Louisa Young, ‘mia zia Jane mi ha sempre ispirata, con me tornano i Cazalet’ - Libri - L’intervista - Ansa.it

2026/09/12

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LOUISA YOUNG, LE ORE D'ORO (FAZI, PP 426, EURO 20)

Fonte di ispirazione fin da quand'era bambina, Elizabeth Jane Howard, l'autrice della saga bestseller dei Cazalet, è sempre stata un importante punto di riferimento per la nipote Louisa Young che ha deciso di far continuare la storia della famiglia alto borghese inglese raccontata dalla zia dagli anni Trenta a fine anni Cinquanta. "Ho amato da subito i Cazalet come tutti i romanzi di Jane, anche se all'epoca avevo 11-12 anni per capirli bene", racconta all'ANSA Louisa Young che è figlia del fratello del primo marito di Elizabeth Jane Howard. Il personaggio di nella saga dei Cazalet, è ispirato a suo padre.
    Cresciuta con la famiglia, i fratelli e i cugini nella casa in cui J.M. Barrie ha scritto Peter Pan, Young, ex giornalista e cantautrice oltre che scrittrice, è autrice di 15 libri, tra cui la trilogia 'My dear I wanted to tell you' di cui Elizabeth Jane Howard ha elogiato il primo volume. Prendere il testimone della zia è stato per lei "abbastanza naturale" e al Festivelatteratura di Mantova si festeggia il ritorno dei Cazalet con il primo volume, 'Le ore d'oro' (Fazi) della nuova trilogia firmata da Louisa Young che parte dagli anni Sessanta e arriverà fino al 1974, appena uscito e già in classifica.
    "L'idea di continuare la saga è nata da una battuta con il mio editore. Poi ho parlato con mia cugina, Nicola, l'unica figlia di Jane, per i diritti. Il progetto è stato portato anche all'editore e all'editor originario che lo hanno accolto e deciso di ripubblicare anche tutti i libri della storia dei Cazalet, compresi gli audiolibri".
    Che rapporto aveva con sua zia? "Per tutti noi era Jane, nessuno la chiamava Elizabeth Jane Howard in famiglia, quello era il nome con cui firmava i suoi libri. Ero molto affezionata a lei, le volevo molto bene. Da bambina passavo i weekend nella sua tenuta. La vedevo arrivare bellissima, glamour, che fumava.
    Era molto brava, diretta con i bambini. Un rapporto che da adulta si è rafforzato, passavo interi fine settimana con lei e il fatto che fosse una scrittrice così brava è stato di ispirazione ed esempio. Quando sono diventata anch'io una scrittrice, mia zia è stata di grande aiuto e supporto, soprattutto quando stavo scrivendo la biografia di mia nonna che era Kathleen Scott, il cui primo marito era il capitano Robert Scott, l'esploratore dell'Antartide. Andavo a trovare Jane ed entrambe scrivevamo. Io stavo facendo una biografia molto documentata di cose accadute vent'anni prima, mia zia ne scriveva una versione rivisitata, da romanzo. Guardavamo la stessa donna da due punti di vista diversi, Jane era più critica, mentre io avevo i racconti di mio padre e amavo tantissimo questa figura. Si ritrova quella dualità che c'è nei Cazalet dove non c'è mai un personaggio polarizzato, o buono o cattivo, c'è una complessità".
    I personaggi sono 55 e non è stato facile riprendere i fili di tutti. Lo stile è simile, ma più moderno, con frasi più brevi. "Non ho imitato la scrittura di Jane, non ne ho fatto una copia, abbiamo naturalmente uno stile simile e mi sono resa conto della sua influenza proprio scrivendo 'Le ore d'oro" spiega Louisa Young a Mantova con il suo compagno Michel Faber, l'autore de 'Il petalo cremisi e il bianco', che tiene in braccio una bambola con i capelli biondi.
    Avevamo lasciato i Cazalet nel 1956 con il quinto volume uscito poco prima della morte di Howard, avvenuta a 90 anni nel 2014, che ha avuto un grande successo postumo. Adesso siamo nel 1962. "Le donne sono più indipendenti, lavorano, prima non era concepibile. Polly, Louise e Clary hanno quasi 40 anni e occupano il centro della scena. Ci sono nuovi personaggi di 17 e 18 anni. La nuova generazione fa i conti con il cambiamento. Una dinamica interessante è quella tra madri e figlie che vengono osservate con un misto di gelosia per la loro libertà, ma alle quali viene dato anche supporto. Non mancano però le preoccupazioni per la vita delle ragazze. È il momento delle minigonne e c'è una battuta in cui la madre dice alla figlia: 'hai dimenticato di mettere la gonna'. Gli uomini sono un po' scioccati, alcuni non si sono accorti che le cose stavano cambiando" racconta Young.
    "Jane ha raccontato quello che accadeva nelle case inglesi ed erano le donne che si prendevano cura di tutto. Quando era in vita era considerata una scrittrice di serie B, poi ha trionfato. Tornare ai Cazalet per me è anche un modo per dire e ribadire che tutte noi scrittrici facciamo sul serio" sottolinea Young che è sempre stata femminista.
    Il secondo volume della trilogia è quasi finito e non è detto che possa anche proseguire oltre il terzo volume. 
   

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