Lecce, ex Caserma Cimarrusti: 80 posti letto per studenti e nuovo polo culturale

2026/09/18

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Lecce, ex Caserma Cimarrusti: 80 posti letto per studenti e nuovo polo culturale

di Mattia CHETTA

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venerdì 18 settembre 2026, 07:08


Dall’abbandono al riscatto universitario: l’ex Caserma Cimarrusti di Lecce si prepara a una nuova vita con 80 posti letto destinati agli studenti fuorisede dell’Università del Salento. Per raggiungere questo obiettivo, però, Palazzo Carafa dovrà approvare nei prossimi giorni il permesso di costruire in deroga (che riguarda un nuovo volume edilizio di circa 256 metri cubi al primo piano). Il voto, che dovrebbe essere unanime, rappresenta un passaggio decisivo per restituire alla città uno dei suoi edifici storici, trasformandolo da presidio militare a punto di riferimento per il diritto allo studio salentino. Intanto i lavori, nell’edificio di via Giuseppe Libertini, nel centro storico, sono già in corso da alcuni mesi. 

I lavori in centro


A eseguirli è il raggruppamento temporaneo d’impresa composto da Nicolì SpA e Sotec srl, per un importo complessivo di 5.976.449,32 euro. Il progetto definitivo, nato dal concorso di architettura in due fasi e sviluppato attraverso il Piano di fattibilità tecnico-economica, prevede il recupero architettonico dell’immobile, abbandonato da oltre vent’anni, e la trasformazione degli spazi interni in una residenza universitaria completa di tutti i servizi necessari. La struttura ospiterà 80 posti letto distribuiti in 41 camere: 28 doppie in stile alberghiero, 10 doppie organizzate come minialloggi e 3 camere per persone con disabilità, di cui 2 singole e 1 doppia. Il progetto comprende anche una sala riunioni e un auditorium, una sala video, musica e internet, due cucine di piano, una stanza per lo sporzionamento dei pasti con i relativi servizi, lavanderie, depositi, una portineria e gli uffici gestionali.

La storia del complesso

La storia del complesso affonda le radici nel XVII secolo, quando nacque come Convento dei Carmelitani Scalzi (Teresiani). Per decenni l’edificio ha svolto una funzione militare, prima di attraversare un lungo periodo di disuso e abbandono nel cuore di Lecce. Negli ultimi anni l’immobile - di proprietà della Provincia di Lecce - è stato inserito in un ambizioso progetto di recupero promosso da Adisu Puglia, Regione Puglia e Comune di Lecce, con il sostegno dei finanziamenti del ministero dell’Università e della Ricerca. Grazie all’intervento di riqualificazione e restauro conservativo, l’ex caserma diventerà una residenza universitaria capace di accogliere 80 studenti fuorisede. L’intervento, che interessa circa 2.800 metri cubi complessivi, non si limiterà alla realizzazione degli alloggi, ma punta a restituire alla città un nuovo polo di aggregazione culturale, aperto e integrato nel tessuto urbano. La progettazione dedica particolare attenzione alla tutela del patrimonio storico e architettonico. Il recupero delle murature in pietra leccese, dei basoli tradizionali e delle volte del chiostro si accompagnerà a soluzioni contemporanee e reversibili. Le nuove camere saranno realizzate attraverso strutture autoportanti in legno con sistema balloon frame, separate dalle pareti storiche per preservare le stratigrafie originali. Tra gli interventi previsti figurano anche la ricostruzione della quinta scenica del chiostro grande, un nuovo volume edilizio di circa 256 metri cubi al primo piano – per il quale è atteso il voto della commissione Urbanistica, presieduta dal consigliere Paolo Cairo (Forza Italia) – e una nuova scala in metallo e lamiera microforata nella corte piccola, progettata per garantire trasparenza, accessibilità e integrazione visiva. Non solo alloggi, però. Il piano terra sarà destinato a diventare un punto di connessione tra università e città, con sale studio, spazi per la socialità e servizi culturali ed educativi. Cortili e porticati saranno inoltre disponibili per eventi e momenti di incontro. 
Il progetto guarda anche alla sostenibilità ambientale, con un impianto fotovoltaico dotato di moduli InvisibleCell color sabbia, pensati per armonizzarsi con la pietra locale, e sistemi ad alta efficienza energetica integrati e schermati alla vista.

L'assessore Scorrano

«Mi auguro che su questa proposta di delibera si possa arrivare a un voto favorevole all’unanimità», è stato l’auspicio dell’assessore all’Urbanistica Gianpaolo Scorrano, prima dell’illustrazione del progetto da parte del dirigente del Settore Urbanistica, Maurizio Guido. «È un progetto che parte da lontano – ha commentato in aula la consigliera Fabiana Cicirillo, di Lecce Città Pubblica – e che avevamo condiviso con l’allora assessora Rita Miglietta. Ritengo che l’intervento sia pienamente coerente con le normative e con il percorso di recupero dell’immobile». Dello stesso avviso il consigliere Antonio De Matteis (Coscienza civica): «È un progetto importante, che contribuisce a riqualificare e rigenerare il nostro centro storico. Un immobile che, finalmente, tornerà a vivere».
 

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