Lettera degli allevatori a Lollobrigida: “Adesso ascoltateci”

2026/07/24

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L’allevatrice di Ussita Silvia Bonomi, titolare de "La Sopravissana dei Sibillini", e il compagno Riccardo Benedetti, al timone dell’azienda agricola...

L’allevatrice Silvia Bonomi, titolare dell’azienda «La Sopravvissana dei Sibillini»

L’allevatrice Silvia Bonomi, titolare dell’azienda «La Sopravvissana dei Sibillini»

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L’allevatrice di Ussita Silvia Bonomi, titolare de "La Sopravissana dei Sibillini", e il compagno Riccardo Benedetti, al timone dell’azienda agricola che porta il suo nome, hanno scritto al ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida e al governatore Francesco Acquaroli dopo la violenta grandinata di martedì. Chiedendo di essere ricevuti in audizione in Regione e al Ministero.

"L’obiettivo è rappresentare le criticità affrontate quotidianamente dalle aziende zootecniche che vivono e operano nelle aree montane svantaggiate – spiegano – distinguendole da realtà che si limitano a trasferire il bestiame in alpeggio durante la sola stagione estiva. È infatti indispensabile che le future politiche agricole, i criteri di sostegno, le deroghe e gli strumenti di gestione del rischio siano costruiti ascoltando direttamente chi presidia questi territori dodici mesi l’anno, garantendo con enormi sacrifici la tutela del paesaggio, della biodiversità e del benessere animale, in condizioni sempre più aggravate dagli effetti del cambiamento climatico e da misure che non tengono conto della specificità degli allevamenti presenti.

Le nostre aziende provvederanno alla quantificazione e alla perizia dei danni economici subiti. Tuttavia, al di là dell’entità delle perdite materiali, appare prioritario garantire la continuità dell’allevamento e la tutela degli animali". Oltre allo stato di calamità, i due allevatori chiedono di intervenire, e una revisione delle strategie di pascolamento.

"Gli eventi verificatisi dimostrano come non sia più realisticamente possibile programmare la stagione di pascolo secondo schemi rigidi e calendari prestabiliti – aggiungono –. “Tempora mutantur, et nos mutamur in illis“: i tempi cambiano e con essi devono necessariamente cambiare anche gli strumenti amministrativi e le modalità di gestione delle attività agricole e zootecniche. Il cambiamento climatico sta determinando un’estremizzazione degli eventi meteorologici: da una parte lunghi periodi di siccità, dall’altra fenomeni improvvisi e distruttivi quali nubifragi, grandinate eccezionali e downburst. Tali condizioni rendono sempre più difficile pianificare razionalmente la gestione dei pascoli, delle risorse idriche e dell’attività aziendale".

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