la garanzia di qualità spesso era un regista e non un brand da ripetere all’infinito con remake e reboot, quello in cui si poteva ancora scommettere su un ragazzo e sulla sua idea di cinema. Ricordo il giorno in cui Fulvio vide l’elenco di canzoni (oggi si direbbe la playlist) che desideravo mettere nel mio esordio. Una quantità di hit oggi forse impossibile da avere in un unico film e anche un costo importante. Ma Fulvio credeva nel progetto e disse «prendiamogliele», come a dire «ho scommesso su questo ragazzo, e ora lo dobbiamo seguire». 

L’INCONTRO

Facevano così i produttori di una volta: sceglievano se fare o non fare un film e poi andavano fino in fondo, a volte anche fino al crack finanziario. Perché il cinema non è una scienza esatta, ma è un terreno minato, fatto di tentativi, errori e illuminazioni. Le filmografie di tutti i più grandi registi del mondo sono composte di capolavori, di inciampi e anche di flop. Fulvio questo lo sapeva bene e lo spiegava con l’irruenza competente ed entusiasta che tutti abbiamo conosciuto. L’ho incontrato di recente, mentre ero con sua figlia Federica a parlare di un nuovo progetto. Passava, diretto al suo ufficio, ma si affacciò da noi. Mi guardò con un sorriso, come a dire “sei tornato”, come si guarda qualcuno con il quale hai camminato per un pezzo importante di strada e poi è andato a vivere altrove. 

IL LEGAME 

In realtà, caro Fulvio, non me ne sono mai andato. Le locandine dei tanti film fatti insieme costellano i corridoi del tuo ufficio a ricordarmi per sempre chi, per primo, ha creduto in un piccolo film nostalgico che nessuno voleva dirigere. Per concludere vi invito a fare un gioco. Googlate “Fulvio Lucisano filmografia” e vi apparirà una incredibile lista di film. Scorretela e, magicamente, vi apparirà anche la vostra vita. 
All’improvviso ricorderete quella piccola arena al mare dove andavate con i nonni, quella saletta d’essai dove vi portava quel fidanzato appassionato di cinema d’autore, quel cinema di quartiere dove a volte guardavate i film in piedi (lo so oggi è incredibile, eppure io ho visto Guerre Stellari al Ritz di viale Somalia, in piedi accanto a mio papà), quell’altro dove si apriva il tetto nell’intervallo per fare uscire il fumo, quell’altro ancora dove facevano solo B-Movie che vedevi col tuo compagno di banco. E - questo accadrà solo ai romani di una certa età come me - vi tornerà in mente il Cinema Gioiello a Porta Pia, che proiettò Ricomincio da tre il capolavoro di Massimo Troisi, prodotto proprio da Fulvio, per due anni e mezzo consecutivi, un record mondiale imbattuto e imbattibile. Una anomalia che avrebbe fatto impazzire qualsiasi algoritmo. Grazie Fulvio!

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