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Il nuovo dettaglio
Su un cordino sono state individuate due tracce di un Dna complesso, attribuibile a un profilo di sesso maschile che risulta ignoto
13 Ott 2026 - 19:29
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© Da video
Novità nel caso di Liliana Resinovich. Alcune tracce di Dna appartenenti a uno stesso uomo ignoto sono state trovate sui jeans della donna scomparsa il 14 dicembre del 2021, il cui cadavere fu ritrovato il 5 gennaio nei boschi dell'ex ospedale psichiatrico di Trieste, e su uno dei sacchi neri che contenevano il corpo. È l'esito di uno dei quesiti posti dal Gip di Trieste ai periti, che saranno discussi nell'udienza del 30 ottobre.
L'analisi su alcuni reperti del caso
Gli esperti che hanno condotto la perizia disposta dalla Gip Mangiante su alcuni elementi della vicenda Liliana Resinovich hanno anche accertato che sulle suole delle scarpe di Liliana non ci sono tracce del terreno del luogo dove fu trovato il cadavere. Un tema su cui ha commentato anche l'avvocato Nicodemo Gentile: "Questa perizia ci dice che Lilly è stata uccisa e quindi qualcuno ce l'ha portata" all'ex Opp, "perché addosso non ha nulla del sito" dove fu trovato il cadavere.
Inoltre, è stato constatato che ci fu un "contatto diretto" tra il giubbotto indossato dal marito della vittima Sebastiano Visintin il giorno della scomparsa della donna e il giubbotto e la borsa di Liliana. "Quello che ha restituito la perizia dopo che tutti i campioni sono stati maneggiati e sottoposti a pluralità di accertamenti, è già pure troppo, ma ci sono spunti molto interessanti da valutare insieme con il resto", ha aggiunto Gentile.
Il riassunto di una vicenda ancora aperta
Era il 14 dicembre di cinque anni fa quando Liliana Resinovich uscì da casa sua senza fare più ritorno. Il suo corpo fu ritrovato 20 giorni dopo nel boschetto dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste, avvolto in due sacchi neri e con il capo nascosto in un sacchetto di plastica. Inizialmente si parlò di suicidio, poi una seconda inchiesta ha portato all’ipotesi di un omicidio.
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