Il bilancio del Centro regionale idrometeo e clima di Arpa: colpa dell’aria subtropicale. Polverizzate le medie minime: 36 volte col termometro sopra i 20 gradi sulle Prealpi, 11 nei fondovalli alpini

Caldo record in Lombardia

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Milano, 7 agosto 2026 – “La stagione estiva 2026 è già tra le più calde degli ultimi 30 anni sul territorio lombardo”. Davide Magliano, meteorologo di Arpa Lombardia, guarda i dati di giugno e luglio raccolti e analizzati dal Centro regionale idrometeo e clima : “Raccontano anche di precipitazioni scarse, che molto spesso sono state rappresentate da eventi temporaleschi, localmente anche di forte intensità e accompagnati da grandinate, come successo soprattutto nello scorso mese di luglio”.
I calcoli e i motivi
I primi due terzi dell’estate meteorologica (1 giugno-31 agosto) si chiudono con diversi record. Per confrontare la stagione con il trend del periodo (1991-2020), gli esperti del centro dedicato anche al monitoraggio e alla prevenzione dei rischi naturali hanno valutato i dati raccolti da 4 delle oltre 200 stazioni Arpa posizionate nella regione, ritenute significative per descrivere l’estate della pianura occidentale (Milano), orientale (Mantova), delle Prealpi (Varese) e dei fondovalli alpini (Sondrio).
La Lombardia è stata interessata da diverse ondate di calore, a partire da fine maggio. La prima causa - spiega il centro meteo - è stata la frequente espansione verso il Nord Italia di un’area anticiclonica centrata tra il Nord Africa e il Mediterraneo occidentale, che ha trascinato a più riprese aria molto calda da latitudini subtropicali.

L'indice Humidex, temperature più umidità, di Arpa in Lombardia ad inizio agosto
I dati dell’anomalia
In tutte le aree in cui sono state rilevate le temperature, giugno e luglio hanno registrato anomalie medie mensili di oltre 3 gradi in più, con punte di 4 nella stazione di Milano Brera a giugno. Le giornate più calde sono risultate il 28 giugno in pianura con punte di 37,8 gradi a Milano e 37 a Mantova, mentre sulla fascia alpina e prealpina il caldo è stato più intenso a luglio, con picchi di 35,3 a Varese (8 luglio) e 37,7 a Sondrio (30 luglio).
Il record dell’estate 2026 ha riguardato in particolare le temperature minime. Le notti tropicali, caratterizzate da termometri fermi sopra i 20 gradi combinati spesso a tassi di umidità elevati anche all’alba, hanno raggiunto valori mai visti soprattutto nelle fasce prealpine e nei fondovalli alpini. In due mesi, la stazione di Varese ha certificato 36 eventi, quella di Sondrio 11. In entrambi i casi si tratta di numeri superiori alla media degli ultimi dieci anni.
Le piogge scarseggiano
La stagione è stata segnata anche da precipitazioni scarse: giugno e luglio si sono chiusi con solo 9 giornate caratterizzate da accumuli oltre 1 millimetro al suolo in pianura (stesso dato per Milano e Mantova), 10 a Varese, 16 a Sondrio. La distribuzione delle precipitazioni è stata differente nei due mesi: giugno ha visto un trend al di sopra della media mensile nonostante l’esiguo numero di giorni con piogge, concentrate spesso in poche ore.
L’apice di questa anomalia è stato raggiunto il 2 giugno: i fenomeni temporaleschi hanno interessato l’intero territorio lombardo e Varese ha superato la media mensile (145 millimetri) con 160 millimetri caduti in poche ore. Luglio, invece, è stato più secco: pochi giorni piovosi e accumuli non significativi hanno generato un saldo negativo a fine mese ovunque in Lombardia. Il dato peggiore è stato raggiunto a Varese: -90 millimetri rispetto alla media hanno portato il bacino del Ticino a uno stato di siccità più grave del 2022.
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