Linee guida uniche comunitarie, oggi il report a von der Leyen

2026/07/13

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Attualità

Ursula von der Leyen (Reuters)

È attesa oggi, lunedì 13 luglio, la presentazione alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen della relazione del panel di esperti incaricati di contribuire allo sviluppo di un approccio europeo per garantire la sicurezza dei minori online . La Commissione esaminerà quindi le raccomandazioni e definirà le fasi successive. Annunciato nel discorso sullo stato dell’Unione del 2025, il gruppo di esperti – che comprende professionisti di molteplici settori, tra cui neuroscienze e diritti dei minori – si è riunito per la prima volta il 5 marzo 2026. Allora vennero esaminati rischi e benefici derivanti dall’uso da parte dei minori dei social media e di altre attività online come le app di messaggistica o l’AI. La discussione si era concentrata su alcuni punti, tra cui gli algoritmi che generano dipendenza e l’alfabetizzazione digitale.

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Il 15 aprile è stata presentata l’ultima app dell’Ue per la verifica dell’età online, senza che sia necessario condividere informazioni personali grazie al metodo «a prova di conoscenza zero». Il giorno successivo, il 16 aprile, durante il secondo incontro gli esperti avevano poi discusso delle norme e delle iniziative dell’Unione per proteggere i minori online, ma anche degli approcci adottati altrove come il divieto di usare i social imposto agli under 16 in Australia. La terza tavola rotonda, il 16 giugno, è stata propiziata dalla pubblicazione, lo stesso giorno, di una nuova indagine di Eurobarometro che conferma l’impatto significativo sulla salute mentale e fisica dei giovani causato dai social media e dall’eccessiva esposizione agli schermi.

Quasi un adolescente su tre, infatti, riferisce di sentirsi stressato, triste o socialmente escluso a causa dei social, mentre il 45% del campione sostiene di confrontarsi con gli altri durante l’utilizzo delle piattaforme. Circa un quarto degli adolescenti, infine, afferma di aver incontrato online contenuti problematici, tra cui i discorsi d’odio. L’indagine di Eurobarometro mostra inoltre la correlazione tra primo accesso ai social e tempo totale trascorso davanti agli schermi: nel fine settimana, sono più di sette ore per chi ha iniziato a usare le piattaforme prima dei 10 anni, mentre per chi ha iniziato dopo i 14 anni sono poco meno di sei ore. L’Eurobarometro sul decennio digitale, analisi condotta tra febbraio e marzo 2026, mostra a tal proposito che per il 92% degli europei rafforzare la protezione dei minori e dei giovani online è una priorità politica assoluta.

Il dibattito, intanto, si sta intensificando: a inizio luglio la Commissione europea ha giudicato non pienamente compatibile con il diritto europeo la proposta di legge francese che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, in un parere che impegnerà il Parlamento a rivedere la proposta di legge. L’esecutivo europeo ha ritenuto che tale proposta di legge, se attuata nella sua versione attuale, interferirebbe con le disposizioni del regolamento europeo sui servizi digitali (Digital Services Act). Ad aprile il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis ha annunciato l’intenzione di vietare, a partire dal 1° gennaio 2027, i social ai minori di 15 anni. La proposta dovrebbe diventare legge entro il 2026 e riguarderebbe piattaforme come Facebook, Instagram e Tik Tok. Nel Regno Unito, dalla primavera del 2027 i minori di 16 anni non potranno più accedere ai social e saranno limitate alcune funzionalità ritenute particolarmente rischiose per i minori, come il live streaming o la possibilità di essere contattati da sconosciuti: lo ha annunciato il 15 giugno, poco prima di rassegnare le dimissioni, il primo ministro Keir Starmer.

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