«Papà stava bene, qualche piccolo acciacco naturale con l'età, poi è successo l'irreparabile». Così Ilenia, una dei figli di Lorenzo Corradin, il pensionato di 84 anni di Presina di Piazzola sul Brenta, racconta i giorni di malattia del papà che lo hanno portato alla scomparsa domenica scorsa. L’uomo è la prima vittima nel Padovano del virus West Nile per quanto riguarda l’estate 2026 e dell'intero Veneto.
IL RACCONTO
«Ci hanno detto dopo le analisi del midollo, che è stato il virus West Nile la causa del decesso. Non esistendo una cura specifica, le terapie non hanno avuto efficacia e non c’è stato nulla da fare», continua la figlia. La vita di Corradin, per più di quarant’anni modellista nella nota azienda di abiti maschili di pregio Belvest, a Piazzola sul Brenta, cambia repentinamente giovedì 6 agosto. Ricorda la figlia: «quel giorno si è svegliato con la febbre molto alta e poi vomito e dissenteria. Fino al giorno precedente tutto normale, stava benissimo, nulla che facesse pensare a quello che è avvenuto. Abbiamo chiamato immediatamente l’ambulanza ed è stato ricoverato all'ospedale di Cittadella nel reparto di Medicina». I sanitari effettuano vari controlli per capire che cosa causi quello stato di alterazione. Dopo alcuni giorni la diagnosi. «Ci hanno detto che aveva il virus da West Nile, è stato trasferito nel reparto di Neurologia con le terapie per contrastare l’infezione anche se, come ci hanno spiegato, non c’è ancora una cura specifica». In casi del genere non rimane che aggrapparsi alla risposta del fisico alle cure. Si è di fronte ad un bivio le cui mete sono opposte. Purtroppo nel caso di Corradin, l’infezione ha avuto il sopravvento e domenica scorsa è mancato.
L’INCUBAZIONE
Forte il dolore della moglie Maria Pia, delle figlie Caterina, Ilenia ed Elisabetta e del figlio Paolo, assieme ai vari parenti ed amici. «Ci hanno spiegato che l’incubazione è stata almeno di due settimane – continua la figlia Ilenia – Lui non si è mai lamentato di nulla nei giorni precedenti. Certo andava in giardino, nell’orto, usciva, come del resto tutti noi. Non siamo, almeno fino ad ora, stati sottoposti a nessun controllo». Probabilmente, calcolando il tempo trascorso dalla puntura, almeno tre settimane, risulta adesso inutile qualsiasi tipo di profilassi, a cominciare dalla disinfestazione. All’amministrazione comunale non è giunta nessuna comunicazione di richiesta di disinfestazione della zona dove non risultano fortunatamente altri casi simili.
I PRECEDENTI
Per quanto riguarda il territorio padovano, a inizio luglio, a Padova, è stato registrato un caso. Un uomo rientrato da un viaggio in Thailandia si era presentato al pronto soccorso con i sintomi dell'infezione. Non perse la vita fortunatamente. Nel 2025, la provincia di Padova è stata tra le aree del Veneto interessate dalla circolazione del West Nile Virus, con i primi contagi umani segnalati già alla fine di luglio, tra cui almeno tre casi registrati nel territorio dell’Ulss 6 Euganea.
IL PIÙ CRITICO
Come aveva riportato il Dipartimento di prevenzione dell'Euganea, l'anno critico per la diffusione di questo virus era stato il 2022 con una percentuale molto alta di zanzare infette e con un peso epidemiologico che portò il territorio a concentrare una quota rilevantissima dei casi nazionali ed europei. A far proliferare la zanzara portatrice del virus, momenti di forte siccità o di elevata piovosità, perché generano ristagni d'acqua ed è proprio in questi che gli insetti proliferano. La famiglia sta affrontando il lutto con grande forza e dignità, sostenuta dal cordoglio dei concittadini della frazione e da quanti non solo a Presina conoscono Lorenzo Corradin ed i suoi familiari. Domani alle 16 nella parrocchiale della frazione è in programma il funerale dell’84enne.
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