Liga e hydration break: le pause non cambieranno e non saranno usate a fini commerciali

2026/07/25

Categories: sports

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Hanno fatto tanto discutere e probabilmente ne faranno ancora: stiamo parlando delle pause per l'idratazione. Che, nel corso del Mondiale, hanno sollevato tanti dubbi e polemiche. Esistono anche nella Liga spagnola: ma come funzionano?

— LALIGA (@LaLiga) July 25, 2026

La Liga e il suo modello di hydration break

I Mondiali di calcio, da poco terminati, sono stati uno degli eventi sportivi più discussi di sempre. Per tanti motivi. Ma anche per le ormai famigerate pause di idratazione. Previste per il caldo e della durata massima di tre minuti, erano obbligatorie in tutte le 104 partite che si sono giocate: necessarie o meno. Hanno fatto tanto discutere soprattutto perché sfruttate a fini commerciali per la trasmissione di pubblicità. Tali pause esistono anche nel campionato spagnolo. Ma con forma e metodi e regole del tutto diverse. Che non sono destinati a cambiare, come ha confermato Mundo Deportivo.

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Lo stop per l'idratazione, nella Liga, infatti segue i regolamenti della RFEF: è obbligatorio solo quando la temperatura supera i 30 gradi centigradi. Il loro utilizzo, inoltre, deve essere richiesto dall'arbitro. E le pause sono ammesse solamente in determinati mesi: maggio, giugno, luglio, agosto e settembre. Anche in Spagna la durata massima è di tre minuti e si possono fare in due momenti, uno per tempo: intorno al 30° e al 75° minuto.

Non solo: le due squadre devono concordare la possibilità di inserire lo stop per bere. Devono farlo prima del calcio d'inizio della partita. Nel caso in cui le due formazioni non siano concordi a riguardo, il potere decisionale in merito è del direttore di gara. L'arbitro ha l'ultima parola sull'imposizione o la sospensione della misura a tutela della salute dei giocatori. Tutto il tempo che viene perso, inoltre, viene aggiunto ai minuti di recupero di ogni tempo. Di fuori di queste regole, il cooling break, è vietato ed è anche vietato il suo sfruttamento per scopi commerciali, a differenza di quanto visto nella Coppa del Mondo.

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