"Speriamo di mandarli sotto di nuovo alla Camera".
E' l'augurio che si fa Elly Schlein in vista dell'arrivo alla Camera del testo dello Stabilicum.
La nuova legge elettorale ha superato lo scoglio del Senato, dove martedì 15 settembre, è stata approvata in seconda lettura.
Neanche il tempo di esultare che subito lo scontro si è spostato a Montecitorio dove il disegno di legge è atteso il 28 settembre e dove dovrebbe essere approvato in via definitiva. Il tema ancora una volta sono le preferenze: bocciate in prima lettura alla Camera a luglio e introdotte da Palazzo Madama con un emendamento di FdI, votato questa volta da tutti.
A spaventare sono anche questa volta i franchi tiratori, quelli che - complice il voto segreto - decisero di affossare la proposta della reintroduzione delle preferenze avanzata dal partito della Premier.
A far paura sono soprattutto le deputate di centrodestra poiché la nuova legge sfavorirebbe l'elezione delle donne in quanto non conterrebbe le garanzie necessarie per la tutela delle "quote rosa" in Parlamento.
Al Senato, dove non era previsto il voto segreto, il problema non si è posto, ma nel segreto delle urne di Montecitorio i calcoli potrebbero finire con il non tornare ancora una volta.
E' anche per questo che il governo starebbe valutando se porre la fiducia al provvedimento.
Legge elettorale, Schlein: "Faremo muro"
"Noi faremo muro contro la legge e noi speriamo di mandare sotto alla Camera la maggioranza un'altra volta".
Ha dirlo è stata questa mattina la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, nel corso del suo intervento alla manifestazione della Cgil a Cattolica.
La segretaria dem ha rievocato quanto accaduto lo scorso 14 luglio, quando durante la votazione in prima lettura del disegno di legge alla Camera.
Il governo andò sotto di un voto durante la votazione dell'emendamento di Fratelli d'Italia sull'introduzione delle preferenze. In quell'occasione si voto con scrutinio segreto e i franchi tiratori - ovvero parlamentari di centrodestra che hanno votato contro le indicazioni della propria parte politica - furono una trentina.
Nel frattempo gli alleati di governo hanno trovato un accordo che prevede il ritorno delle preferenze, ma con i capilista bloccati. Di fatto il primo nome in lista sarà seguito da sei nominativi tra cui gli elettori potranno scegliere esprimendo tre preferenze.
L'emendamento ripresentato al Senato è stato approvato, ma ad attenderlo c'è il testo passaggio alla Camera che promette di essere altrettanto insidioso come il primo.

Giorgia Meloni ha votato contro un emendamento unitario di tutta l'alleanza progressista che chiedeva di mettere le preferenze vere. Coi capilista bloccati, che hanno votato loro, secondo le nostre i nostri conti meno di un parlamentare su cinque sarà eletto con preferenze e solo dei partiti più grandi . Allora questa è una truffa e credo che una delle cose più gravi sia che abbia la prima presidente del consiglio donna cancellato la parità di genere tra i capilista, perché come dico sempre non ce ne facciamo granché di una premier donna se non si batte per migliorare la vita di tutte le altre donne di questo paese.
Ha dichiarato la segretaria dem che ha lanciato anche un'altra sfida a Giorgia Meloni:

Io penso che Giorgia Meloni debba dire al paese quando andremo a votare e che lo debba fare presto. La mia responsabilità, guidando la prima forza d'opposizione, è lavorare per essere pronti in qualunque momento si andrà a votare e per vincere con qualunque legge elettorale ci sarà.
Stabilicum, il testo torna alla Camera: il governo valuta la fiducia
Ottenuto l'ok al Senato la legge elettorale voluta del centrodestra ora è attesa alla Camera, in terza lettura. Un passaggio insidioso.
Da qui i dubbi del governo sulla opportunità politica o meno di porre la questione di fiducia. In caso di bocciatura, infatti, il rischio sarebbe la caduta del governo.
Allo stato, l'esecutivo non ha ancora deciso cosa fare. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, ha confermato che a Palazzo Chigi si sta riflettendo sulla strategia da adottare.

''Per quanto riguarda la fiducia alla Camera il governo deciderà a tempo debito se è opportuno porla o meno...''.
Il ministro delle Riforme, Elisabetta Casellati, non vede trappole a Montecitorio:

''Non vedo nessuno scoglio, sono ottimista che passerà anche alla Camera. Mi pare non ci siamo dubbi di qualche sovvertimento.
Quanto all'ipotesi fiducia, pure la ministra non si sbilancia più di tanto:

Non lo so, facciamo un passo alla volta...''
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