Luca Sammartino: «Basta polemiche, la Lega resti unita. Da Salvini un progetto serio per il Sud»

2026/08/19

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«Le polemiche interne nella Lega mi sembrano solo un tentativo di qualcuno per avere visibilità», attacca Luca Sammartino, vicepresidente della regione Sicilia ed esponente di punta del partito.

Cosa accade nella Lega? Il governatore della Lombardia Fontana non esclude un passo indietro di Salvini.

«Il dibattito ferragostano lanciato dal governatore della Lombardia, in tutta sincerità, mi sembra un tentativo maldestro di chi cerca visibilità in prospettiva di fine mandato. Invece dico che, in un partito che mantiene la sana abitudine di discutere e confrontarsi, non c’è alcun bisogno di un passo indietro di Salvini. Anzi: questo è proprio il momento di un balzo in avanti, di un ulteriore salto di qualità di una classe dirigente che per tradizione è sempre stata di altissima qualità in tutti i livelli di governo».

In questi giorni c'è una forte discussione interna secondo cui la Lega dovrebbe tornare alle ragioni settentrionali.

«Io, da meridionale, nutro rispetto per l’originaria matrice della Lega sulle battaglie di buon governo del territorio, ma certamente non mi riconosco in alcuni linguaggi che non fanno parte del nostro modo di vivere l’impegno politico. Chi continua a usarli, fa solo il commentatore da bar dello sport. E tornare a quelle che lei definisce “ragioni settentrionali”, senza considerare quello che è successo in questi ultimi anni, sarebbe un grave errore di strabismo politico. La Lega di Salvini è diventato un partito nazionale, con un profondo radicamento dalle Alpi a Portopalo di Capo Passero, che si trova più a Sud di Tunisi. E mi riferisco soprattutto a centinaia di amministratori locali che danno prova ogni giorno di essere all’altezza della situazione, così come tutti i nostri parlamentari nazionali e regionali. Se qualcuno s’è messo in testa che i leghisti del Sud soffrano di una sindrome del brutto anatroccolo, si sbaglia di grosso».

Come si combatte questo malessere nel partito?

«Servirebbe andare avanti sul percorso già indicato da Salvini. Sono sicuro che la strategia del partito nazionale sia ancora quella corretta, ma i tempi sono maturi per un upgrade: una “Lega dei territori” che possa valorizzare al meglio le rispettive istanze, recuperando la spinta propulsiva del Nord, che mi auguro possa essere ancora roccaforte elettorale, e valorizzando allo stesso tempo le specificità del resto d’Italia, partendo proprio dal Sud, dove tanto la classe politica e quelle imprenditoriale e sociale guardano con grande interesse alle pulsioni che arrivano dal nostro partito e che saranno la più grossa sorpresa delle prossime elezioni politiche».

I sondaggi però danno il partito in flessione.

«Se ci fossimo fossilizzati sui sondaggi, non avremmo ottenuto i risultati straordinari che invece si sono registrati alle Regionali e alle Europee. A proposito: mi permetto di ricordare che l’unica circoscrizione in cui Vannacci non è stato il più votato è stata proprio quella delle Isole con il contributo decisivo della Sicilia. E il trend si è mantenuto anche nelle più recenti amministrative: la Lega, da noi, è un partito robusto e attrattivo».

D'altronde Matteo Salvini, come ministro delle Infrastrutture si è speso molto per il Sud, a cominciare dal Ponte.

«La prima cosa a cui pensano tutti è il Ponte sullo Stretto. Che si farà, e si farà, per l’impegno sovrumano che Salvini ha profuso contro tutto e tutti. Ma se ci fermassimo a questa opera descriveremmo soltanto una minima parte di ciò che la Lega, senza togliere nulla al Nord, ha fatto in questi quattro anni di governo per il Sud. E non parlo soltanto dei miliardi investiti in infrastrutture, fra strade, ferrovie, porti e aeroporti, destinati ai nostri territori. Io, da vicepresidente della Regione Siciliana, ne sono testimone privilegiato: c’è un valore aggiunto, incalcolabile, che sta tutto nell’attenzione che la Lega del buon governo ha avuto per il Sud, risolvendo problemi piccoli e grandi. Ed è proprio da questa sensibilità, unita alla qualità di tutta la nostra classe dirigente, che deve partire il progetto della Lega dei territori».

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