I dati Istat relativi alla nostra regione evidenziano un calo della mortalità quasi doppio rispetto alla media nazionale. La metà dei decessi lungo le strade extraurbane

Nonostante il numero elevato di incidenti, la Lombardia mostra segnali incoraggianti sul fronte della sicurezza stradale. I dati Istat per l’anno 2025 evidenziano una situazione complessa: da un lato il volume cospicuo di sinistri (sintomo anche della forte presenza di veicoli rispetto ad altre regioni italiane) dall’altro il calo della mortalità, che si attesta addirittura superiore rispetto alla media registrata nel resto del Paese.
Nell’arco del 2025, sul territorio lombardo si sono verificati infatti 30.722 incidenti stradali, che hanno causato 347 morti e 39.958 feriti. In termini assoluti, la regione si conferma l’area con il maggior numero di eventi e persone coinvolte nella penisola, concentrando circa il 17,3% dei sinistri totali italiani.
Il confronto con il dato nazionale
Nonostante la forte densità di traffico e la mole di veicoli in circolazione, l’impatto drammatico degli scontri sulla vita umana appare proporzionalmente ridotto in Lombardia rispetto al contesto italiano. Le vittime registrate a livello regionale rappresentano infatti il 12,1% del totale nazionale, una percentuale significativamente inferiore rispetto all’incidenza complessiva degli incidenti.
Questo divario dimostra una minore letalità media degli eventi stradali sul territorio lombardo. Il tasso di mortalità si attesta a 3,5 morti ogni 100.000 abitanti, un valore che posiziona la regione nettamente al di sotto della media italiana fissata a 4,9. Tale performance contribuisce a collocare il Nord-Ovest come l’area geografica più sicura del Paese.
Il trend e la riduzione della mortalità
Un elemento di particolare rilievo riguarda il confronto con l’anno precedente. Nel 2024 i decessi sulle strade lombarde erano stati 383, a fronte dei 347 rilevati nel 2025. Questa variazione corrisponde a una diminuzione del 9,4% delle vittime, un progresso quasi doppio rispetto alla media nazionale che si è fermata a un decremento del 5,3%.

Mentre in Italia il numero complessivo degli incidenti ha ripreso a salire, la Lombardia mostra una tendenza virtuosa nell’arginare le conseguenze più gravi dei sinistri. I dati storici di lungo periodo confermano la direzione intrapresa: dai 1.197 morti registrati nel 1991 si è arrivati a scendere sotto la soglia dei 350 decessi, segnando un taglio superiore al settanta per cento in trent’anni.
Dove avvengono gli incidenti
L’analisi dettagliata per tipologia di strada mostra che la grande maggioranza dei sinistri si concentra all’interno dei centri abitati. Le strade urbane registrano infatti 23.664 incidenti e 29.220 feriti, con 155 vittime. Tuttavia, il pericolo maggiore per la vita si conferma fuori dai centri urbani.
Le strade extraurbane contano 163 decessi, rappresentando circa il 47% del totale regionale. Situazione differente per le autostrade e i raccordi, dove su 1.865 incidenti si sono registrati 29 morti. In ambito autostradale, l’indice di mortalità lombardo si attesta intorno a 1,5 decessi ogni cento sinistri, un valore dimezzato rispetto alla media nazionale.

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